isis al baghdadi

I BOTTI DI CAPODANNO LI VUOLE SPARARE L’ISIS! UN NUOVO AUDIO DI AL BAGHDADI FA SCATTARE L'ALLARME TERRORISMO PER LE CAPITALI EUROPEE A CAPODANNO – IL CALIFFO MINACCIA I SAUDITI E PROMETTE GUERRA A ISRAELE: “NON RIUSCIRETE A FERMARCI”

Guido Olimpio per “Corriere della Sera”

ABU BAKR AL BAGHDADI ABU BAKR AL BAGHDADI

 

Pericolo di attentati in Europa per la fine dell' anno. Una possibile strage evitata in Bosnia. Un nuovo audio del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi, che ha chiamato a raccolta i suoi promettendo guerra a Israele. L' allarme iniziale è arrivato dall' Austria e si è poi esteso.

 

Le forze di sicurezza hanno ricevuto una segnalazione da un' intelligence amica su possibili attacchi in luoghi affollati in diverse capitali europee. Gli austriaci hanno verificato anche alcuni nomi passati dagli 007 ma non avrebbero trovato riscontri.

al baghdadi   image a 26 1439580432494al baghdadi image a 26 1439580432494

I controlli si sono aggiunti a quelli adottati in queste settimane nel timore che l' Isis possa proseguire l' offensiva scatenata con il massacro di Parigi.

 

Fonti Usa hanno sostenuto che un tunisino sarebbe stato incarico di coordinare nuove operazioni jihadiste attraverso cellule infiltratesi da tempo. L' allerta ha quindi interessato Sarajevo dove, il 22 dicembre, hanno arrestato undici militanti. Per la procura i sospettati volevano far esplodere un ordigno tra i passanti a San Silvestro, azione che poteva causare dozzine di vittime. Non è però certo che vi sia un rapporto con lo Stato Islamico. In questo clima ha fatto irruzione il Califfo che, però, non ha colto il momento. Invece di cavalcare il fronte europeo ampliando l' effetto della tensione si è dedicato ad altro.

assad putin assad putin

 

Dopo un silenzio durato sette mesi, Al Baghdadi si è preso la scena con un lungo audio con diversi destinatari. Il primo è lo schieramento formato dagli occidentali e dai russi, gli alleati-rivali ai quali ha detto: i vostri raid non ci hanno indebolito. Il secondo punto è dedicato ai sauditi, presi di mira perché hanno formato una coalizione islamica anti-Isis. Il capo jihadista ha invitato i sudditi del regno a ribellarsi.

 

Doppiamente interessante: c' è chi dice che il flusso di volontari dal Golfo sia diminuito, il riferimento all' alleanza permette di datare la registrazione a dopo il 15 dicembre. Il terzo gancio di Al Baghdadi è riservato a Israele, contro il quale ha lanciato moniti pesanti.

la mappa diffusa dalle autorita turche sul jet russo e la traiettoriala mappa diffusa dalle autorita turche sul jet russo e la traiettoria

«Ci stiamo avvicinando a voi, il castigo sarà duro... la Palestina sarà la vostra tomba», parole che fanno pensare all' imminenza di attacchi.

 

Ma oltre ai nemici, il Califfo - questo è il succo - si è rivolto ai mujaheddin per esortarli alla compattezza in un momento difficile: «Siate fiduciosi, siamo forti». L' Isis per quanto faccia paura ha subito perdite, ha incontrato sconfitte, ha visto ridursi il suo territorio del quattordici per cento.

 

Ieri i curdi siriani Ypg, con l' appoggio dei caccia Usa, hanno conquistato la diga di Tishreen in Siria avvicinandosi ad una importante via di comunicazione.

Gli iracheni sono avanzati verso il centro di Ramadi. I curdi iracheni insieme alle forze speciali statunitensi hanno dato l' assalto ad una cittadina catturando un esponente importante dello Stato Islamico. Ecco allora che Al Baghdadi ha cercato di galvanizzare il suo schieramento indicando come abbia contro l' intero mondo.

 

jet russojet russo

È curioso tuttavia che nel discorso del Califfo non vi sia alcun accenno alla distruzione del jet russo nel Sinai - rivendicato dalla sezione egiziana Isis - al massacro di Parigi, diretto da un suo guerrigliero, Abdelamid Abaaoud, e alla sparatoria di San Bernardino, unico episodio dall' etichetta incerta. Davvero strano. Quale occasione migliore per un' uscita propagandistica di peso mentre tutti si chiedono dove sarà il prossimo colpo.

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)