LA TASSA(RA) CHE PAGA ZALESKI SI CHIAMA EASYJET - IL GREGGE DI BORSA IN UNA SETTIMANA AFFOSSA CUCINELLI (-13%) - INCUBO BATTERIE PER BOEING - TIME WARNER RIFIUTA OFFERTA DA 62 MLD

1. ORA ZALESKI VIAGGIA LOW COST
R.Fi. per il "Sole 24 Ore"

La Carlo Tassara, si sa, naviga in acque piuttosto turbolente. La società ha appena chiuso l'ennesimo accordo con le banche sul debito quest'ultimo garantito, ancora una volta, da asset dal valore complessivamente inferiore all'esposizione. E così forse non dovrebbe stupire vedere l'azionista della holding, l'imprenditore e finanziere francese (ma di origini polacche) Romain Zaleski, indossare i panni del viaggiatore low cost.

Eppure scorgere il finanziarie, quello stesso raider che negli anni passati ha raccolto pacchetti chiave nelle principali realtà di Piazza Affari, da Intesa Sanpaolo fino al Gruppo Generali, salire su un volo Milano-Parigi targato Easyjet non lascia indifferenti. Più d'uno giura, infatti, di aver intercettato Zaleski sul volo che all'una di ieri era in partenza da Malpensa con direzione Ville Lumiére. Almeno un lusso, però, se lo sarebbe concesso: lo speedy boarding.

2. IL CASHMERE CUCINELLI E IL GREGGE IN BORSA
S.FI. per il "Sole 24 Ore"

Il cashmere di Brunello Cucinelli ha perso la sua sofficità? Il marchio del super-lusso, prodotto in quel di Borgo Solomeo (che assomiglia più a una cartolina dall'Umbria che a un'azienda) è la migliore matricola di Piazza Affari. Dal giorno del debutto, nel 2011, è partita in una corsa perdifiato. Da 7,5 a 26 euro poche settimane fa. Uno stellare +238%. Ma la luna di miele col mercato pare improvissamente finita. In una settimana, per Cucinelli un tonfo del 13%.

Non era mai successo da quando è quotata. Dopo aver corso tanto, ci sta. La crescita infinita, d'altronde, non esiste. Per un imprenditore che, al debutto in Borsa, citava a braccio il pauperismo di San Francesco e la filosofia di Platone, non dovrebbe dispiacere più di tanto, lo storno. Il problema è che oggi sui mercati domina l'effetto gregge. Se uno vende, tutti vendono. E negli ultimi giorni due big ( Nomura, SocGen) hanno consigliato di vendere il Re del Cashmere. Prezzo giusto: 18 euro.

3. INCUBO BATTERIE PER BOEING
R.FI. per il "Sole 24 Ore"

Torna l'incubo batterie per Boeing? Difficile a dirsi, ma è bastata ieri la notizia che Japan Airlines ha rilevato del fumo fuoriuscito dalla batteria di un 787 parcheggiato al Narita Airport di Tokyo per creare scompiglio sui mercatri. Ieri infatti a Wall Street, il titolo Boeing è tornato immediamentamente sotto la soglia dei 140 dollari (restano comunque vicini i recenti massimi annuali toccati a quota 1342,79 dollari), portando la capitalizzazione di mercato sotto i 105 miliardi di dollari.

Secondo le indiscrezioni riportate dai media americani, gli addetti alla manutenzione hanno rilevato fumo e la presenza di un liquido non identificato durante i controlli di routine previsti prima del decollo, che sarebbe avvenuto due ore più tardi. L'incidente arriva un anno dopo che proprio una serie di problemi alla batteria costrinsero a terra per vari mesi gli aerei di Boeing, con i voli ripresi solo dopo che il colosso aerospaziale ha convinto le autorità di avere completamente risolto i problemi.


4. TIME WARNER RIFIUTA OFFERTA DA 61 MILIARDI
Marco Valsania per il "Sole 24 Ore"

Un vecchio marchio dei media guida il valzer delle fusioni e acquisizioni agli inizi del nuovo anno: Time Warner Cable, seconda società americana di cavi televisivi e Internet nata cinque anni or sono da uno spin off di Time Warner, ha ricevuto un'offerta formale dalla più piccola ma più agile e aggressiva rivale Charter Communications. Un'offerta da ben 62 miliardi di dollari, debito compreso.

Che se avesse esito darebbe vita d'autorità alla più grande operazione nella cable tv dal 2001 e alla terza acquisizione in assoluto dal 2009, dopo i 64,2 miliardi del merger farmaceutico tra Pfizer e Wyeth e l'acquisto per 130 miliardi da parte di Verizon della quota di Vodafone nella venture della telefonia mobile Verizon Wireless. Time Warner Cable ha respinto l'offerta, con una decisione unanime del board, come del tutto inadeguata.

Ma ormai appare in gioco e ne fa una questione di prezzo: chiede fino a 160 dollari per azione contro i 132,50 messi in campo da Charter. Ieri in Borsa il titolo, che da giugno ha guadagnato oltre il 49%, ha già superato il valore dell'offerta, salendo nel pomeriggio del 3% a 136 dollari.

La mossa potrebbe infatti dar vita a un'asta, con in gioco altri colossi quali il leader del comparto Comcast. E la stessa Charter, che non intende mollare la presa e ha alle spalle come principale azionista, con una partecipazione del 27%, il finanziere John Malone e la sua Liberty Media in piena espansione globale. Il ramo internazione di Liberty l'anno scorso ha alzato il tiro anche in Europa, rilevando Virgin Media per 24 miliardi.

Charter è uscita allo scoperto dopo aver corteggiato ormai per sei mesi Time Warner Cable con due precedenti offerte tenute riservate erano state pari a 114 e a 127 dollari per azione. L'obiettivo strategico è dar vita a un colosso con 20 milioni di abbonati in 38 stati americani ai servizi televisivi e di Internet ad alta velocità. Comcast è oggi il leader del settore con 22 milioni.

Il consolidamento è spinto con forza dai crescenti costi del contenuto (i sistemi via cavo pagano i canali che trasmettono) e dalla sempre maggior concorrenza e integrazione tra protagonisti delle telecomunicazioni. I giganti della telefonia, da Verizon a AT&T, hanno guadagnato terreno nel lancio di servizi d'avanguardia televisivi e di collegamento online e proprio Time Warner Cable è stata le società che più hanno sofferto.

L'ultima offerta di Charter è arrivata con una lettera ai vertici di Time Warner Cable: 83 dollari in contanti e 49,50 dollari in titoli per un totale di 37,5 miliardi, il resto in assunzione di debito.

Charter ha anche indicato esplicitamente che intende mantenere aperte "tutte le opzioni a disposizione": tra queste, in mancanza di negoziati, può esserci una guerra aperta con la nomina entro febbraio di una lista di candidati alternativi al consiglio di amministrazione da sottoporre alla prossima Assemblea annuale di Time Warner Cable. Lo scontro per conquistare il vecchio marchio, insomma, è solo agli inizi.

 

 

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