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IL CALIFFO È VICINO – ABAAOUD, IL TERRORISTA BELGA CHE NON SI SA SE SIA VIVO O MORTO, AVREBBE ADDESTRATO 20 MILITANTI DELL’ISIS IN ITALIA – E I SERVIZI DI ALCUNI PAESI ARABI CI HANNO MESSO IN GUARDIA DA POSSIBILI ATTACCHI CON DRONI

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

 

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Il terrorista belga di origine marocchina, Abdelhaimid Abaaoud, mente degli attentati parigini del 13 novembre e di altre tre azioni terroristiche dell' Isis, sarebbe stato ucciso ieri dalle forze di polizia francesi durante la battaglia notturna di St. Denis. Le autorità politiche non hanno rivelato l' identità del terrorista ucciso, ma che sia lui viene confermato secondo il Washington Post da «due alti dirigenti dell' intelligence».

 

Nella lunga offensiva delle teste di cuoio francesi si è fatta saltare in aria la cugina di Abbaaoud, Hasna Aitboulahcen, una bionda dai capelli lunghi che era cittadina francese, è stato ucciso un altro terrorista non identificato e sono state arrestate otto persone, fra cui il proprietario dell' appartamento che era stato affittato al gruppo di fuoco dell' Isis.

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Il blitz parigino in ogni caso non è riuscito a smantellare la ramificata organizzazione messa in piedi nell'ultimo anno da Abaaoud: decimata sicuramente la cellula francese, ma secondo fonti di intelligence sarebbero integre ancora quella spagnola, e soprattutto quella italiana. Secondo le stesse fonti nella penisola sarebbero oggi una ventina i militanti dell' Isis che erano stati addestrati e organizzati proprio dal terrorista belga-marocchino.

 

Come integra risulta ancora la cellula britannica, agli ordini di un leader islamico di origine pakistana. Sempre le stesse fonti spiegano che la mappatura della organizzazione di Abaaoud, con la localizzazione delle varie cellule e l' indicazione dei nomi di battaglia dei loro responsabili territoriali era stata fornita fra settembre ed ottobre ai servizi segreti di gran parte dei Paesi europei dall' intelligence algerina che già aveva allertato la Francia prima degli attentati di Charlie Hebdo.

 

polizia a st denispolizia a st denis

Analoghe indicazioni erano arrivate per altro dai servizi segreti marocchini e da quelli tunisini. Oltre alla mappatura della rete Isis comandata da Abaaoud, i servizi medio-orientali avevano spiegato ai loro omologhi occidentali che erano in preparazione attentati in sei capitali: Parigi, Londra, Mosca, Il Cairo, Beirut e Riyadh, e che ad organizzarli non sarebbero stati «cani sciolti», ma veri «professionisti» del terrore, altamente addestrati.


Tutta la struttura terroristica europea dell' Isis è stata organizzata dal servizio segreto dello stato islamico creato dal califfo Abour Bakr al-Baghdadi all' inizio dell' estate del 2014. Il servizio segreto dipende dal consiglio militare supremo del califfo, creato all' inizio con due capi dell' esercito di Saddam Hussein: il colonnello Abu Ahmed Al-Alwani, ucciso alla fine del 2014 e il generale Izzat Ibrahim al-Douri, il militare dai baffetti rossi che comandava l' esercito iracheno all' epoca di Saddam, Re di Fiori per gli americani che non sono mai riusciti a catturarlo.

abaooud   2abaooud 2


Dato più volte per morto, Al-Douri sembra che sia sfuggito anche ai droni americani e ai raid francesi di questi mesi.


Dipendente da quella cupola militare, il servizio segreto dell' Isis è stato affidato al comando di Abou Al-Anbari, il cui vero nome è Kazem Rachid al-Jbouri, proveniente dalla omonima tribù che domina il governatorato di Anbar (dove ci sono le città di Ramadi e Falluja).

 

Al-Anbari all' epoca di Saddam era il numero due dei servizi segreti esteri, e oggi intermedia i contatti fra il consiglio militare supremo e la rete delle cellule Isis disseminate a macchia di leopardo fra Italia, Spagna, Belgio, Francia e Inghilterra.

abaaoud con in mano una pistolaabaaoud con in mano una pistola


Secondo le fonti di intelligence araba gli attentati di Parigi e quelli che potrebbero ora seguire nelle altre cinque capitali sono stati pianificati in una riunione fra tutti i capo-area, il responsabile dei servizi segreti e il consiglio militare supremo che si sarebbe tenuta alla presenza di Al Baghdadi a Mosul nell' ultima settimana di giugno. In quell' occasione si decise di non supportare e non incoraggiare più azioni di «cani sciolti» e «lupi solitari», ma di pianificare gli attentati terroristici impiegando personale altamente addestrato e tenuto sotto controllo da al Anbari (in primis proprio la rete di Abaaoud).

ABDELHAMID ABAAOUD ABDELHAMID ABAAOUD


I servizi italiani hanno individuato parte della rete di appoggio alle cellule Isis, che sarebbero già stati arrestati dalle forze di polizia. Ma il vero timore dell' intelligence italiana secondo informazioni anche in questo caso arabe, viene da tutt' altro tipo di minaccia: i droni. Fin qui solo il Pentagono aveva individuato già nell' estate del 2014 il possesso da parte dell' Isis di due tipi di droni - uno di fabbricazione serba, l' altro di fabbricazione saudita.

controlli di sicurezza a piazza san pietro dopo gli attentati di parigicontrolli di sicurezza a piazza san pietro dopo gli attentati di parigi

 

Si trattava però di velivoli di perlustrazione, in grado di volare in autonomia per circa 40 ore, ma privi di caratteristiche offensive. All' Italia sono invece arrivate altre segnalazioni di intelligence araba che farebbero presumere o la trasformazione o comunque il possesso da parte dell' Isis di droni con potenziale offensivo (in grado di sganciare bombe) e l' indicazione di una loro presenza nei pressi di Sirte, in Libia.

 

 Informazioni che non hanno conferma né fotografica né visiva, ma che allarmano molto i servizi italiani, perchè da lì potrebbero essere guidati su Roma seguendo itinerari in grado di sfuggire ai radar.
 

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