1- L’ISTITUTO LUCE INFORMA: “COME ACCADE ORMAI SEMPRE QUANDO IN UN TEATRO C'E' IL PRESIDENTE NAPOLITANO, IL MAESTRO RICCARDO MUTI IN SEGNO DI OMAGGIO HA SUONATO CON LA SUA ORCHESTRA L'''INNO DI MAMELI'', PRIMA CHE SI APRISSE IL SIPARIO SUL ''MACBETH'' DI GIUSEPPE VERDI, TUTTI SONO SCATTATI IN PIEDI ALLA PRIMA NOTA…” 2- COME USA LA BACCHETTA MUTI, NON C’È NESSUNO. PER DIRIGERE, E PER TIRARE UNA STAFFILATA SULLA BOCCA A QUELLI CHE... ‘’L’ITALIA È IMPRESENTABILE E CORROTTA’’. MORALISTI A DUE VELOCITÀ CHE CRITICANO SDEGNATI LA POLITICA E POI PORTANO LA RESIDENZA ALL’ESTERO PER EVADERE LE TASSE. VICINI ALL’ITALIA, MA LONTANO DAL FISCO 3- ANCHE I MUTI PARLANO: “QUESTO COMPORTAMENTO È COME SPUTARE SUL PROPRIO PAESE” 4- GLI INTELLETTUAL-VIP SCHIFATI DI UN GOVERNO CHE TAGLIA I FONDI ALLA CULTURA, CHE NON DÀ LAVORO AI GIOVANI, CHE NON TUTELA I PENSIONATI, E POI PRENDONO CACHET DA 40 MILA € A SERATA E RISIEDONO FISCALMENTE A MONTECARLO, O IN SVIZZERA…

Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo

1- OPERA ROMA: MACBETH ACCENDE LA STAGIONE LIRICA APPLAUSI PER MUTI E STEIN, PRESENTE NAPOLITANO...
Maurizio Giammusso per l'ANSA - Con una forte e sanguigna edizione del ''Macbeth'' di Giuseppe Verdi si e' aperta questa sera la stagione lirica dell'Opera di Roma. Sul podio Riccardo Muti completamente a suo agio con una partitura che ha diretto piu' volte e in un teatro, dal quale ha accettato di recente la nomina a ''Direttore onorario a vita''. La regia del dramma e' affidata al tedesco Peter Stein, uno dei maestri riconosciuti della regia europea, famoso per spettacoli-monumento come 'I demoni'.

Applausi per tutti, ma un calore particolare per l'ingresso in sala del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel palco Reale sedeva fra la moglie Clio e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, presidente del Teatro dell'Opera. Presente anche il neo ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, alla sua prima uscita nel mondo della musica. Al termine di una maratona musicale di quasi quattro ore, il pubblico ha tributato a tutti gli artisti un applauso molto intenso.

2- L'INNO DI MAMELI PER IL PRESIDENTE NAPOLITANO...
(ANSA) - Come accade ormai sempre quando in un teatro c'e' il presidente della Repubblica, il maestro Riccardo Muti in segno di omaggio ha suonato con la sua orchestra l'''Inno di Mameli'', prima che si aprisse il sipario sul ''Macbeth'' di Giuseppe Verdi. Si tratta di una versione un po' accelerata dell'Inno, che caratterizza il gusto e l'arte di Muti. Questa volta, tuttavia, il coro non ha cantato l'Inno, come e' avvenuto in altre occasioni. E neanche in platea nessuno si e' lanciato nel canto ma tutti sono scattati in piedi alla prima nota.

3- RICCARDO MUTI SI LANCIA CONTRO I MORALISTI CHE CRITICANO LA POLITICA MA EVADONO LE TASSE
Luigi Mascheroni per "Il Giornale"

Niente da dire. Come usa la bacchetta Riccardo Muti, non c'è nessuno. Per dirigere, e per tirare una staffilata sulla bocca a quelli che... l'Italia è impresentabile e corrotta. E per poterlo dire meglio, loro che sono la coscienza morale e la faccia pulita del Paese, prendono la residenza all'estero per evadere le tasse. Vicini all'Italia, ma lontano dal fisco.

Intervistato ieri dal giornalista Armando Torno su Radio 24, Riccardo Muti parlando del premio «Paolo Borsellino» appena conferitogli ( e che gli sarà regolarmente tassato, così come il Premio Birgit Nilsson, il «Nobel della musica», consegnatogli quindici giorni fa a Stoccolma, del valore di un milione di euro, praticamente dimezzato dallo Stato italiano), si è scagliato contro i suoi colleghi che critica­no la nostra classe politica, ma hanno la residenza fiscale all'estero: «Molti miei colleghi, direttori, registi e cantanti non hanno la residenza in Italia; è una loro scelta e ognuno è libero di fare quello che vuole. Però non sopporto chi poi polemizza contro la politica e i ministri. Non si può tenere la residenza fuori dall'Italia e sputare sul proprio Paese».

Riccardo Muti è un Maestro, e come tutti i maestri per eleganza ha preferito non aggiungere nomi alla sua già di per sé esplosiva dichiarazione. Comunque, dietro alla generica espressione «colleghi »s'intravede una pletora di moralisti a partita doppia, con la residenza fiscale a Montecarlo e quella politicamente corretta in Italia. In effetti da Luciano Pavarotti in giù, il mondo della cultura e dello spettacolo (e dello sport...) conosce una gloriosa tradizione nel nobile passatempo di fare gli indi­gnati con il salario degli altri.

Sono gli intellettual-vip che si dicono schifati di un governo che taglia i fondi alla Cultura, che non dà lavoro ai giovani, che non tutela i pensionati, che ormai non si riesce ad arrivare alla quarta settimana... e poi «Scusi,il mio cachet per la serata quanto ha detto che è?... Quarantamila?Bene, bene...». E certo che va bene. Lavori in Italia però risiedi fiscalmente a Montecarlo, o in Svizzera. Tutti esterofili ed esentasse.

Il Maestro Muti parlava «in generale», è chiaro. Di certo non pensava - ad esempio - a quel direttore di orchestra che ha un indirizzo a Zuoz, nei Grigioni (ma che di sicuro paga le tasse in Italia), o all'altro che ha un appartamento nel Principato (ma che di sicuro paga le tasse in Italia), o quel mezzo soprano che si esibisce in Costa Azzurra (ma che di sicuro paga le tasse in Italia), o quella pop­star che vive a Dublino, e quella che ha una villa sopra a Montecarlo (ma che di sicuro pagano le tasse in Italia). Sicuro? Muti è uomo di poche parole.

Ma ogni parola è una sentenza. L'avesse detto chiunque altro, sarebbe apparso un qualunquista. Detto da Muti - che conosce bene il suo mondo quel«Non si può tenere la residenza fuori dall'Italia e poi sputare sul proprio Paese» suona come un «Prima di sentenziare sulla moralità degli altri, colleghi, pensate alla vostra». Direttori, registi, cantanti. Politicamente evasivi, fiscalmente evasori. Artisti che lavorano in teatri e in stadi italiani, pagati con soldi pubblici o con i biglietti dei privati. Mantenuti dai contribuenti, ma che di contribuire hanno poca voglia. Tutte celebrità per le quali, a causa di certi politici, c'è da vergognarsi a dire di essere italiani. Soprattutto al fisco.

 

SILVANA PAMPANINI SIGNORA CON VELETTA SERVITORI DELLO STATO GALEAZZI DI PAOLA E SERVITORI DELLO STATO GALEAZZI DI PAOLA E SIGNORA BOTOXATA PUJA JERMI RICCARDO MUTI RICCARDO MUTI E MOGLIE pucci melito pucci melito

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....