CAPUTI MI HAI? - NON SOLO IL SENATORE CONTI, ANCHE GRANDI STAZIONI HA GUADAGNATO 35 MLN € DI PLUSVALENZA, VENDENDO ALLA REGIONE VENETO UN IMMOBILE AL DOPPIO DEL SUO VALORE - E GALAN LO DEFINÌ PURE “UN GRANDE AFFARE” - MA QUAL È L’ELEMENTO IN COMUNE IN QUESTE DUE STRANE TRATTATIVE? SEMPRE LUI, IL PREZZEMOLONE MASSIMO CAPUTI, CHE NEL 2001 ERA AMMINISTRATORE DELEGATO DI GRANDI STAZIONI...

Nicola Pellicani per "la Repubblica"

Sarà anche vero che i palazzi sul Canal Grande non hanno prezzo. Idem per le case con vista sul Colosseo e per una miriade di edifici storici sparsi in tutta Italia, ma a volte i conti non tornano lo stesso. Ne sa qualcosa il senatore del Pdl Riccardo Conti, che ha comprato per 26,5 milioni il palazzone di via della Stamperia vicino alla Fontana di Trevi, rivendendolo poche ore dopo a 44,5 milioni all´Enpap, l´ente di previdenza dei psicologi.

Ma qualcosa di simile è successo anche a Venezia un po´ di tempo fa, giusto davanti al nuovissimo ponte di Calatrava, dove la Regione del Veneto ha acquistato da Grandi Stazioni per 70 milioni di euro (69,5 per l´esattezza) un immobile che si affaccia sul Canal Grande. Un affare? Anche qui come a Roma tutti dicono di averci guadagnato. L´unico fatto certo è che le Ferrovie cedendolo a Grandi Stazioni in un pacchetto che comprendeva anche altri edifici lo aveva valutato 70 miliardi di lire - ovvero 35 milioni di euro -, la metà dei soldi sborsati dalla Regione.

Ma la cosa più curiosa è che nelle trattative per entrambi i palazzi in questione, spunta il nome della medesima persona. Vale a dire Massimo Caputi, protagonista della vendita del palazzone romano attraverso "Idea Fimit", che nei primi anni Duemila, in veste di amministratore delegato di Grandi Stazioni, aveva avviato la trattativa per la vendita dei 20 mila metri quadri del palazzo che oggi ospita gli uffici della Regione.

«Un grande risultato per la Regione», a sentire l´ex governatore Giancarlo Galan, che riuscì a portare in un´unica sede 600 dipendenti, un´impresa effettivamente non semplice in una città come Venezia, pagando alla resa dei conti 3.300 euro per metro quadro un palazzo restaurato sul Canal Grande, al quale bisogna aggiungere i magazzini retrostanti che presto diventeranno anch´essi uffici. Un affare per Galan, ma certamente di più per chi ha venduto un immobile al doppio di quanto era stato valutato.

La vicenda è complicata, inizia nel 2001 con Caputi che dall´alto di Grandi Stazioni non vuol saperne di chiudere la trattativa al prezzo con cui aveva rilevato il mega-edificio dalle Ferrovie (70 miliardi di lire). Non vende, ma affitta, facendo nascere però poco dopo un contenzioso con la stessa Regione che lo trascina in tribunale per inadempienze contrattuali.

Nel frattempo Caputi paga comunque la prima tranche di una ricca consulenza all´amico Michele Gambato - oggi presidente di Sistemi Territoriali, società di progettazione della Regione - per avergli agevolato la trattativa.

Dal contenzioso con la Regione riparte la trattativa per la vendita del palazzo, intanto Caputi non è più però in Grandi Stazioni. L´affare va comunque in porto per 70 milioni grazie anche a una nuova stima certificata dall´Agenzia del Territorio. Gambato può così incassare il totale della provvigione, pari a 1,6 milioni. Vicenda chiusa? Nemmeno per sogno. I dipendenti prendono possesso degli uffici, la Regione può così risparmiare 2 milioni all´anno di affitti, ma parallelamente si apre un fronte giudiziario.

Perché nel 2010 la Procura di Roma mette sott´inchiesta per truffa, oltre al "mediatore" Gambato, gli ex amministratori di Grandi Stazioni. Ma non è tutto, in quanto la Procura veneziana contestualmente apre un fascicolo per concussione. Entrambi i procedimenti si sono però persi per strada.

 

MASSIMO CAPUTIPALAZZO DELLE FERROVIE A VENEZIAGrandi Stazioni Logo

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…