VADO LIGURE, TORNO MORTO - MENTRE L’ITALIA SI DIVIDE SULLA QUESTIONE DELL’ILVA, A VADO LIGURE UN’ENORME CENTRALE BRUCIA 5 MILA TONNELLATE DI CARBONE AL GIORNO DI PROPRIETÀ DELLA TIRRENO POWER (IL CUI 39% È DELLA SORGENIA DI DE BENEDETTI) - UNO STUDIO EVIDENZIA UN INCREMENTO DEI TUMORI E DELLE MALATTIE CARDIACHE, MOLTO SUPERIORI ALLA NORMA - E LA GIUNTA COMUNALE, PER TUTTA RISPOSTA, PROGETTA NUOVI IMPIANTI…

Ferruccio Sansa per il "Fatto quotidiano"

"Non c'è solo l'Ilva". Giovanni Durante è segretario dell'Arci di Savona, da anni combatte contro la centrale a carbone di Vado. Quella che milioni di italiani vedono dall'autostrada correndo in Riviera. Senza sapere che cosa siano le due gigantesche ciminiere. Dura battaglia quella di Giovanni e di migliaia di savonesi, qui come a Taranto qualcuno sventola l'alternativa tra salute e lavoro.

Per quarant'anni si è andati avanti bruciando cinquemila tonnellate di carbone al giorno, finché nel 2011 è arrivato un nuovo accordo con la Regione. I savonesi sono rimasti di sasso: "Speravamo nella chiusura o in soluzioni alternative come il metano e invece ecco la sostituzione dei vecchi impianti con altri nuovi. E adesso, il 6 settembre, a Roma si discuterà l'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)", spiega Durante. Ma sulla strada di Tirreno Power (il 39% è controllato da Carlo De Benedetti attraverso Sorgenia) ci sono i comitati di "Fermiamo il carbone".

E un procuratore "tignoso", Francantonio Granero, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo (a carico di ignoti) e ha chiesto una consulenza ai migliori esperti italiani. Il biomonitoraggio del territorio pare stia evidenziando "sofferenze pesanti" in prossimità della centrale. Dopo decenni in cui non si è riusciti a ottenere lo straccio di un'analisi epidemiologica, stanno arrivando alla Procura (e ai comitati) valanghe di dati.

"Sul sito del ministero dell'Ambiente c'è uno studio commissionato nel 2006 dalla stessa Tirreno Power e rimasto sconosciuto per sei anni, con valori estremamente preoccupanti, in molti casi mai riscontrati nel nostro Paese", raccontano i ragazzi di "Fermiamo il carbone". Le cifre: "Si sono riscontrati valori di cadmio pari a 12,46 microgrammi per grammo d'aria (il valore naturale sarebbe 0,8, il valore massimo riscontrato in Italia arriva a 9,04). L'arsenico è arrivato a 13,80 (valore naturale 1,2, massimo misurato in Italia 5,53), mentre il mercurio tocca quota 13,06 (60 volte il valore medio di 0,20 e quasi dieci il massimo di 1,84) e il cromo 330,20 (valori naturali di 4 e massimi di 60,5)".

L'azienda ha replicato: "Sono dati estrapolati, presentati in modo parziale e strumentale". Ha ricordato che lo studio risale al 2006, prima dell'entrata in funzione del ciclo combinato. "Ma che cosa ha respirato per decenni la gente? E che cosa è successo dopo?", si chiedono i comitati. Per capire la situazione di Vado basta camminare per le strade. Si vive letteralmente all'ombra delle ciminiere, accanto a montagne di carbone: case, uffici, scuole sono a pochi passi. Uno studio dell'Ordine dei Medici dice: "A Quiliano, fra i maschi, i tassi di mortalità per tumore ogni centomila abitanti sono stati 288, a Vado Ligure 327 (240 in Italia)".

Va peggio per le donne: siamo "a 140 per l'Italia contro i 199 per Savona. A Vado si arriva a 211,9". E poi le malattie del cuore: "Si nota un incremento rispetto alla media regionale sia fra i maschi (+32% a Savona, +45,6% a Vado, +49,1% a Quiliano) che fra le femmine (+ 36,7% a Savona, + 41,6% a Vado, + 56,9% a Quiliano)". Gli effetti di un impianto come questo, sostengono gli esperti, possono arrivare a 48 chilometri. Alzi gli occhi: Genova, le Riviere.

"Nessuna prova del nesso tra centrale e malattie. Con le modifiche le emissioni caleranno del 40%", sostengono dall'azienda. Manca, per ora, una ricerca che leghi con certezza centrale e morti. Ma i motivi per la massima cautela ci sono. Mario Molinari, uno dei pochi giornalisti ad aver seguito la vicenda, spiega: "Utilizzando studi americani su una centrale simile e parametri dell'Unione europea, i medici dell'associazione Moda hanno quantificato i danni alla salute e alle coltivazioni per una centrale a carbone in 36,5 milioni all'anno (142 milioni i costi complessivi). Molto più del beneficio di un impianto dove lavorano 250 persone".

Già, questa non è l'industria che dà lavoro a tutta la città, una soluzione sarebbe possibile. Ma amministratori e classe dirigente cittadina hanno preferito seguire un'altra strada. In tanti ricordano i silenzi di alcuni partiti (Pd e Pdl) e le dichiarazioni a sostegno della centrale di pezzi grossi dell'Unione Industriali che magari hanno avuto rapporti di lavoro con la società. Poi le sponsorizzazioni di Tirreno Power a eventi dei Comuni. Niente di illegale, per carità.

"La paradossale soluzione della giunta Burlando (centrosinistra) è stata: più carbone, con gruppi nuovi di maggiore potenza . E pensare che in campagna elettorale il Pd aveva detto no all'ampliamento", attaccano i comitati. Renzo Guccinelli, assessore regionale alle Attività Produttive, ha riassunto così l'accordo: "Sarà realizzato un nuovo gruppo a carbone da 460 megawatt. Ci vorranno sei anni. Allora si abbatterà uno dei due gruppi vecchi (per costruirne un altro nuovo, ndr) e, dopo altri tre anni, si abbatterà il terzo. A quel punto valuteremo l'opportunità di dare parere favorevole alla costruzione di un ulteriore gruppo per il quale non è previsto alcun automatismo".

Il futuro è ancora a carbone, quindi. Ma i comitati mostrano una lettera al ministero dell'Ambiente in cui i comuni più interessati (Vado e Quiliano) parlano di "discrepanze" nel testo della Conferenza dei servizi del 2011 tra la versione concordata con gli enti locali e quella "consolidata".

E denunciano: "Azienda, Regione e Ministero sarebbero orientati a concedere un'Aia "transitoria" che permetta per alcuni anni valori di inquinamento (soprattutto per gli ossidi di zolfo) fuori dai valori di legge". È tutto scritto nell'esposto che "Fermiamo il carbone" e le associazioni ambientaliste stanno per presentare in Procura. Il dito è puntato sugli amministratori che hanno sostenuto il "compromesso del carbone".

 

Vado Ligure CARLO DE BENEDETTI porto vado ligure CARLO DE BENEDETTI centrale TIRRENO POWER VADO LIGURE vado ligure

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?