pietro de negri giancarlo ricci canaro

“CARNEFICE? NO, GIUSTIZIERE’’ - 1989, LA PAZZESCA INTERVISTA AL CANARO APPENA USCITO DA REBIBBIA – ‘'NON HO RIMORSI. IO A QUELLO GLI HO FATTO LE COSE CHE LUI FACEVA AGLI ALTRI. SE ANDAVA A RUBARE IN UN APPARTAMENTO NON SI ACCONTENTAVA DI SVUOTARLO, DOVEVA DEFECARE SUL TAVOLO. ANDAVA A RAPINARE LE COPPIETTE CHE POMICIAVANO IN MACCHINA. UNA VOLTA, RIDENDO, MI HA RACCONTATO CHE NON RIUSCIVA A SFILARE L'ANELLO A UN RAGAZZO E ALLORA GLI AVEVA DOVUTO TAGLIARE IL DITO. E IO L'HO FATTO A LUI” - VIDEO

PIETRO DE NEGRI IL CANARO - PRIMA PAGINA DEL MESSAGGERO 13 MAGGIO 1989

Da “il Messaggero”

 

Riproponiamo l'intervista che la nostra collega Mariella Regoli fece il 12 maggio del 1989 a Pietro De Negri appena uscito dal carcere di Rebibbia: riuscì ad entrare nella sua auto e ad accompagnarlo fino a casa. Un documento straordinario dove il Canaro si considera un giustiziere e per la gente del quartiere un benefattore.

 

Sono quasi le 19 quando dal cancello di Rebibbia esce Pietro De Negri. È scortato da una guardia carceraria che lo aiuta a trasportare numerosi sacchi di plastica scura: il suo bagaglio. Jeans, giubbotto celeste foderato di stoffa a fiori, scarpe da ginnastica e grandi occhiali scuri. È quasi irriconoscibile, visibilmente ingrassato.

 

Varca il muretto di cemento che delimita il cortile esterno del carcere e inspira profondamente. Poi, si china ad accarezzare il cane di uno dei vice direttori del carcere.

PIETRO DE NEGRI ER CANARO

«Gran bella bestia - afferma -. Me lo porti in negozio» e accompagna l' invito porgendo un biglietto da visita.

 

«Non mi sembra vero di essere libero - confessa - . Il mio avvocato mi aveva avvertito, ma ho reagito dicendo che finché non stavo col piede fuori di galera non ci avrei creduto. Sono fuori, mi sento stordito. Ma la mia liberazione dimostra che la giustizia c' è, eccome».

 

il canaro esce dal carcere e accarezza un cane foto barillari

La libertà lo eccita, sembra un bambino che abbia marinato la scuola. «Madonna, se penso che ero convinto di dover passare 120 anni in galera, mi sembra dì sognare. Questo anno è stato lungo e per fortuna mia moglie e Sara, la mia bambina, sono venute a trovarmi tutte le settimane». Ogni tanto si interrompe per guardare dal finestrino della macchina; scoppia a ridere «perché sta cosa delle cinture di sicurezza non me la ricordavo, ma mi sembra proprio na ridicolaggine».

antonio del greco canaro magliana

 

È difficile trovare il modo per chiedergli di quel giorno che da mite e indifeso succube di Giancarlo Ricci si è trasformato nel suo carnefice. «Giustiziere - corregge Pietro De Negri - potrei sottoscrivere col mio sangue le prepotenze di quello. Lui usava la sua forza fisica solo per sopraffare il prossimo, che fossi io la vecchietta da rapinare non faceva nessuna differenza.

 

PIETRO DE NEGRI DETTO ER CANARO

E si vantava della sua violenza. Rideva, quando raccontava le sofferenze che infliggeva alle sue vittime. Io non sono né il sadomasochista né il piccolo grande uomo descritto dai giornalisti. Sono un tipo tranquillo che si arrabbia solo quando scopre di dover alzare la voce per veder riconosciuti i diritti umani più elementari. E se mi incavolo te ce puoi gioca' mamma che ho ragione da vendere. Con coso, al posto mio chiunque avrebbe fatto quello che ho fatto io». «Coso», «quello», De Negri chiama così la sua vittima. «Io ho agito in un crescendo di esasperazione. Non voglio fare la vittima, però. Non ho rimorsi, semmai mi dispiace per i genitori di coso anche se nella stessa situazione credo che rifarei quello che ho fatto quel giorno». Per un attimo si ritrasforma nel Canaro.

PIETRO NEGRI DETTO ER CANARO

 

Ed è in questa veste che cerca di spiegare ragioni impossibili da accettare. «Il Vangelo dice di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Io a quello gli ho fatto le cose che lui faceva agli altri. Andava a rapinare le coppiette che pomiciavano in macchina nei posti appartati. Sbucava dal buio, spaccava i vetri e li rapinava. Una volta, ridendo, mi ha raccontato che non riusciva a sfilare l' anello a un ragazzo e allora gli aveva dovuto tagliare il dito. E io l' ho fatto a lui».

 

ARRESTO DI PIETRO DE NEGRI DETTO ER CANARO

«So che per i giudici il mio non deve essere stato un caso facile. Se mi assolvevano, tutti si sarebbero messi a fare i giustizieri della notte, ma come mi si può condannare? Quello era il terrore del quartiere. Se andava a rubare in un appartamento non si accontentava di svuotarlo, doveva compiere lo sfregio di defecare sul tavolo del salotto. Scippava la vecchietta? Se non la faceva pure cadere non era contento».

 

CANARO

Mentre si avvicina alla Magliana, l' eccitazione di Pietro De Negri aumenta. Si vedono i suoi occhi sfavillare dietro le lenti degli occhiali. «Non vedo l' ora di rivedere mia moglie. Mi sono riconciliato con Maria Paolina e passerò questi giorni con lei - scoppia a ridere-. Ho un anno e due mesi di castità da dimenticare. Eppoi vorrei andare al mare. Ho passato un anno in isolamento. L' aria la potevo prendere in un cunicolo di dieci metri per tre. Io che non metto in gabbia nemmeno i cani, mi sono sentito soffocare. Poi, poco tempo fa, mi avevano dato la socialità. Ma non mi importava di stare solo. In carcere mi sono inculturito, leggevo tre quotidiani al giorno e seguivo i dibattiti in televisione. Mi piacciono molto le trasmissioni di Enzo Biagi e quelle di Giuliano Ferrara. Invece mi ha dato molta noia un dibattito nel quale sono stato paragonato a Johnny lo Zingaro. Io non sono un delinquente, anche se non mi si può definire uno stinco di santo».

CANARO PIETRO DE NEGRI

 

De Negri fa lunghe pause, salta da un argomento all' altro. «Vorrei che la gente capisse quello che mi ha spinto ad ammazzare. L' ho scritto in un libro che ho intitolato Metamorfosi di una strana ibernazione forzata, è autobiografico e sia chiaro che non cerco né scusanti né giustificazioni. Quello lì per me è morto e sepolto. Volevo dargli solo una lezione, ma lui anche se l' avevo ridotto un invertebrato a suon di tortorate, continuava a fare il prepotente. Affetto tua figlia e ti faccio fuori, mi ha detto e io non ci ho visto più».

Giancarlo Ricci

 

Il ritorno nel negozio dove ha ucciso Giancarlo Ricci e le reazioni della gente del quartiere non lo preoccupano. «Qui mi considerano un benefattore - afferma-. In carcere ho fatto tanti progetti, ma so che molti sono castelli in aria.

Chissà quanti degli amici che avevo lo saranno ancora? Ma non importa perché ho sempre saputo di poter contare solo su di me. Aprirò una sala da gioco unica in Italia.

IL CANARO DELLA MAGLIANA - LA MORTE DI GIANCARLO RICCI

Ma adesso basta, vi accanno (lascio , ndr)». E si rifugia in casa di un amico dove la moglie e la figlia lo raggiungon

gianluca ricci

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....