CADONO TUTTI SULLA FICA – DAL MESSICO ALLA SICILIA SI ALLUNGA LA LISTA DEI BOSS CHE SI FANNO BECCARE PERCHÉ NON RIESCONO A RESISTERE AL RICHIAMO DELLA GNOCCA – L’ULTIMA TESTA A CADERE È STATA QUELLA DI “EL MENCHO”: L’OPERAZIONE NON NASCE DA UNA SOFFIATA DI UN RIVALE, MA GLI INVESTIGATORI ARRIVANO A LUI SEGUENDO L’AMANTE - NEL 1993, VINCENZO “CECÈ” SORCE, UOMO DELLA MAFIA DI PALERMO, VIENE ARRESTATO NEL RIFUGIO DOVE INCONTRAVA UNA DONNA E LO STESSO SCHEMA SI È RIPETUTO ANCHE NELL’ARRESTO DI FRANCESCO SCHIAVONE – SONO ENTRATE NELLA LEGGENDA LE AMANTI DI MATTEO MESSINA DENARO CHE SI CONTENDEVANO LE ATTENZIONI DEL BOSS E SCRIVEVANO PIZZINI IN CUI ESPRIMEVANO IL LORO LIVORE E LA LORO GELOSIA VERSO LE ALTRE E...
Estratto dell’articolo di Lirio Abbate per www.repubblica.it
nemesio oseguera cervantes el mencho
C’è un filo invisibile che lega i covi dei latitanti alle camere da letto. Un filo sottile, fragile, umano. È il filo della passione, della gelosia, della clandestinità. Ed è proprio quel filo, tante volte, a spezzare la latitanza dei narcos o dei boss. Non le armi. Ma le amanti. [...]
È una storia lunga, che attraversa continenti e organizzazioni criminali. Dalla Sicilia alla Campania, dalla Calabria al Messico, agli Stati Uniti. [...]
In Messico, nel cuore della selva di Jalisco, l’operazione contro Nemesio Oseguera Cervantes, “El Mencho”, nasce da una relazione sentimentale segreta. Il capo del Cártel Jalisco Nueva Generación, uno degli uomini più ricercati al mondo, non cade per una soffiata di un rivale. Gli investigatori arrivano a lui infiltrando la cerchia dell’amante.
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Frank Calì, detto u Franki del clan Gambino
Anche per i narcos, il punto debole non è la droga, non è il denaro: è la passione per le donne. [...]
È una scena conosciuta in diverse latitudini. È un copione antico. In Italia lo chiamavano, senza troppi giri di parole, “il profumo di donna”: quel filo sottile che gli investigatori seguono quando i telefoni tacciono, i fiancheggiatori depistano e i covi sembrano sparire sottoterra. È il filo delle relazioni. [...]
nemesio oseguera cervantes el mencho
Questa vulnerabilità non è nuova. Già nel 1993, Vincenzo “Cecè” Sorce, uomo della mafia di Palermo centro, viene arrestato nel suo rifugio dopo anni di ricerche. Gli investigatori non sfondano la porta per caso. Seguono la sua amante. La pedinano, aspettano. Quando la donna esce dall’appartamento con le chiavi in mano, la fermano. Con quelle stesse chiavi entrano nel covo. È la fine della latitanza.
Lo stesso schema si ripete a Caltanissetta, nel 2002, il latitante Salvatore Siciliano, reggente mafioso a Mazzarino, si nasconde sotto il letto della donna con cui ha una relazione. Gli agenti irrompono cinque minuti dopo il suo arrivo. Aveva un cunicolo, una botola, un nascondiglio perfetto. Non ha il tempo di raggiungerlo. L’amore ha accorciato le distanze tra il ricercato e la polizia.
Succede anche nella camorra. A Grazzanise, nel Casertano, Francesco Schiavone, cugino del capo dei casalesi, viene sorpreso con l’amante in un appartamento anonimo. Anche lui ricercato per associazione mafiosa e omicidi. [...]
nemesio oseguera cervantes el mencho
Accade anche a Roberto Manganiello, reggente del clan degli scissionisti di Scampia, viene arrestato mentre guarda la partita del Napoli con l’amante. Un agente travestito da rider suona alla porta con una pizza. Dentro, il boss non immagina nulla. Fuori, cinquanta poliziotti circondano l’edificio. [...]
Negli Stati Uniti, un boss ricercato, Frank Calì, esponente della famiglia Gambino, viene preso a Long Island nella casa dell’amante. Gli investigatori sapevano che non si trovava nella residenza ufficiale. Avevano studiato i suoi movimenti. Avevano individuato la seconda vita. Lo arrestano lì, tra le tende della cucina e il giardino curato. Anche la mafia americana, come quella siciliana, ha lo stesso punto cieco.
[...] Il boss del palermitano Vito Vitale, ricercato per omicidi, viene arrestato seguendo una donna che i familiari definiscono una cugina, gli inquirenti un’amante. Intercettazioni, parole dolci, messaggi affettuosi. In quelle relazioni si intrecciano sangue, fedeltà e desiderio. E il risultato è sempre lo stesso: la latitanza si incrina.
E poi c’è la dimensione più ambigua. Quella in cui la relazione diventa protezione, copertura, rete logistica. La Cassazione lo riconosce quando stabilisce che una donna che ha aiutato Matteo Messina Denaro a nascondersi lo ha fatto per amore, non per favorire Cosa nostra. Una distinzione giuridica che racconta molto: il sentimento può trasformarsi in complicità, ma resta una forza privata, personale, che sfugge alle logiche criminali.
Nel caso del capomafia trapanese, il ruolo delle amanti emerge ancora anni dopo. Lettere, gelosie, soprannomi, rivalità. Gli investigatori ricostruiscono la rete di protezione anche grazie agli scritti appassionati[...]
Questa lunga scia dimostra che le organizzazioni criminali, pur costruite sulla diffidenza e sul controllo, non riescono a neutralizzare la dimensione umana. I boss pretendono fedeltà assoluta dai loro uomini, ma cercano calore, passione e normalità nelle relazioni sentimentali. In quelle stanze abbassano la guardia.Gli investigatori lo sanno. Studiano le relazioni, le emozioni, le fragilità. Non cercano solo telefoni e pizzini. [...]
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