QUEL GRAN PARAGURU DI BILL GATES - FRIGNA: “OLTRE IL 95 PER CENTO DELLA MIA RICCHEZZA, NON È NECESSARIA PER SOSTENERE LE SPESE NÉ DELLA MIA FAMIGLIA. E QUINDI HO LA POSSIBILITÀ DI RESTITUIRE QUESTO DENARO ALLA SOCIETÀ, A FAVORE DEI PIÙ POVERI” - MA DICE IL NOSTRO BENEFATTORE CHE BUONA PARTE DELLE TASSE DELLA MICROSOFT NON LE PAGA IN USA MA IN LUSSEMBURGO!

bill gatesbill gates

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Non ama essere paragonato a una sorta di imperatore dell' era digitale, con Seattle, la sua città, nel ruolo che fu dell' antica Roma. «Non mi riconosco nella parola imperatore», ammette. «E poi, io non comando». Anche il termine «rivoluzionario» lo lascia freddo: sa di XX secolo e di ideologia, mentre Bill Gates si sente immerso nel XXI. Un innovatore radicale: preferisce definirsi così. E rilancia l' impegno per aumentare i fondi a disposizione del Global Fund, il fondo mondiale che finanzia la lotta a Aids, malaria e tubercolosi.

 

Chiede più fondi all'Italia. E in questa intervista rivela qualcosa di più su di sé. L' uomo più ricco del mondo parla del suo rapporto con i soldi. Spiega che il suo ottimismo nasce anche dalla lettura di libri come quello controverso di Steven Pinker, direttore del Centro di neuroscienza cognitiva del Mit di Boston, sul «Declino della violenza» in questa fase storica. «È il mio libro preferito», confessa.

 

BILL GATES BILL GATES

Gates dice la sua anche sullo scontro tra la Commissione europea e Apple, condannata a restituire 13 miliardi di euro di benefici fiscali all' Irlanda. Ma il fondatore di Microsoft, che in passato ebbe una causa milionaria con Bruxelles, ritiene un' esagerazione parlare conflitti di cultura economica tra Usa e Europa. «Sono due continenti capitalistici convinti entrambi che occorra investire sull' innovazione».

 

Signor Gates, il Global Fund è servito finora a invertire il trend delle tre malattie che uccidono di più nei Paesi in via di sviluppo: Hiv, tubercolosi e malaria. I finanziamenti continueranno, nonostante la crisi?

lo yacht serene di bill gateslo yacht serene di bill gates

«Non è semplice rivolgersi ai donatori e spiegare loro che si continuerà a lavorare bene. Tutti i governi devono fare i conti con budget limitati, e l'Italia non fa eccezione. Ma nel lungo periodo bisogna sapere che questi investimenti ridurranno produrranno enormi benefici umanitari, a partire da quello di salvare milioni di vite umane.

 

bill gates ice bucketbill gates ice bucket

Lei ha totalmente ragione a porre la domanda, perché gli obiettivi sono di lungo periodo, devono fare i conti con il numero dei profughi che entrano in Europa, e con i problemi dei Paesi confinanti con la Siria in guerra: queste sono esigenze acute. Ma bisogna farlo per tenere sotto controllo quelle malattie e dare tempo alla medicina di trovare nuovi rimedi. Il Global Fund è gestito bene e sta ottenendo risultati, anche se alcuni tardano più di quanto vorremmo.

 

BILL GATES BEVE ACQUA RICICLATA DAGLI ESCREMENTIBILL GATES BEVE ACQUA RICICLATA DAGLI ESCREMENTI

E continua il sogno nato a Genova nel 2001 di lottare contando su molte leadership, compresa quella italiana. Per questo ogni tre anni abbiamo deciso di rifinanziare il Fondo. E confidiamo che quanto facciamo sia reso noto. La mia fondazione contribuisce più di tutti, tra i donatori diversi dai governi. E nella riunione che avremo sabato in Canada, incrementeremo i contributi».

 

È davvero convinto che l'Italia possa dare di più in una situazione di crisi come quella che sta vivendo?

bill gates condom bill gates condom

«Chiunque vada nei Paesi africani e veda che il reddito è di cento dollari all' anno, si rende conto di quale pressione tutto questo comporti. Quando le persone ci appaiono lontane, non ci poniamo il problema. Ma ogni tre anni è bene ricordare al mondo che sta accadendo e che debbono sentirsi fieri della loro generosità».

 

In quanto tempo ritiene che le iniziative prese dal Global Fund possano battere le tre malattie su cui state investendo tanti soldi e energie?

«Non succederà presto. Certi virus non si sconfiggono in una notte. Ma penso che si possa essere ottimisti. Nei prossimi dieci anni potremmo avere progressi strepitosi. Mi riferisco a vaccini contro il virus da immunodeficienza e ad altri rimedi contro le epidemie. Mantenendo queste livello di risorse, l'aspirazione è di ottenere entro il 2030 un sostanziale crollo di queste malattie. E, nel 2040, di arrivare a sradicare del tutto la malaria».

 

Percepisce tensioni a livello europeo verso iniziative globali come le vostre?

Non è preoccupato che, con lo scontro fra la Commissione Ue e la Apple, la vostra attività possa essere frenata? Non vede uno scontro di culture economiche tra Europa e Usa?

bill gates in sardegna 6bill gates in sardegna 6

«Non credo, ho l'impressione che definire la situazione in questo modo sia esagerato. Gli Stati uniti sono in generale un po' più capitalistici di alcuni Stati europei. Naturalmente c' è il problema di quanto debbano pagare di tasse sia singole persone che società.

 

Ma l'Europa è largamente capitalistica e ha molte società innovative, come gli Usa. E dopo le scoperte che sono state fatte in questi anni, c'è la convinzione comune di dovere investire nel futuro. In passato si discuteva di comunismo contro capitalismo, e di come poteva pesare sulla vita delle persone: allora potevano esserci conflitti. Ma oggi il problema è come gestire i sistemi, proseguire sulla strada dell' innovazione, e avere equità. È una sfida costante».

 

Lei ha una visione del futuro più positiva di molti leader mondiali. Da che cosa nasce questa fiducia? È vero che lei condivide le idee di un pensatore come Steven Pinker, che nel suo libro sul declino della violenza sostiene la tesi che stiamo vivendo nel mondo meno violento mai esistito?

BILL GATES PRESERVATIVO PERFETTO BILL GATES PRESERVATIVO PERFETTO

«Sì, è esatto. The Better Angels of our Nature (in italiano Il declino della violenza , ndr) è un libro molto lungo. Pinker ne ha scritti molti ma quello è il mio preferito in assoluto. Se dovessi raccomandare un libro da leggere, suggerirei quello. Oggi viviamo in una società dove c'è meno schiavitù di un tempo. Donne e omosessuali sono più rispettati, ci sono meno uccisioni, e muoiono meno bambini di quanto accadesse anche solo negli anni Novanta del secolo scorso. Questi sono fatti oggettivi, e bisogna che la gente capisca i passi avanti compiuti».

 

Lei ha il potere, la volontà e le risorse per mettere insieme persone che lavorino per migliorare le cose. Di tanto in tanto, i suoi estimatori e perfino chi la critica la dipingono come una sorta di imperatore dell' era digitale, e ora come un leader della filantropia. La descrizione corrisponde a quello che pensa di sé?

BILL GATES E STEVE JOBSBILL GATES E STEVE JOBS

«Certamente non la parola "imperatore". Io sono stato fortunato a lavorare per una rivoluzione alla quale Microsoft ha contribuito insieme a moltissime altre società, comprese Apple e Google. La competizione in questo miracolo del software ha influito molto sulla vita delle persone, e in positivo. Ma io non pensavo a comandare: mi sono limitato a mettere insieme al meglio ingegneri e tecnici, per svolgere un lavoro innovativo».

 

Anche la parola «rivoluzionario» per lei è troppo ideologica?

«Non direi che il mio lavoro possa essere definito rivoluzionario. Credo nell' innovazione radicale, questo sì. Credo nel sogno di sradicare la poliomielite, di debellare la malaria e in altri obiettivi di progresso. Ma la parola rivoluzionario attiene ad altri ambiti. E comunque, io non sono neanche il primo filantropo. Penso a gente come Carnegie o Rockefeller: hanno inaugurato la tradizione della filantropia un secolo fa. Per fortuna questa tradizione sta crescendo. Io sto cerando di incoraggiarla, di coinvolgere più gente possibile».

 

Signor Gates, cos' è il denaro per lei? E che significa essere l' uomo più ricco del mondo? Sente una responsabilità in più?

PENG LIYUAN CON BILL GATES jpegPENG LIYUAN CON BILL GATES jpeg

«La risposta non può che essere a due livelli. Il primo è che mi sento incredibilmente fortunato perché posso fornire ai figli una buona istruzione e ogni aiuto senza dovermi preoccupare dei soldi: e questa è una vera benedizione. Il secondo livello è che Microsoft ha guadagnato tanto, che la maggior parte dei miei soldi, direi oltre il 95 per cento, non è necessaria per sostenere le spese né della mia famiglia né dei miei figli. E quindi ho la possibilità e l' opportunità di restituire questo denaro alla società, per accelerare l' innovazione a favore dei più poveri».

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