putin valery gerasimov

ARMATA ROTTA E IL SISTEMA CHE RUOTA ATTORNO AL CREMLINO IN FRANTUMI: PUTIN COME SI METTE? – NOVE DEI BLOGGER MILITARI RUSSI PIÙ NOTI DURANTE TUTTA LA GUERRA RUSSA IN UCRAINA, CHE SU TELEGRAM ERANO STATI (DA POSIZIONE ULTRANAZIONALISTA) CRITICI CON LA GESTIONE DELLA GUERRA DI MAD VLAD, SONO FINITI NEL MIRINO DEL GENERALE GERASIMOV. E ALCUNI (COME GIRKIN) SONO SCOMPARSI DA LUNEDÌ – INTANTO UN UFFICIALE DEL FSB E UN MERCENARIO DI WAGNER HANNO CHIESTO ASILO IN FRANCIA...

Jacopo Iacoboni per lastampa.it

 

vladimir putin 3

Nove dei blogger militari russi più noti durante tutta la guerra russa in Ucraina, che su Telegram erano stati (da posizione ultranazionalista) critici con la gestione della guerra di Putin sono finiti nel mirino del generale Gerasimov, e alcuni (come Girkin) sono scomparsi da lunedì. Riferisce Mash che sono indagati da Roskomnadzor – l’autorità russa che vigila sulla telecomunicazioni e l’informazione – con l’accusa possibile di aver screditato le forze armate russe. L’indagine sarebbe stata avviata con il consenso del capo del General Staff, il generale Valery Gerasimov. La notizia viene confermata anche da Gazeta.ru.

 

Secondo qualcuno (per esempio il blogger militare Boris Rozhin), «Girkin è andato al fronte come parte di una delle formazioni di volontari (cosa vietata dal 2014»). Di sicuro però è anche lui nel mirino dell’autorità giudiziaria di Mosca. I “milblog”, il mondo dei blogger militari russi, è stato in queste settimane di controffensiva ucraina una manna per la circolazione di informazioni non filtrate dalla censura del Cremlino o edulcorate dalla propaganda di stato russa, e per questo questi uomini sono stati spesso utilizzati da reporter e analisti occidentali come fonti, anche da La Stampa, perché raccontavano la guerra da un punto di vista russo ma, paradossalmente, dicendo la verità su quello che accadeva sul campo di battaglia.

Valery Gerasimov, capo di Stato Maggiore Russia

 

 

Tra i blogger sotto inchiesta c’è appunto Igor Girkin, forse il più famoso di loro, l’uomo dell’oligarca Konstantin Malofeev nel Donbass nel 2014, accusato di aver dato l’ordine di abbattere l’aereo malese MH17 in Donbass, oggi un commentatore ultranazionalista molto critico con le debolezze militari dell’azione dell’esercito russo. Tra le altre figure sotto indagine ci sono Semyon Pegov (WarGonzo) e Vladlen Tatarsky – di cui, entrambi, La Stampa aveva ampiamente raccontato.

 

 

vladimir putin 4

Antri indagati sono Yuri Podolyaka, Sergey Mardan, Igor Dimitriev, gli autori di GreyZone (un canale legatissimo alla brigata Wagner), Rybar (le cui cartine sulla rotta russa a Kherson sono state fondamentali per molti osservatori) e, all’improvviso, anche Kristina Potupchik. Il contenuto dei loro canali sarebbe in queste ore analizzato dal Roskomnadzor per verificare la presenza di falsi, diffamazioni e altri elementi vietati e punibili. L’indagine come detto parte da Gerasimov stesso, è gestita dalla Procura Generale e è condotta dal capo del dipartimento per la supervisione dell'esecuzione della legge sulla sicurezza federale, il terrorismo, l'estremismo e le relazioni inter-etniche. I blogger rischiano fino a tre anni di carcere.

 

valerij gerasimov e vladimir putin

Si tratta, giova ripeterlo, non di dissidenti o reporter critici con Putin, o reporter critici con l’aggressione all’Ucraina, ma di reporter o militanti ultra filorussi che hanno criticato la gestione concreta della guerra in Ucraina, spesso finendo su posizioni oggettivamente vicine a quella del mondo Wagner, di Evgheny Prigozhin. Il che però inserisce una frattura in più dentro le tante scissioni nel potere russo che abbiamo raccontato in questi mesi. Pegov, di Wargonzo, ha raccontato che alcuni strani intermediari gli hanno offerto denaro per scrivere cose positive su singoli leader militari russi (probabilmente per fargli dire che si sono comportati bene sotto il fuoco ucraino).

 

Le parole di Pegov sono molto importanti, perché rivelano una delle modalità con cui agiscono i russi nella infowar a qualunque latitudine (anche in Italia): avvicinano blogger, free lance, e giornalisti amici, attraverso intermediari e figure non ufficiali. Dice Pegov: «Sì, ci sono stati approcci attraverso intermediari con offerte finanziarie - per effettuare depositi a pagamento per glorificare alcuni leader militari, ma siamo contrari a questo approccio per una questione di principio. Non lodiamo né rimproveriamo nessuno per denaro. La nostra posizione, così come il nostro silenzio, non può essere comprata».

valery gerasimov, dmitry peskov e yuri ushakov

 

 

Un passaggio del post di Pegov (Wargonzo) in cui denuncia di esser stato avvicinato da intermediari che gli hanno offerto soldi per fornire un racconto edulcorato della situazione sul campo di battaglia

 

 

Tra l’altro, Pegov nota come la lista degli indagati sia eterogenea, e comprenda persino chi, come Rybar, «ha raccolto 200 milioni di rubli per aiutare il fronte (cioè, qualcuno nel Ministero della Difesa ha rubato e non ha rifornito il fronte - e lui ha raccolto e rifornito e ora è nella lista di quelli non affidabili». Noi, dice, serviamo «la Madrepatria nel modo più onesto possibile, quelli che  dal fronte interno di un ufficio di Mosca scrivono certificati traditori su di noi - che lavoriamo in prima linea - sono pronti per questo? - grande domanda».

 

IGOR GIRKIN

A confermare le fratture sempre più gravi dentro il sistema che ruota attorno al Cremlino, arriva un’altra notizia: un ufficiale dell'FSB e un mercenario della brigata "Wagner" (di Evgheny Prigozhin) hanno chiesto asilo politico in Francia, ha comunicato a The Insider il fondatore di Gulagu.net, il dissidente russo a Biarritz Vladimir Osechkin, di recente vittima di un tentato omicidio da parte di sicari russi.

 

 

«Aiuteranno – ha spiegato Osechkin – le indagini sui crimini di guerra della Russia e riveleranno gli schemi di corruzione dell'FSB e della “Wagner”».

vladimir putin 1

Ultimi Dagoreport

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…