giampiero gualandi, sofia stefani anzola emilia

"C’ERA UN CONTRATTO DI SOTTOMISSIONE SESSUALE TRA GIAMPIERO GUALANDI E SOFIA STEFANI" - L'ACCUSA DELLA PM NEI CONFRONTI EX COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI ANZOLA EMILIA. IL 63ENNE È A PROCESSO PER L'OMICIDIO DELLA SUA COLLEGA 33ENNE, AFFETTA DA PROBLEMI PSICOLOGICI, UCCISA DA UN COLPO DI PISTOLA LO SCORSO MAGGIO - NEL "CONTRATTO", IN CUI ERANO IMPOSTI RAPPORTI SESSUALI NON PROTETTI E PUNIZIONI EROTICHE, GUALANDI ERA IL "PADRONE CHE TUTTO POTEVA SULLA SUA SCHIAVA" - L'UOMO SOSTIENE CHE SI TRATTAVA DI UN GIOCO "BDSM" TRA I DUE TRATTO DAL LIBRO "CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO"...

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UN CONTRATTO DI SCHIAVITÙ SESSUALE PER LA VIGILE UCCISA DAL SUO EX CAPO

Estratto dell'articolo di Giuseppe Baldessarro per “La Repubblica”

 

GIAMPIERO GUALANDI

C’era un «contratto di sottomissione sessuale tra Giampiero Gualandi e Sofia Stefani ». Un accordo tra vittima e carnefice. A dimostrazione che quello dell’ex comandante della polizia municipale «è stato un omicidio volontario », e che lui «era assolutamente consapevole delle fragilità della vittima», dice la procuratrice aggiunta Lucia Russo. Se ne parlerà nelle prossime udienze del processo per la morte della vigilessa Sofia Stefani, uccisa per mano del suo amante il 16 maggio scorso, negli uffici della polizia locale di Anzola dell’Emilia, nel bolognese.

 

Russo ha introdotto il procedimento citando il contratto davanti alla Corte d’Assise, a riprova che quello in corso è un giudizio nel quale gli elementi del femminicidio sono addirittura messi nero su bianco. Una tesi a cui si oppongono i legali di Gualandi, gli avvocati Claudio Benenati e Lorenzo Valgimigli, che hanno ricordato come il contratto sia tratto dal libro Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James, un vero caso editoriale, e che quel contratto va visto come «un gioco tra i due».

 

COMANDO DELLA POLIZIA LOCALE DI ANZOLA EMILIA

Non è così per l’accusa e non lo è per i genitori di Stefani, presenti in aula a pochi metri dall’uomo accusato del delitto della figlia. Nel contratto del 18 maggio 2023, il commissario Gualandi, 63 anni, era il «padrone», o anche «il supremo», colui che «tutto può sulla sua schiava ». L’agente Sofia, 33 anni, era appunto la «schiava», «sottomessa».

 

Anche per questo la procura non crede alla tesi di Gualandi secondo cui lo sparo che ha ucciso la giovane amante sarebbe partito accidentalmente — aveva l’arma sulla scrivani per pulirla — durante un violento litigio. Lui, sentendosi padrone, «voleva uccidere». Per gli inquirenti quell’accordo spiega le caratteristiche della relazione tra i due, «tormentata» e «fortemente squilibrata per la vulnerabilità della Stefani (in cura per problemi di salute mentale, ndr ) ».

 

SOFIA STEFANI

«La sottomessa s’impegna a mantener fede ai seguenti impegni, inderogabili », si legge nel contratto. E ancora «non avrà altri padroni fino alla rescissione del contratto», «il contratto può essere rescisso solo per volontà del mio padrone e signore », «io sarò sempre disponibile ogni qual volta il mio padrone esigerà la mia presenza, con un preavviso minimo di un’ora». [...]

 

Tra le clausole, l’accettare da parte della «schiava» punizioni, umiliazioni e maltrattamenti. «Io padrone — si legge anche — mi impegno a dominare l’anima di questa donna sottomessa, divorandola a mio piacimento». Per i difensori «Era un gioco, senza alcuna validità, nessuna efficacia giuridica, nessuna possibilità di condizionare comportamenti».

 

[...]  Al fianco dei suoi difensori, in completo grigio scuro gessato e cravatta, non ha mai incrociato lo sguardo con i genitori della vittima. Angela e Bruno Stefani sono rimasti in aula per l’intera udienza. Durante la quale i colleghi della polizia locale e i primi carabinieri intervenuti hanno descritto i minuti precedenti e successivi allo sparo. [...]

 

giampiero gualandi,

VIGILESSA UCCISA, L'EX COMANDANTE ALLA SBARRA "FRA LORO UN PATTO DI SOTTOMISSIONE SESSUALE"

Estratto dell'articolo di Filippo Fiorini per “La Stampa”

 

Il contratto non è firmato, è esplicito fino al volgare, ha un tono giocoso ed è datato 18 maggio 2023: un anno prima dell'omicidio. Una pagina e mezzo scritta al computer in cui si impongono rapporti sessuali, punizioni erotiche, foto intime, devozione, incontri con scarso preavviso e relazioni non protette. È un testo abbastanza tipico per la comunità "bdsm", persone che provano piacere nel sadismo, masochismo, dominazione o sottomissione.

 

sofia stefani

In questo ambiente, il consenso è sacro. È prassi accordare una parola chiave, per interrompere un atto diventato eccessivo: nel «capitolato» tra Giampiero Gualandi e Sofia Stefani, però, la "safe word" non c'è. C'è solo la promessa di lui a non lasciare segni visibili sul corpo di lei. È «l'impegno inderogabile» numero 5 e Gualandi lo ha certamente violato dieci mesi fa, quando le ha sparato al volto. Di modelli del genere, da scaricare e riempire, è pieno il web.

 

C'è un dettaglio, tuttavia, che ha fatto sì che da ieri questo accordo sia agli atti del processo in corso a Bologna: l'ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia, il cui nome non compare mai nel testo di cui è autore insieme alla sua vittima (e con cui aveva una relazione extraconiugale all'insaputa di moglie e figli), non si presenta solo come «padrone» o «supremo», ma anche come «commissario». Mentre Sofia, oltre ad essere «la schiava» o «la sottomessa», è anche «l'agente Stefani»: per la procura e per l'avvocato della famiglia della vigilessa di 33 anni, si tratta di un'ulteriore prova del fatto che lui usasse il suo potere per controllarla psicologicamene e carnalmente.

COMANDO DELLA POLIZIA LOCALE DI ANZOLA EMILIA

 

In cambio della sua disponibilità, le avrebbe addirittura promesso una raccomandazione per il concorso con cui sarebbe potuta tornare ad indossare la divisa, dopo che il suo primo incarico non era stato rinnovato.

 

[...] Il dibattimento è tutto centrato sulla definizione del rapporto che legava i due e sulla dinamica dei fatti. Quali attenuanti e quali aggravanti? È stato un omicidio colposo o doloso? Più precisamente, Sofia Stefani era diventata ossessiva dopo che Gualandi aveva deciso di troncare la relazione? Era lei che aveva iniziato lui al sadomasochismo (come afferma la difesa)? Lui ha avuto un crollo mentale sotto le pressioni di lei per tornare insieme? Soprattutto, il colpo che l'ha uccisa è partito per errore, mentre il comandante puliva la Glock automatica d'ordinanza, come ha sempre sostenuto negli interrogatori, oppure il contrario?

 

sofia stefani

I carabinieri e la procura di Bologna hanno presentato perizie balistiche, autopsia, testimonianze e altre prove per affermare che il vigile mente e che ha commesso il crimine con lucidità: non era solito maneggiare l'arma e le ha sparato in assenza di testimoni, inscenando un incidente. Sul rapporto che teneva con Sofia, ieri, la pm Russo ha detto che era una «relazione tormentata, fortemente squilibrata, per la vulnerabilità della Stefani» e che il contratto sessuale lo dimostra.

 

La premeditazione, però, non compare nei capi d'imputazione. Non solo, è stata negata anche la qualifica di femminicidio, portando a escludere dalle parti civili 5 associazioni di difesa dei diritti delle donne. Sarebbe una prassi processuale inaugurata con il giudizio per il massacro del Circeo, nel 1975, quando per la prima volta i gruppi femministi furono ammessi al foro come parte lesa di un crimine commesso contro donne. [...]

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