esercito a bergamo per portare via le bare coronavirus

CI SONO CEPPI PIÙ DURI - 4 COVID ''DIVERSI'' SONO ARRIVATI IN LOMBARDIA ALL'INIZIO DELL'ANNO: IL PIÙ VIRULENTO NEL LODIGIANO E NELLA VAL SERIANA. MENTRE A FINE GENNAIO ERAVAMO CONCENTRATI A CHIUDERE I VOLI CON LA CINA, IL VIRUS ERA GIÀ ARRIVATO, PROBABILMENTE VIA TERRA NELLE AZIENDE CHE HANNO PIÙ RAPPORTI CON CINA E GERMANIA. LO STUDIO DI NIGUARDA E SAN MATTEO DI PAVIA

Milena Gabanelli e Simona Ravizza per il ''Corriere della Sera''

 

Comporre la foto prima dell'incidente. Questo è l'obiettivo ambizioso delle équipe del Niguarda di Milano guidata da Carlo Federico Perno e del San Matteo di Pavia con Fausto Baldanti. La data che segna la storia dell'Italia è il 20.2.2020 alle ore 20 quando all'ospedale di Codogno viene diagnosticato il primo caso di Covid 19. All'improvviso siamo messi davanti allo scenario peggiore: epidemia senza un'origine facilmente identificabile. A oggi manca il «Paziente Zero».

 

reparto di terapia intensiva brescia 7

Calmate un po' le acque, i due ospedali pubblici hanno lavorato a un corposo studio scientifico che tenta di mettere qualche punto fermo. Il primo: stabilire quando il virus è entrato in Lombardia. Il secondo: perché si è accanito su questa regione, e ancor di più sulle valli bergamasche. Terzo: è arrivato direttamente dalla Cina o è passato da altre rotte? E quali? Non sono curiosità da virologi. È utile a comprendere meglio cosa è successo e come sorvegliare in futuro.

 

Mettiamo da parte le date ufficiali perché ormai abbiamo capito che c'è un'evidente responsabilità della Cina nel rilascio tardivo e parziale delle informazioni epidemiologiche (il primo ricovero all'ospedale di Wuhan di un malato di Covid-19 è dell'8 dicembre 2019, probabilmente anche prima, ma i funzionari cinesi riferiscono dell'esistenza di casi atipici di polmonite il 31 dicembre agli uffici Oms di Pechino che a sua volta prende tempo). Un ritardo di un mese che si è abbattuto come un flagello sul mondo intero. Ma quando è entrato il Covid in Lombardia?

 

ospedale da campo realizzato dalla ong americana samaritans purse all’ospedale di cremona 26

 Per stabilirlo Niguarda e San Matteo hanno analizzato le sacche di sangue dei donatori Avis di Lodi a partire da gennaio. Nel periodo 12-17 febbraio sono stati trovati i primi cinque soggetti con gli anticorpi neutralizzanti, cioè quella risposta che si sviluppa in chi è entrato in contatto con il Coronavirus mediamente 3-4 settimane dopo il contagio. Questo dato permette di stimare la presenza del Covid nella Bassa lodigiana a partire almeno dalla seconda metà di gennaio.

 

Da dove è arrivato il virus in Lombardia? Lo studio (finanziato dalla Fondazione Cariplo che lo presenterà a giorni) ha esaminato le sequenze di genoma di 350 pazienti. Il confronto del profilo genetico permette di individuare i ceppi virali e ricostruire la loro relazione: se sono correlati, se derivano da un unico progenitore, quali rapporti hanno con i ceppi degli altri Paesi. Un modo per tracciare le differenze è misurare la cosiddetta «distanza genetica», cioè com' è cambiato il virus rispetto a quello originario. Più generazioni sono passate, maggiore è il numero di variazioni, un po' come quando si ricostruisce un albero genealogico.

 

Ebbene, mediante l'analisi comparativa si evidenzia che le sequenze genomiche del virus lombardo sono parenti del progenitore cinese, ma c'è una «distanza genetica», intermediata da altri Paesi europei. Presumibilmente dalla Germania, primo grande scalo europeo dei voli in arrivo dalla Cina. Il New Journal of England Medicine riporta che a metà gennaio una manager proveniente da Shanghai ha avuto due meeting con 4 persone; tutte risultate positive a fine gennaio, inclusa la manager, che si era curata la febbre con antipiretici.

 

metro milano in epoca coronavirus 1

Secondo la ricostruzione delle due équipe lombarde, la tappa europea ha «figliato» e i ceppi arrivati in Italia con caratteristiche proprie sono più d'uno. In Lombardia sono arrivati il ceppo A e il ceppo B, che a sua volta ne ha generati altri due. Quindi al 20 febbraio non c'era un incendio appiccato da un singolo piromane, ma i piromani erano ben quattro, e al lavoro già da un mese. Uno di loro, il ceppo A, era più incendiario degli altri. Questa è la prova che in Lombardia ci sono stati due focolai di matrice diversa (A e B).

 

Ma il punto più delicato dello studio è quello di «misurare» la differenza fra questi ceppi, ed è possibile solo fermando il tempo a ridosso dell'intervento umano, arrivato con la chiusura. Il primo focolaio è quello dei 10 Comuni intorno a Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d'Adda, con 59 casi il 25 febbraio. Il secondo è quello della Val Seriana, che alla stessa data conta 137 casi. Da lì i numeri cambiano perché il Lodigiano diventa «Zona rossa», mentre la Val Seriana chiuderà insieme alla Lombardia solo l'8 marzo.

 

Ricostruendo il numero di persone che avevano manifestato sintomi compatibili con il Covid a partire dal 31 gennaio, sembra chiaro che il ceppo che poi ha travolto la Bergamasca (quello A) sia più veloce nella diffusione. I risultati sono ancora in fase di validazione, ma i primi riscontri fanno pensare che nella provincia di Bergamo un contagiato ne infettava 3,5. Mentre il ceppo di Lodi (con i suoi due figli) è un po' più lento: 1 ne infettava 2. I dati spiegano la differenza fra le due zone, aggravata dall'irresponsabile decisione di escludere dalla «Zona rossa» la Val Seriana, con le conseguenze devastanti che ne sono seguite.

 

CORONAVIRUS ITALIA

L'ultimo quesito riguarda il perché i virus si sono concentrati proprio in quelle aree della Lombardia. Qui la scienza non ha risposte, ma fa solo ipotesi, sulla base di caratteristiche comuni che portano verso la logistica e i trasporti. Sono 463 le imprese lodigiane che si occupano di trasporto e logistica e con i loro oltre tremila lavoratori rappresentano la concentrazione percentuale più alta della Lombardia (7%). La loro attività si concentra a Lodi (69 imprese, di cui 17 nel magazzinaggio) e Casalpusterlengo (34). Seguono Sant' Angelo Lodigiano e Codogno rispettivamente con 29 e 23 imprese.

 

Accanto a Piacenza (la città di confine dove si è diffuso lo stesso focolaio di Codogno) ci sono i più grandi magazzini del Nord con la loro logistica: Ikea con circa 1.000 addetti (fra cui 900 di cooperative esterne), e Amazon con 1.600 addetti. A Bergamo le aziende di trasporto e logistica sono oltre duemila, di queste 348 si occupano di attività di magazzinaggio. A Nembro ce ne sono 23, ad Alzano lombardo 20. Vanno presi anche in considerazione i rapporti di import-export con Cina e Germania. A Lodi (seconda solo a Milano) è concentrato il 16% dell'import con la Cina, mentre quello con la Germania è al 5%.

 

CORONAVIRUS ITALIA

Nella provincia bergamasca ci sono 66 grandi aziende manifatturiere legate a Cina e Germania. Per quel che riguarda l'import con la Cina, Bergamo è invece all'11% (terza), e al 10% di quello con la Germania (seconda solo a Milano). Ovviamente in numeri assoluti svetta la città di Milano, ma la concentrazione di imprese che potenzialmente possono avere importato il virus è senza dubbio significativa sia a Bergamo che nella Bassa lodigiana. Insomma, mentre a fine gennaio eravamo concentrati a chiudere i voli con la Cina, il virus era già arrivato in Lombardia, pronto a sparare da due fronti, mentre la Regione era senza elmetti. Il resto è la cronaca che conosciamo.

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...