AZZOLLINI CHE PORTO! A MOLFETTA BUTTATI 150 MILIONI IN UN PORTO MAI REALIZZATO - INDAGATO L’EX SINDACO, OGGI SENATORE PDL

Mariagrazia Gerina e Antonio Massari per "Il Fatto Quotidiano"

Costruire un porto su un fondale coperto da migliaia di bombe inesplose: il senatore del Pdl Antonio Azzollini, che ha indossato a lungo la doppia maglia di sindaco, nel 2007 appalta i lavori per il nuovo porto commerciale di Molfetta. Il costo lievita da 72 a 147 milioni ma del porto non si vede l'ombra: nei fondali sono sparsi migliaia di ordigni inesplosi, fusti di cianuro, iprite e fosforo. Era necessaria una bonifica - che pare impossibile - e Azzollini, secondo la procura di Trani, ne era consapevole dal 2005. Intanto i soldi giravano lo stesso: dirottati spesso nei buchi di bilancio comunale.

Una truffa da 147 milioni di euro ai danni dello Stato, secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Bari, guidata dal colonnello Antonio Quintavalle, e coordinate dai pm Giuseppe Maralfa e Antonio Savasta, che hanno sequestrato 33 milioni di euro e l'area del porto fantasma. Gli indagati sono 60: tra questi l'ex sindaco Azzollini, descritto dall'accusa come il promotore di un'associazione a delinquere costituita per truffare lo Stato, con abusi d'ufficio, delitti contro il patrimonio, reati ambientali e contro la fede pubblica, frodi in pubbliche forniture.

La procura promette di far luce anche sul suicidio di Vincenzo Tangari, il dirigente del settore Contratti e appalti del Comune di Molfetta che, pochi mesi fa, s'è tolto la vita. Tra gli indagati anche Massimo Sessa, dirigente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

Azzollini oggi è presidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama, nega ogni accusa e raccoglie il soccorso di Renato Schifani: "Dimostrerà la sua estraneità". Pm e Finanza, però, sono convinti del contrario: "Interferiva illecitamente sulle attribuzioni della Capitaneria di Porto e del Consiglio Superiore dei lavori pubblici". Ieri due arresti: Vincenzo Balducci, ex dirigente comunale ai lavori pubblici, e Giorgio Calderoni, procuratore speciale della coop rossa Cmc di Ravenna, la stessa della Tav in Val di Susa, alla guida dell'Ati che s'è aggiudicata i lavori.

Indagato per favoreggiamento anche il capitano della Gdf Giuseppe Mattiello, ex comandante della tenenza di Molfetta. Mentre il nuovo sindaco Paola Natalicchio, che a giugno scorso ha scalzato il centrodestra da Molfetta, annuncia che il Comune si costituirà parte civile. il dirigente del Comune Balducci, secondo l'accusa, "si occupava di confezionare i molteplici atti illegittimi", mentre concordava con Azzollini e Calderoni le fasi tecniche e operative.

Nel 2006 il sindaco - senatore Azzollini fa partire il bando da 69 milioni di euro per realizzare il porto: tra i requisiti c'è il possesso d'una draga particolare, sembra tagliato su misura per la cooperativa rossa Cmc di Ravenna, la stessa che rispunta nei lavori per la Tav in Val di Susa, per l'Expo a Milano e nella Salerno-Reggio Calabria. Grazie alla draga D'Artagnan (da cui prende nome l'inchiesta della procura), l'Ati guidata da Cmc s'aggiudica l'appalto di 57 milioni, con un ribasso del 10 per cento. Poi piovono finanziamenti per un totale di 147 milioni..

L'assessore all'Urbanistica spiega ai pm il "sistema Azzollini": "Lei lo sa - gli chiedono - che il comune di Molfetta riceveva notevoli stanziamenti per il porto? Le somme erano oggetto di discussione?". E l'assessore: "No". Il procuratore della Cmc invece sapeva a sufficienza: "L'errore - dice intercettato Calderoni - è sul fatto che... cioè lo sforzo di quest'amministrazione che ha fatto il senatore per il porto... Avrebbero prima dovuto aspettare di togliere le bombe... se vuoi la mia opinione, io, per riconoscenza al senatore, andrei avanti... non posso abbandonare".

I lavori però sono impossibili e le imprese chiedono il risarcimento danni: si profila una transazione tra Comune e Ati. Dove si decide l'operazione? A Palazzo Madama. Ad ammetterlo è Parmigiani: "Il 17 dicembre 2009 ci fu un incontro presso l'ufficio del Senato del senatore Azzollini, dove venne delineato ... una sorta di atto di transazione o accordo bonario ... per 1,6 milioni...".

Pochi giorni dopo, in un'intercettazione indiretta, il senatore viene ascoltato mentre dice a Balducci: "Dopo le transazioni ognuno deve avere il suo, diciamo, beneficio". Azzollini, per portare avanti il progetto, ipotizza anche di far preparare un capitolo di legge da inserire nella Finanziaria 2011. Il dirigente del consiglio superiore dei lavori pubblici riferisce d'aver sentito Azzollini dichiarare che "avrebbe risolto lui la vicenda presso il ministero dell'economia e delle Finanze...".

Ma il progetto del porto si mostra davvero surreale quando la Finanza intercetta questa conversazione: "Mi potete dire - chiede un dirigente a Balducci - se il progetto è del 2006, come si fa ad avere un progetto preliminare per cui questi finanziamenti, già nel 2006, quando non si sapeva che ci sarebbero stati, questi finanziamenti?". Balducci - confessando la distrazione del finanziamento, secondo l'accusa - risponde: "Ho preso questi soldi, di cui non devo dar conto a nessuno, perché gli ho attualizzati, stanno nelle casse del Comune... e li ho portati fuori da quel finanziamento. Poi, per riquadrare i 72 milioni, ho inserito in quel finanziamento i tuoi 27 milioni".

 

SCHIFANI E AZZOLLINI Porto di Molfetta NUOVO PORTO DI MOLFETTA MAI REALIZZATO NUOVO PORTO DI MOLFETTA MAI REALIZZATO ANTONIO AZZOLLINI EX SINDACO DI MOLFETTA SCHIFANI E AZZOLLINI

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