freud woody allen galilei

ATTENTI ALLA FIGURACCIA QUANDO VI DATE UN TONO CON CITAZIONI DOTTE: DA GALILEI A ECO E FREUD, È LUNGA LA LISTA DELLE FRASI ATTRIBUITE PER ERRORE - LA BATTUTA “DIO È MORTO, MARX PURE, E ANCHE IO NON MI SENTO MOLTO BENE” ATTRIBUITA A WOODY ALLEN IN REALTÀ È DI EUGÈNE IONESCO - GIANNI BRERA CONFESSÒ DI ESSERSI INVENTATO UNA MASSIMA AD HOC PER UN ARTICOLO - "EPPUR SI MUOVE" NON E' DI GALILEO GALILEI - ECCO LA LISTA DELLE CITAZIONI FARLOCCHE

Cesare Lanza per “la Verità” - (Ha collaborato Camilla Santoro)

 

GIANNI BRERA E IL VINO

Siamo abituati a prendere per oro colato le celebri battute di personaggi famosi, le scriviamo, le citiamo a pranzo o cena con gli amici, o sul lavoro, per far bella figura con i nostri interlocutori. E invece, anche se non lo sappiamo, non si contano equivoci, forzature, clamorosi errori...Addirittura Gianni Brera confessò un giorno di essersi inventato di sana pianta un virtuoso aforisma, che aveva ripetutamente attribuito a Francesco Guicciardini.

 

Proviamo dunque, dopo aver fatto una ricerca, a mettere ordine e a cercare la verità, a proposito di queste venti e frequenti - ma sbagliate, o frettolose - citazioni.

 

«A volte un sigaro è solo un sigaro». (Sigmund Freud). Questa battuta non è di Freud: il primo riferimento allo psicoanalista austriaco, infatti, sembrerebbe risalire ad un articolo del 1950, 11 anni dopo la sua morte. E diverse fonti hanno confermato che si tratta di una citazione apocrifa.

 

SIGMUND FREUD

«Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse» (Benjamin Franklin). La frase viene erroneamente attribuita a Franklin. La citazione corretta però è «[...] è impossibile essere sicuri di qualcosa se non della morte e delle tasse [...]» ed è tratta da The Cobler of Preston (1716) di Christopher Bullock.

 

«Ché se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione» (Francesco Guicciardini).

Questa massima viene attribuita da Gianni Brera a Guicciardini, che in realtà non pronunciò né scrisse mai quelle parole. Brera utilizzò la citazione in alcune sue provocatorie riflessioni di natura storica e in vari articoli. Il celebre giornalista ammise di essersi inventato la citazione in questo pezzo, tratto da un suo articolo: «Il ragazzino Campanella consola il cronista di ogni sconsiderata nequizia commessa in pedata e lo esime per una volta dal parafrasare ser Francesco Guicciardini, al quale ha fatto dire ormai da molti anni: Che se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione».

 

SCHOPENAUER

«Chi non ha tenuto con sé un cane, non sa cosa sia amare ed essere amato». (Arthur Schopenhauer) La citazione viene spesso battezzata nel nome Schopenhauer, però quando il filosofo riporta la frase in Parerga e paralipomena cita a sua volta, esplicitamente, lo scrittore spagnolo Mariano José de Larra e, in particolar modo, l' opera El doncel de Don Enrique el doliente.

 

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c' era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l' infinito...perché la lettura è un' immortalità all' indietro» (Umberto Eco). Molto amata e rilanciata nei social network nei giorni successivi alla morte di Eco, la citazione è falsa.

soon yi previn e woody allen 2

 

Un brano simile, negli scritti di Eco, si trova ne La bustina di Minerva, la rubrica che firmava sull' Espresso: «Non ce ne rendiamo conto, ma la nostra ricchezza rispetto all' analfabeta (o di chi, alfabeta, non legge) è che lui sta vivendo e vivrà solo la sua vita e noi ne abbiamo vissuto moltissime. Ricordiamo, insieme ai nostri giochi d' infanzia, quelli di Proust, abbiamo spasimato per il nostro amore, abbiamo assimilato qualcosa della saggezza di Solone, abbiamo rabbrividito per certe notti di vento a Sant' Elena e ci ripetiamo, insieme alla fiaba che ci ha raccontato la nonna, quella che aveva raccontato Sheherazade».

 

«Credo perché è assurdo». (Tertulliano). Frase attribuita erroneamente a Tertulliano, che tuttavia non appare in nessuno dei testi originali conosciuti. Citazione corretta: «È credibile perché è sciocco». La citazione viene attribuita erroneamente anche ad Agostino d' Ippona.

 

umberto eco

«Dal sublime al ridicolo vi è appena un passo». (Napoleone Bonaparte). La prima traccia di questa citazione risale al 1777, in una raccolta di pensieri filosofici intitolata Pensées Nouvelles et Philosophiques: la frase viene attribuita a Bernard le Bovier de Fontenelle, ma la fonte è sospetta perché appare 20 anni dopo la morte dello scrittore. La citazione, di un anonimo, viene spesso attribuita a Napoleone, che rispettosamente invece si limitò a parlarne. Anche Mark Twain e James Joyce l' hanno citata e perciò, talvolta, la battuta è attribuita a uno di loro.

 

«Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene» (Woody Allen). In realtà l' autore originale della citazione è indiscutibilmente Eugène Ionesco.

 

«E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica» (Friedrich Nietzsche). La frase viene spesso attribuita a Nietzsche, ma non vi è prova che appartenga al filosofo tedesco. La prima attribuzione risale infatti al 2003, più di 100 anni dopo la sua morte.

 

Napoleone Bonaparte

«E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni» (Cristoforo Colombo). La citazione è stata inventata di sana pianta (come quella di Gianni Brera) da Larry Ferguson, sceneggiatore del film Caccia a Ottobre Rosso (1990). Ferguson ha poi attribuito la citazione a Colombo.

 

«Eppur si muove!» (Galileo Galilei). È una delle battute più famose, che quasi tutti ritengono sia stata rivolta da Galilei al tribunale dell' Inquisizione al termine dell' abiura sul movimento della Terra. In realtà non esistono documenti del XVII secolo. Il primo ad aver citato la frase fu il giornalista Giuseppe Baretti, ricostruendo la vicenda per il pubblico inglese, a Londra, in un' antologia del 1757.

 

«Fin dalla più tenera età, ho rifiutato di mangiar carne e verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all' uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all' uccisione degli uomini» (Leonardo da Vinci).

 

Friedrich Nietzsche

Una previsione, un' ispirata intuizione? Macché: le abitudini vegetariane di Leonardo e il suo amore per gli animali sono indiscutibili. Ma quella esternazione non è sua. Lo afferma Alessandro Vezzosi, fondatore del Museo ideale Leonardo da Vinci: «La fonte di questa erronea attribuzione è da ascriversi a un' eccellente antologia di articoli di scrittori, filosofi, scienziati e altri personaggi illustri».

 

«Gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini» (George Bernard Shaw). La brillante arguzia è attribuita a George Bernard Shaw, in realtà la citazione originale, «A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid»(«Un reparto scout è formato da dodici piccoli bambini vestiti da cretini che seguono un grande cretino vestito da bambino»), fu inventata dal comico Jack Benny. Che ironizzava abitualmente sugli scout negli spettacoli radiofonici e televisivi, negli anni Sessanta.

 

pablo picasso a venezia

«I buoni artisti copiano, i grandi rubano» (Pablo Picasso). La citazione è attribuita a Picasso, grazie a Steve Jobs, che la utilizzò più volte. Ma non ci sono riferimenti e prove. Una prima frase simile è del 1892: William Henry Davenport Adams però si riferì ai poeti e non agli artisti in genere: «I grandi poeti imitano e migliorano, mentre quelli piccoli rubano e si rovinano». Poi, nel 1920, Thomas Stearns Eliot scrisse: «I poeti immaturi imitano; i maturi rubano». Nel 1959 comparve finalmente una frase in cui erano tirati in ballo gli artisti e non i poeti: «Gli artisti immaturi prendono in prestito; gli artisti maturi rubano». Oltre che a Picasso la citazione è stata frettolosamente «regalata» anche a Igor' Fëdorovi Stravinskij e William Faulkner.

 

«L' importante non è vincere, ma partecipare» (Pierre de Coubertin). Un altro diffusissimo errore. Le Olimpiadi e de Coubertin non c' entrano: la frase appartiene a un vescovo della Pennsylvania, Ethelbert Talbot. E de Coubertin, quando la pronunciò, ne citò correttamente la fonte: una predica del vescovo durante le Olimpiadi del 1908.

 

MACHIAVELLI

«La bigamia è avere una moglie di troppo. La monogamia anche» (Oscar Wilde). Divertente, e verosimile, per la genialità di Wilde, ma la citazione è apparsa in varie forme, anonima, tra fine Ottocento e inizio Novecento. Erica Jong nel suo libro Paura di volare (1973) ha proposto una variante, sostituendo la parola «marito» a «moglie».

«Lazzaro, alzati e cammina!» (Gesù Cristo). E perfino questa sacra battutanon è propriamente esatta. Gesù, nell' episodio di Lazzaro, morto e sepolto in una grotta, dice: «Lazzaro, vieni fuori!» (Vangelo secondo Giovanni (11, 43). La frase viene spesso confusa con «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina» (Vangelo secondo Giovanni (5, 8).

«Muore lentamente chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati». (Pablo Neruda).

 

Questo è il primo verso di una poesia dal titolo Quién muere, citata su molti siti Web. La poesia viene attribuita a Neruda, ma la Fundación Pablo Neruda e Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, editore delle opere di Neruda in Italia, smentiscono.

Passigli scrive: «Chi conosce la sua poesia si accorge all' istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento». La poesia appartiene alla scrittrice e poetessa brasiliana Martha Medeiros.

«Solo i morti hanno visto la fine della guerra» (Platone). È attribuita al grande filosofo greco nel film Black Hawk Down. Ma non ci sono riscontri.

 

È in realtà una frase di George Santayana, tratta da Soliliquies in England (1924).

Chiudiamo con «Il fine giustifica i mezzi» (Niccolò Machiavelli). La citazione non è attestata in nessuna delle opere machiavelliane. Nel capitolo XVIII del Principe è presente una citazione simile e il motto potrebbe essere considerato una sintesi: «[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati [...]».

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