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AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL ‘’GASLIGHTING’’? SI TRATTA DI UNA FORMA DI MANIPOLAZIONE EMOTIVA MOLTO SUBDOLA MOLTO DIFFUSA NEI RAPPORTI DI COPPIA, A LAVORO O IN FAMIGLIA - ECCO DI COSA SI TRATTA...

Gaslighting

DA www.lamenteemeravigliosa.it

 

Avete mai sentito parlare di Gaslighting? Bene, per sapere di che si tratta, vi faremo un’esempio? Probabilmente vi sarete imbattuti in esso quando vi hanno assicurato che avete detto qualcosa, che non ricordate di aver detto. Scavate nella memoria e concludete che, sicuramente, non l’avete detto. Siete convinti di avere ragione.

 

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Tuttavia, l’altra persona afferma che lo avete detto, e lo fa con tanta sicurezza che finite per darle ragione. Arriverete a pensare che forse lo avete detto, anche se non lo ricordate. È possibile che siate appena diventati vittime del Gaslighting.

 

Si è iniziato ad osservare questo fenomeno durante gli anni sessanta. E anche se si presenta in contesti lavorativi e famigliari, risulta più comune nelle relazioni di coppia. Si definisce come l’atto di manipolazione ripetitivo che una persona esercita su un’altra. Il suo obiettivo primario è minare la sicurezza della vittima, affinché percepisca la realtà in maniera distorta.

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Il Gaslighting vuole confondere la vittima

 

Il Gaslighting è un modo deliberato di mentire, il cui scopo è confondere la vittima per ottenere un beneficio da essa. Si tratta di una forma di abuso psicologico molto subdola; raramente c’è violenza anche se in genere è presente una certa intimidazione. Per cui, è difficile da identificare. Inoltre, il manipolatore in genere è qualcuno “degno di fiducia”, amichevole e con cui c’è una certa vicinanza.

 

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Un esempio tipico di Gaslighting si ha quando uno dei componenti della coppia cerca di negare la sua infedeltà. La vittima può affermare di averlo sentito parlare affettuosamente al telefono con qualcuno. Il manipolatore sa che è vero, ma si difende dicendo, con sicurezza, che non è così. Il partner sta confondendo l’amicizia con il corteggiamento.

 

Il manipolatore può anche aggiungere di aver visto il partner molto stressato negli ultimi tempi. Questo stress non gli darebbe diritto a non fidarsi di lui. A questo punto, sarà riuscito ad instillare il seme del dubbio nella vittima. Questa pratica è più comune di quanto si possa immaginare. In casi ripetuti ed estremi, la vittima arriva a credere di star impazzendo.

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Si potrebbe commettere l’errore di pensare che sia una situazione comica e che noi non cadremmo mai in una forma di manipolazione così ridicola. Tuttavia, trascuriamo il fatto che questa situazione si presenta in relazioni in cui investiamo le nostre emozioni. Di fatto, in queste relazioni operano complessi meccanismi di proiezione ed introiezione.

 

Caratteristiche del Gaslighting

 

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In termini generali, la vittima di Galighting, di solito, è una persona sfiduciata, che trova qualcuno in apparenza degno di fiducia. Il manipolatore è insicuro di sé, ma ossessionato con l’esercitare il controllo sugli altri. Dimostra simpatia e dice di volere il benessere dell’altro. Tuttavia, si tratta solo di una farsa. La vittima arriva ad idealizzare questa persona. E stando così le cose, si creano le giuste condizioni per esercitare il Gaslighting.

 

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Quando questo tipo di manipolazione emotiva prosegue per lunghi periodi, ha conseguenze profondamente negative sulla vittima. La più preoccupante, senza dubbio, è la sua sottomissione alla “realtà” imposta dal manipolatore. Il Gaslighting provoca anche che l’abusato decida di appropriarsi dei conflitti del suo abusatore.

 

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Il Gaslighting segue uno schema che si classifica in tre fasi. Nella prima, la vittima oppone resistenza argomentativa e ribatte alle affermazioni del manipolatore. Intanto, quest’ultimo cerca di plagiare la vittima dicendole cosa deve pensare e sentire. In effetti, in alcuni casi si discute per ore e ore. Alla fine, non emerge nulla di concreto, ma si verifuca un logorio nella vittima.

 

Durante la seconda fase, la vittima cerca di tenere la mente aperta per poter capire meglio il punto di vista dell’altro. Tuttavia, non essendoci reciprocità, inizia ad avere dubbi sulle sue certezze. La terza fase si presenta come uno stato di confusione in cui la vittima perde il giudizio e pensa che le affermazioni del manipolatore siano veritiere, normali e, quindi, reali.

 

Aspetti da tenere in conto

 

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Ci sono caratteristiche della personalità che predispongono alcuni individui a diventare potenziali vittime del Gaslighting. La carenza d’affetto è una di queste. La potenziale vittima vede nel manipolatore un salvatore e lo idealizza. Questa reazione si deve al fatto che la vittima interpreta le avances del manipolatore come una vera dimostrazione di affetto. La vittima sente che il manipolare, almeno all’inizio, parla con lei, le presta attenzione.

 

Una persona che ha bisogno di avere ragione è più incline a soffrire di questo tipo di abuso. Questa situazione si presenta quando si discute di aspetti soggettivi e in questi confronti gli argomenti della futura vittima perdono solidità come conseguenza del logorio praticato dal manipolatore. Infine, la necessita di approvazione degli altri gioca un ruolo decisivo. In questo caso al manipolatore viene servita l’occasione su un piatto d’argento, egli non perderà tempo e approfitterà di questa debolezza.

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Per non cadere in una relazione tossica di questo tipo, è fondamentale tenere presente alcuni consigli. Primo, dovete stare attenti a qualsiasi manifestazione che metta in dubbio ciò in cui credete e che mini la fiducia in voi stessi. Non imbarcatevi in discussioni sterili, ovvero scambiandovi punti di vista soggettivi che non portano da nessuna parte.

 

Infine, cercate di rafforzare le vostre posizioni nella vita con argomenti solidi, devono diventare delle convinzioni. Inoltre, non permettete che gli altri giudichino il vostro modo di pensare e sentire. Tenete presente che questo è un terreno fertile per chiunque voglia manipolarvi.

 

 

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