criptovalute

STA PER ESPLODERE LA CRIPTO-BOLLA? - DAI MASSIMI DI OTTOBRE, LE CRIPTOVALUTE ACCUMULANO PERDITE PER 1700 MILIARDI DI DOLLARI – PERSINO IL BITCOIN, IN TEORIA LA MONETA VIRTUALE PIÙ STABILE E AFFIDABILE, È SCESO SOTTO I 70MILA DOLLARI (-44% RISPETTO A OTTOBRE 2025), IL MINIMO IN 15 MESI – TRUMP PROVA A INCORAGGIARE INVESTIMENTI NELLE VALUTE DIGITALI, CREANDO ANCHE DEI “MEMECOIN”, CHE HANNO PERSO IL 95% DEL LORO VALORE – L’ECONOMISTA ROUBINI: “LA FINANZA DECENTRALIZZATA NON RAGGIUNGERÀ MAI UNA SCALA SIGNIFICATIVA. NESSUN GOVERNO SERIO, PERMETTERÀ MAI IL PIENO ANONIMATO DELLE TRANSAZIONI MONETARIE E FINANZIARIE, PERCHÉ CIÒ SAREBBE UN VANTAGGIO PER CRIMINALI, TERRORISTI, STATI CANAGLIA, ATTORI NON STATALI, TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI…”

 

Estratto dell’articolo di Mario Platero per www.corriere.it

crisi criptovalute

 

[…] Il Bitcoin, la più grande delle criptovalute, in teoria la più stabile e affidabile, è sceso sotto i 70.000 dollari. Stiamo parlando del minimo in 15 mesi e del 44% in meno rispetto al massimo dello scorso ottobre quando, sulla scia delle varie forme di incoraggiamento da parte del Presidente Donald Trump […] molti celebravano l’avvio di una nuova era.

 

«Not so fast» si dice da queste parti, la caduta delle criptovalute si affianca alla preoccupazione generalizzata che abbiamo visto ieri sui mercati globali, con il Nasdaq in caduta dell’1% circa dopo aver sofferto perdite fino al 2%.

 

Ma la preoccupazione su criptovalute è più diffusa. Nonostante gli sforzi della Casa Bianca per puntellarle, con leggi di vario genere che avrebbero dovuto convalidare la loro trasparenza, efficienza e credibilità […] infatti l’intero settore, pervaso da truffatori, manipolatori e incantatori a soffrire.

CRIPTOVALUTE

 

[…] Secondo l’economista Nouriel Roubini, che studia da sempre lo strumento e che ho sentito per ascoltare il suo parere, «su 20.000 ICO (initial coin offering), l'80% (16.000) era fin dall'inizio uno strumento per truffe criminali - rubare i soldi e scappare – un altro 18% (3.600) è andato a zero del restante 2% (400), i sopravvissuti, quelli al di sotto della top 10 hanno perso in media il 90% del loro valore dal loro picco». In effetti persino le prime dieci fanno tremare i polsi: Bitcoin lo abbiamo visto ed è quello che ha tenuto meglio perché Ethereum è caduto del 55%, XRP del 60% Solana e Dogecoin del 65% e Cardano del 75%!

 

la criptovaluta di donald trump - dataroom

Sul mercato abbiamo anche visto la creazione di modelli Ponzi […] che si sono volatilizzati e «memecoin», per tornare al nostro Presidente molto bullish sul settore, chiamati $Trump e $Melania, che purtroppo hanno perso il 95% del loro valore. […] Per fortuna c’è un mercato che ancora funziona e che reagisce, non sulla base di propaganda, ma in base ai fatti reali e con il tradizionale istinto di sopravvivenza per la protezione del proprio capitale.

 

[…] Dai massimi di ottobre […] le criptovalute nel loro insieme hanno accumulato perdite pari a 1.700 miliardi di dollari! Cifre da far tremare i polsi. E World Liberty Financial, la società di cripotvaluta lanciata dalla famiglia del Presidente Trump e che ha avuto il sostegno finanziario della famiglia reale degli EAU, come ci ha rivelato il Wall Street Journal in uno scoop di qualche giorno fa, ha anche lei accumulato perdite colossali, ma in linea con l’andamento del settore, da un massimo di 0.24 lo scorso settembre, il valore è caduto oggi a circa 0.11.

 

IL BITCOIN E LE ALTRE CRIPTOVALUTE

Proprio quella stessa società tuttavia, diventa simbolo di potenziale conflitto di interesse. Come ricorderete, il Presidente Trump perdonò Chanpeng Zaho, fondatore di Binance un'altra criptovaluta che ha subito alti e bassi (ieri perdeva il 9%). I fatti ci dicono che alcuni investitori del Golfo hanno usato la criptovaluta emessa da World Liberty per investire 2 miliardi di dollari in Binance. Possibile che ci fossero forme di do ut des? Gli interessati naturalmente smentiscono sdegnati.

 

C’è da dire che abbiamo visto in passato alti e bassi per questo settore della finanza che bene o male sopravvive da 17 anni. E non c’è dubbio che un ruolo di qualche genere lo si dovrà trovare perché potrebbe aiutare la disintermediazione e contribuire ad aumentare l’efficienza del sistema, ma occorre che una volta per tutte intervengano le banche centrali con forme di regolamentazione, cosa naturalmente aborrita dagli operatori che preferiscono la totale libertà operativa.

 

criptovalute - truffe e crimini

La BCE ad esempio ha allo studio una sua valuta digitale che dovrebbe dare più sicurezza e normalizzare il mercato, ma difficile che se ne parli prima del 2029.  

 

Sul tema futuro, sempre Roubini, che aveva previsto la crisi del 2007/2009 è chiarissimo: «Definire il Bitcoin o qualsiasi altro strumento crittografico una “valuta” è sempre stato fuorviante. Non è né un'unità di conto, né un mezzo di pagamento scalabile, né una riserva di valore stabile. Anche se El Salvador è stato il primo paese a rendere il Bitcoin come moneta a corso legale, rappresenta meno del 5% delle transazioni di beni e servizi. Le criptovalute non sono nemmeno un asset, in quanto non hanno flussi di reddito, funzioni o usi industriali o nel mondo reale (a differenza dell'oro e dell'argento)».

 

criptovalute - truffe e crimini

[…] Ci sarà da allacciarsi le cinture perché l’opacità del settore fino a chiarimenti definitivi, resterà proverbiale: «La vera finanza decentralizzata non raggiungerà mai una scala significativa – mi dice ancora Roubini - Nessun governo serio, nemmeno l'amministrazione Trump, permetterà mai il pieno anonimato delle transazioni monetarie e finanziarie, perché ciò sarebbe un vantaggio per criminali, terroristi, Stati canaglia, attori non statali, trafficanti di esseri umani, truffatori di vario genere ed evasori fiscali».

 

Ecco, siamo arrivati al punto. È provato che buona parte delle transazioni in critpovalute servono a nascondere qualcosa, a contrabbandare come dice Roubini. Ma c’è un rischio che le cripto, una volta trasparenti e regolate, diventeranno obsolete per trafficanti illegali di vario genere e dunque sfioriranno? Se così sarà avremo la prova che Roubini aveva ragione.

donald trump criptovaluteminiere criptovalute 4miniere criptovalute 5criptovalute - stati unitidonald trump criptovalute

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)