LA TRATTATIVA CINA/RUSSIA - SIA VIMPELCOM CHE HUTCHISON CONFERMANO LA FUSIONE WIND-H3G, "CONDIZIONATA ALL'ACCORDO SU AZIONARIATO, DEBITO, GESTIONE". SARÀ PARITARIA (50-50), MA CON IBARRA DI WIND AL COMANDO

1. HUTCHISON WHAMPOA: CONFERMA NEGOZIATI CON VIMPELCOM PER JV H3G-WIND

victor li con il padre li ka shingvictor li con il padre li ka shing

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Hutchison Whampoa conferma i negoziati con Vimpelcom per una joint venture paritaria tra le rispettive controllate italiane 3 Italia e Wind. In una nota il gruppo del magnate Li Ka Shing afferma che sono in corso "negoziati esplorativi con Vimpelcom sulla potenziale formazione di una joint venture paritaria tra 3 Italia, una controllata indiretta del gruppo, e Wind Telecomunicazioni, controllata di Vimpelcom.

 

LI KA SHINGLI KA SHING

L'intesa e' soggetta, tra l'altro, al raggiungimento dell'accordo sulle condizioni, alla firma degli accordi definitivi, al raggiungimento di livelli di debito soddisfacenti e all'ottenimento di tutte le approvazioni societarie e regolamentari necessarie". Rivolgendosi ad azionisti e potenziali investitori della societa', Hutchison sottolinea che la trattativa puo' sfociare in un accordo o anche non portare ad alcun intesa e per questo consiglia "cautela agli azionisti riguardo alle azioni della compagnia". Ieri la conferma ufficiale delle trattative e' arrivata in conference call dal ceo di Vimpelcom.

Fondatori di Vimpelcom Zimin e Fabela Fondatori di Vimpelcom Zimin e Fabela

 

 

2. WIND-3 ITALIA, SI TRATTA PER UN’ALLEANZA ALLA PARI”

Francesco Spini per “La Stampa"

 

Dopo anni di trattative cominciate e interrotte, di accordi quasi fatti e finiti in freezer, per le nozze Wind-3 Italia sembra la volta buona. Dopo le indiscrezioni di due giorni fa, ieri per la prima volta è giunta la conferma da Vimpelcom, il gruppo russo-norvegese a cui fa capo Wind, su colloqui in corso con i cinesi di Hutchison Whampoa, al cui vertice c’è il magnate Li Ka-Shing. La società, ha detto l’ad di Vimpelcom Jean-Yves Charlier, «è in discussione con Hutchison riguardo una possibile alleanza paritaria tra Wind e 3 Italia». Paritaria, ossia al 50% senza che la maggioranza - come ipotizzato in precedenza - finisca ai cinesi, almeno in un primo momento.

MIKHAIL Fridman di VimpelcomMIKHAIL Fridman di Vimpelcom

 

«NON CI SONO CERTEZZE»

Sono state le voci rimbalzate dall’agenzia internazionale Bloomberg alle sale operative di tutto il mondo a convincere Charlier che fosse ormai «appropriato fare una dichiarazione» sulla vicenda. «Non ci sono certezze che sarà trovato un accordo», ha chiarito il numero uno di Vimpelcom, in particolare «la transazione dovrà essere soddisfacente» anche per il livello di debito. Inoltre servirà «l’approvazione delle autorità».

 

WIND TELECOMUNICAZIONIWIND TELECOMUNICAZIONI

Ma allo stato «è troppo presto per noi rispetto a qualsiasi altra considerazione - ha poi aggiunto -. C’è un considerevole lavoro da fare». Riprese alcuni mesi fa per lo più con riservatissimi colloqui in quel di Londra, le trattative dovrebbero richiedere ancora circa tre mesi per arrivare al dunque e gettare le basi di un gruppo che, in Italia, riunirebbe circa 30 milioni di clienti, arrivando a confrontarsi con i big Tim e Vodafone.

 

VINCENZO NOVARI VINCENZO NOVARI

Sulla governance la quadra sarebbe ormai trovata: a capo come ad resterebbe l’attuale numero uno di Wind, Maximo Ibarra, pronto a giocare le sue carte sul mercato digitale. Vincenzo Novari, oggi a capo di 3 Italia, diverrebbe oltre che membro del cda anche uomo di fiducia di Li Ka-Shing per gli affari italiani.

 

CONTI IN MIGLIORAMENTO

MAXIMO IBARRAMAXIMO IBARRA

Intanto Wind ha reso noti i risultati dei primi tre mesi. Con i ricavi che restano sopra il miliardo di euro (1.078 milioni, -5,7%) l’Italia supera la Russia - in difficoltà dopo le vicende del rublo e del petrolio - quanto a contribuzione nel gruppo Vimpelcom. Del resto il trend va migliorando e anche l’Arpu (i ricavi per cliente) si è stabilizzato a 10,9 euro, dopo anni di declino. Segno che si allenta la tensione sui prezzi. Per farla ulteriormente calare si attende il consolidamento. È quello su cui scommette il mercato, visto che anche ieri Telecom - in seguito alle parole di Charlier - ha guadagnato in Borsa un +1,12% (1,08 euro la chiusura) dopo il +3% del giorno prima.

 

 

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