grande distribuzione 2

IL CARRELLO HA LE RUOTE SGONFIE - UNA VOLTA ERANO I SUPERMERCATI A MANGIARSI I PICCOLI NEGOZI DI VICINATO, ORA LE GRANDI CATENE VENGONO MINACCIATE DALL'E-COMMERCE - DAL 2014 HANNO CHIUSO 7 MILA PUNTI VENDITA - I NUOVI MODELLI DI CONSUMO E IL DIGITALE OBBLIGANO IL SETTORE A RIPENSARE IL MODELLO DI BUSINESS CAMBIATO GIA' PRIMA DEL COVID: I MARGINI DI GUADAGNO SONO IN FLESSIONE E LA SOLUZIONE È QUELLA DELLE FUSIONI…

Gabriele De Stefani per "La Stampa"

 

grande distribuzione 7

Non è più il tempo della grande distribuzione che si mangia i piccoli negozi di vicinato. Il digitale, la flessione dei consumi, l'onda lunga della pandemia, l'inflazione.

 

Fenomeni di lungo e di breve periodo vanno tutti nella direzione di una trasformazione radicale sintetizzata nelle parole con cui martedì Carrefour ha annunciato un piano da quasi 800 esuberi e 106 chiusure: «Il complessivo calo del fatturato e dei clienti e l'incidenza del costo del lavoro hanno determinato una situazione di grave squilibrio che ormai non è più sostenibile e costringe la società ad un intervento strutturale».

 

grande distribuzione 6

I numeri

In sette anni in Italia si sono persi più di 53 mila esercizi commerciali, scesi poco sopra quota 890 mila. Le chiusure, come recita il report "Scenario economico e dinamica dei consumi" elaborato da Federdistribuzione, colpiscono tutti: grandi (-7 mila) e piccoli punti vendita (-40 mila), alimentari (da 256 a 249 mila) e non (da 689 a 642 mila).

 

Ma per la grande distribuzione, le percentuali sono più significative: 42 ipermercati in meno significano più del 10% di strutture chiuse, dopo la grande corsa degli anni Novanta e dei primi anni Duemila.

 

grande distribuzione 8

I nuovi consumi

Incide soprattutto l'evoluzione dei comportamenti di consumo, che impone alla grande distribuzione di ripensare un modello che non regge più.

 

C'è l'esplosione del digitale, ovviamente: le catene faticano ad essere competitive nell'e-commerce e soprattutto a evolvere verso l'omnicanalità, cioè la capacità di integrare i canali di vendita digitale e fisica, dando al consumatore esperienze oltre che acquisti, servizi oltre che prodotti. Acquisto online dopo aver provato e toccato con mano nel negozio o viceversa.

 

grande distribuzione 5

«L'affinamento della capacità di appagare gli aspetti emozionali o esperienziali dell'acquisto è una via inevitabile in un'ottica di differenziazione» scrive l'area studi di Mediobanca nell'Osservatorio sulla grande distribuzione.

 

grande distribuzione 4

L'evoluzione del comportamento dei consumatori è ora accelerata dagli strascichi della pandemia: da un lato la maggior propensione al risparmio in tempi di incertezza (scesa al 12,9% a settembre, ma ancora ben più alta del pre-Covid), dall'altra la riduzione del potere di acquisto per la fiammata dell'inflazione che terrà i prezzi alti ancora per diversi mesi (Confesercenti stima un calo degli acquisti di 9,5 miliardi in due anni) e l'abitudine a frequentare meno i luoghi affollati come i centri commerciali in favore del ritorno al negozio di vicinato, più rassicurante dal punto di vista sanitario.

 

grande distribuzione 3

I conti e le risposte

Tutte dinamiche con cui la grande distribuzione deve fare i conti, senza però dimenticare che in gran parte esistevano già prima della pandemia. Ad esempio nel 2019 si prevedeva per l'Italia un'espansione media dei ricavi all'1,7% fino al 2023, ben al di sotto, ad esempio, di Regno Unito (2,8%) o Germania (2,9%).

 

grande distribuzione 2

E i margini si contraevano: indice di redditività sceso di un sesto dal 5,9 del 2015 al 4,9% del 2019, Ebit dal 2,5 al 2,1%. Nel nostro Paese gli operatori scontano una forte pressione competitiva e dimensioni ridotte, che li indeboliscono nella catena degli approvvigionamenti: i cinque principali retailer insieme valgono il 57% del mercato, in Francia il 78%, in Gran Bretagna e Germania il 75%. Ecco perché la soluzione del consolidamento, inaugurata da Conad con l'acquisizione di Auchan, promette di non rimanere isolata.

 

grande distribuzione 1

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…