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A LINKEDIN ORA BRUCIA IL CURRICULUM - LE “SUPER ACQUISIZIONI” MANDANO IN ROSSO IL BILANCIO DEL SOCIAL NETWORK PER CHI CERCA LAVORO: CONNECTIFIER (COSTATA 1,5 MILIARDI $), FLIPTOP E LYNDA.COM POTENZIANO IL SITO MA IL TITOLO CEDE IL 40% IN UN SOLO GIORNO

Greta Sclaunich per “CorrierEconomia - Corriere della Sera

 

C'è un rosso. E c'è un rebus. E i due vanno di pari passo: perché i dirigenti di LinkedIn hanno ben spiegato, presentando i risultati dell' ultima trimestrale, che se il bilancio è andato in perdita è per via dei soldi spesi per le acquisizioni che dovrebbero garantire il rilancio futuro. Ma se la spiegazione non ha convinto gli investitori è per via, appunto, dei dubbi sul futuro: basteranno questi nuovi investimenti a scongiurare l' outlook negativo per l'anno appena iniziato?

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Così il titolo è sceso di oltre 40% in un solo giorno, passando da 192 a 108 dollari in poche ore. La contraddizione Eppure tutti gli altri numeri del bilancio, presentato a inizio febbraio, parlano di un social network che, a 13 anni dal lancio, continua a mietere successi. La piattaforma, inaugurata nel 2003 (e in Borsa dal 2011), resta il social di riferimento per chi cerca ed offre lavoro. Ma anche per chi si guarda intorno alla ricerca di nuove opportunità.

 

In pochi anni LinkedIn ha conquistato oltre 200 paesi in tutto il mondo e gli ultimi dati, quelli diffusi la settimana scorsa, rivelano che conta un bacino di utenti pari a 414 milioni di persone (segnando un aumento del 19% nel corso dell' anno appena trascorso). Molti di questi sono disposti a pagare pur di avere accesso alle funzioni premium del sito (per esempio la possibilità di vedere chi ha visitato il nostro profilo): il giro d' affari è infatti aumentato del 22% nel 2015 arrivando a quota 532 milioni.

 

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Non è l' unica fonte di guadagno del social, che ha basato il suo business model su tre pilastri principali: i servizi premium per gli utenti, la consulenza per le aziende, la pubblicità. In tutto questi tre segmenti hanno portato nelle casso del social 2,99 miliardi di dollari nel corso del 2015. Nell' ultimo trimestre, invece, i ricavi solo saliti fino a 862 milioni battendo le previsioni degli analisti che li avevano stimati a 857 milioni. Malgrado questo, lo stesso bilancio segnala un rosso di 8,4 milioni, conseguenza, ha spiegato l' azienda, di investimenti ed acquisizioni.

 

Negli ultimi mesi il social ha infatti portato a segno tre grosse acquisizioni in tre ambiti fondamentali per la sua «sopravvivenza» futura. Per quanto riguarda il core-business aziendale, l' azienda guidata da Jeff Weiner ha puntato su Connectifier, startup lanciata nel 2012 e specializzata nel migliorare il processo di ricerca di possibili candidati per aziende. Niente autocandidature o «classici» cv, qui si lavora su big data in arrivo da blog, social e motori di ricerca (non a caso, i due fondatori sono ex ingegneri di Google specializzati anche in intelligenza artificiale).

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La seconda startup finita nel mirino di LinkedIn è Fliptop. Fondata nel 2010, utilizza i big data per sviluppare analisi predittive che possano aiutare le aziende nelle operazioni di marketing e vendita. La terza, invece, non ha niente a che fare con la ricerca del lavoro in senso stretto. Si chiama Lynda.com ed è una piattaforma per la formazione che si basa soprattutto su un sistema di video. Spesso citata come esempio di successo nel settore della smart education, è una delle società «veterane» in questo campo: è stata fondata nel 1995 e poco prima di venire acquisita da LinkedIn stava per diventare un unicorno (la sua valutazione sfiorava infatti il miliardo di dollari). Poi, Weiner l' ha comprata per 1,5 miliardi: la più grossa acquisizione realizzata finora dal social.

 

Linkedin si quota in borsa Linkedin si quota in borsa

Finora. Perché scorrendo la lista dello «shopping» di LinkedIn si scopre che nell' ultimo anno il social ha accelerato i suoi investimenti: su 16 operazioni di questo tipo concluse dal 2010 ad oggi ben cinque riguardano gli ultimi dodici mesi. Prima di Connectifier, Fliptop e Lynda.com ci sono state Refresh.io, startup che ha costruito un software capace di trovare interessi comuni tra internauti, e Careerify, piattaforma per la ricerca di lavoro nelle risorse umane.

 

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La strategia di LinkedIn, insomma, appare chiara: migliorare gli strumenti a disposizione di chi cerca lavoro e provare a mettere un piede anche in ambiti diversi (ma pur sempre collegati al lavoro). In teoria, il miglior modo per restare competitivi sul lungo periodo. Sul breve termine, invece, per ora non ha funzionato: la notizia del rosso nel bilancio appena presentato ha fatto crollare le azioni. Che hanno comunque perso smalto da mesi: a gennaio 2015 valevano 229 dollari, un anno più tardi 225. Ora, meno della metà.

 

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