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IL TAR CONGELA LA MULTA DA 74 MILIONI GODE TIM E PURE UN PO' IL BISCIONE - I GIUDICI AMMINISTRATIVI BLOCCANO LA SANZIONE IMPOSTA DA CALENDA ALLA SOCIETÀ DI TLC E IL NUOVO GOVERNO POTREBBE ESSERE PIÙ BENEVOLO. I RAPPORTI TRA COLOGNO E IL FONDO ELLIOTT SI FANNO AMICHEVOLI. CON LA BENEDIZIONE DI INTESA

 

Claudio Antonelli per la Verità

 

Tim si prepara a lanciare a inizio 2019 la Netco, il veicolo che sarà proprietario della rete dopo la separazione legale. A indicare i tempi è l' d della società telefonica, Amos Genish, che, all' indomani del primo via libera al progetto arrivato dall' Agcom, si dice soddisfatto ma esprime anche preoccupazione per il continuo calo dei prezzi di accesso alla rete, che rischia di minare la sostenibilità della nuova società.

berlusconi giacomini confalonieri valentini

 

Intanto però la società, controllata dal fondo Elliott e in seconda istanza dai francesi di Vivendi, incassa la decisione del Tar del Lazio di sospendere la maxi multa da quasi 74 milioni inflitta dal vecchio governo per il Golden power.

 

Il tribunale amministrativo ha infatti stabilito, con decreto monocratico, la sospensione momentanea della sanzione (che sarebbe dovuto essere pagata oggi) inflitta dalla presidenza del Consiglio per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali legata alla mancata comunicazione da parte del socio Vivendi dell' assunzione del controllo di fatto del gruppo.

 

È stata quindi fissata per il 4 luglio l' udienza per la discussione del ricorso (che chiede l' annullamento e la sospensione immediata dell' efficacia del decreto) in camera di consiglio.

Nel frattempo il progetto di separazione della rete va avanti. «La decisione dell' Agcom di ieri è una pietra miliare molto importante per noi per perfezionare il processo entro la fine dell' anno e lanciare la Netco a inizio gennaio 2019», ha annunciato Genish, in occasione della relazione annuale dell' organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete, che ha indicato nella societarizzazione un' opportunità unica.

 

AMOS GENISH

La separazione della rete è «grande vantaggio per l' azienda e il Paese», ha sottolineato Genish, che conta di incontrare presto il neo ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, con cui è sicuro di avere un dialogo «molto produttivo e positivo». Il messaggio è chiaro.

L' amministratore di Tim sa bene che dopo l' addio di Carlo Calenda dal Mise il clima con Palazzo Chigi sarà sicuramente più disteso.

 

Al di là della partita meramente amministrativa, i giudici decideranno sul merito degli obblighi di legge connessi agli asset strategici, a essere cambiato è l' intero contesto. Se i giudici decidessero di stoppare in via definitiva la multa è molto difficile che il nuovo comitato sulla Golden power si riunisca subito dopo per mostrare il randello.

 

Al contrario c' è il forte sentore che tutto possa rientrare e così come il clima tra Tim e Mediaset sia adesso scivolato su un versante collaborativo e costruttivo. Lo dimostra innanzitutto l' accordo firmato a metà maggio sui contenuti tv, un accordo che per Mediaset varrà almeno 40 milioni in tre anni. Ben diversa dalla mastodontica impalcatura che avrebbe legato la società telefonica con Canal +, la partnership tra Cologno Monzese e Tim lascia però intendere molte più cose di quanto adesso si possa immaginare.

paul singer

 

Le due aziende hanno in questo momento un grande amico comune che potrebbe spingere per sinergie sempre più strette fino addirittura a ipotizzare un futuro idilliaco profumato di fiori d' arancio.

 

Intesa, banca di sistema, attraverso Imi aveva già sostenuto l' ingresso in Tim di Elliott e ormai due anni fa era scesa apertamente in campo per difendere la compagine azionaria di Mediaset dall' assalto del finanziere bretone Vincent Bolloré. Fare uno più uno uguale due sarebbe semplice. E le cose semplici in finanza sono quelle che funzionano di più.

Nel frattempo a minare tutte le strategia potrebbe esserci un tema di prezzi.

 

Per confessione dello stesso Genish, «siamo un po' preoccupati dal costante calo dei prezzi annuali all' ingrosso di accesso che a noi non sempre sembra tenga conto del costo effettivo e del rischio: una situazione che può minare la sostenibilità di Netco, cioè la società della rete».

carlo messina

Senza uno scorporo autonomo delle rete che garantisca ritorni economici, gli assetti futuri delle comunicazioni e della televisione resterebbero in sospeso. Al contrario il mercato italiano chiede un veloce consolidamento per rafforzare il business e soprattutto sopravvivere ai grandi colossi stranieri sempre più capitalizzati e aggressivi.

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