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LA CARMEN NON È DEBOLE – ALLE TERME DI CARACALLA VALENTINA CARRASCO METTE IN SCENA IL CAPOLAVORO DI BIZET ALLA FRONTIERA TRA STATI UNITI E MESSICO IN UN CONNUBIO DI SENSUALITÀ, MUSICA, VIOLENZA, E MORTE ONNIPRESENTE – LA PROTAGONISTA IRROMPE SUL PALCO IN STILE #METOO, CIRCONDATA DA AGENTI DELL’FBI CORROTTI, BIMBI SEPARATI DAI GENITORI, TRANS CHE SI ESIBISCONO IN UNA LAP DANCE E PROSTITUTE…

Jason Tesauro per "www.bloomberg.com"

 

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Lo sai già prima che le luci si accendano che questa non è la Carmen di tua nonna. Eseguita all'aperto, con lo sfondo delle rovine del 3° secolo delle Terme di Caracalla, questa rappresentazione di una pietra miliare dell'opera mette insieme pole dance, prostitute transgender, una scenografia sbalorditiva e la mezzosoprano più seducente al mondo in questo momento: Ketevan Kemoklidze, nata in Georgia.

 

L'audace regista argentina Valentina Carrasco ha presentato la sua interpretazione del classico di Georges Bizet lo scorso fine settimana a un pubblico affascinato che è quanto di più lontano ci possa essere dalle signore dai capelli grigi che indossano perle, come ci si potrebbe aspettare. 

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Il pubblico, al contrario, sembrava uscito da un cocktail bar di fascia alta. Decine di persone che si scattavano selfie accanto alla fossa dell'orchestra, sorseggiavano aperol spritz fumando sigarette durante l'intervallo.

 

Tutti sono stati premiati, in un'esperienza coinvolgente e strabiliante che includeva scheletri, carri ispirati a “Day of the Dead” e proiezioni video sulle antiche rovine dietro il palco. (Il merito di queste innovazioni è dello scenografo Samal Blak, vincitore del premio Linbury).

 

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Il capolavoro di Bizet, incentrato sulla zingara spagnola che intreccia una relazione con un caporale geloso e un brillante matador, debuttò il 3 marzo 1875. All'epoca il sesso, i contrabbandieri e il femminismo volitivo di Bizet erano rivoluzionari, scioccanti e scandalosi. Ma il compositore non ebbe il tempo di godersi i suoi grandi successi: morì la sera della 33esima rappresentazione della Carmen: aveva solo 36 anni.

 

Carrasco ha reinventato la Carmen sullo sfondo dell'attuale crisi dell'immigrazione americana. Il suo spettacolo è ambientato al confine tra Messico e Stati Uniti, tra i bambini strappati ai genitori dagli agenti dell'ICE.

 

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C'è un un uomo che aveva tentato di passare il confine morto in una sacca, trasmissioni radiofoniche di vita reale e anche una bandiera americana strappata. È una produzione sorprendente e avvincente che affronta la xenofobia, il movimento #MeToo, il potere delle donne e gli abusi domestici.

 

È ambiata nel presente, ma Carrasco non ha cambiato una sola parola o una nota. La sua Carmen ha l’impatto e il valore di una produzione di Broadway e il coraggio e la grandezza della Gesamtkunstwerk.

 

«In tutta Europa c'è la tendenza a modernizzare i classici - ha detto Carrasco nel backstage della premiere - È un approccio adottato da molti registi ai nostri giorni, ma a volte le cose non funzionano».

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Carrasco cita una produzione mal riuscita di una Bohème che si è svolta su un'astronave e una versione di Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) di Mozart in cui entrava a gamba tesa anche lo Stato islamico. «Non andavano bene perché l'opera non era stata scritta in quel modo - dice - La cosa che faccio io, e che non vedo in altri allestimenti, è rimanere fedeli al pezzo in un contesto completamente diverso.

 

Il miglior teatro coinvolge il pubblico con passioni, sentimenti e conflitti anche se sono stati scritti 100, 200, 300 anni fa».

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Funziona. Carrasco è una visionaria pronta a riconoscere il lavoro di provocatori che la pensano allo stesso modo. Lei snocciola nomi di colleghi - "Calixto Bieito (Spagna), Barrie Kosky (Australia), Robert Carsen (Canada)" - che spostano l'asticella oltre le solite rappresentazioni.

 

«Si tratta di una Carmen ambientata nel presente - dice - La scorsa settimana ho aggiunto una scena con gli agenti dell'ICE che infastidiscono coloro che tentano di oltrepassare i confini e ho aggiunto l’audio di notizie messicane di qualche giorno fa.

 

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Parla di quanti bambini sono separati. Non volevo mettere l’audio in italiano perché sarebbe sembrato artificiale, visto che è tutto ambientato in Messico. Ma il pubblico italiano ha avuto pochi problemi a capire di cosa stavamo parlando».

 

A vestire i panni di Carmen è la mezzosoprano georgiana Ketevan Kemoklidze. «È difficile cantare Carmen, perché tutti conoscono Carmen, ma cerco sempre di mettere qualcosa di mio, qualcosa di diverso» dice la cantante.

 

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«Carmen ha due lati - spiega Carrasco - e Ketevan entra perfettamente nel ruolo: sensibile, emotiva, impegnata politicamente. È senza paura e controlla molto bene il suo corpo. Può essere molto forte e “grezza”, eppure è bella e super sensuale. A un certo punto, Carmen si spoglia sul palco e stuzzica Don José con una spugna mentre canta in un seducente duetto. È difficile trovare qualcuno che possa farlo e sia disposto a farlo».

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Questa Carmen in quattro atti, con un intervallo di 30 minuti, dura circa tre ore e rimarrà in scena fino al 2 agosto. I biglietti vanno dai 25 ai 110 euro. Sulla possibilità di vedere la sua opera negli Usa, Carrasco lancia una sfida. «Il teatro è un posto dove le persone hanno più possibilità.

 

C'è qualcuno che è abbastanza coraggioso? L'America è un grande Paese che sta attraversando una strana situazione, e penso che gli americani debbano avere questo contrasto, questa possibilità. Mi hanno mandato delle foto del Santa Fe Opera House: sarebbe perfetto. La messa in scena della Carmen costa circa 50.000 euro. Ma tratteremo per un prezzo equo e facile solo per portare questa importante opera europea negli Stati Uniti».

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