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“CARO NORDIO, NELLE CARCERI SI MUORE” – L’EX SINDACO DI ROMA, GIANNI ALEMANNO, IN CELLA A REBIBBIA DA  5 MESI PER TRAFFICO DI INFLUENZA, SCRIVE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PER DENUNCIARE IL SOVRAFFOLLAMENTO NEGLI ISTITUTI CARCERARI: “LA SITUAZIONE È CONTRARIA AL DETTATO COSTITUZIONALE”. OGGI IN ITALIA CI SONO 62MILA E 400 DETENUTE, A FRONTE DI UNA CAPIENZA REGOLAMENTARE DI 51MILA E 280 POSTI – ALEMANNO RILANCIA LA PROPOSTA DI LEGGE GIACHETTI-BERNARDINI PER LA “LIBERAZIONE ANTICIPATA SPECIALE”, PER AMPLIARE IL SISTEMA DI DETRAZIONE DI PENA – GIORGIA MELONI RIBADISCE IL SUO “NO” AD AMNISTIA E INDULTO: “NON HO MAI CREDUTO CHE SIA LA STRADA GIUSTA...”

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per www.repubblica.itr

 

https://www.repubblica.it/politica/2025/05/02/news/alemanno_lettera_nordio_carceri_sovraffollamento-424161613/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-RIAPERTURA-

 

gianni alemanno

Caro ministro Nordio, nelle celle si muore. Cinque pagine. L’emergenza sovraffollamento nei penitenziari italiani è così grave che non bastano né i moduli prefabbricati, né il riutilizzo degli edifici demaniali. Tantomeno si può attendere “la costruzione delle nuove strutture”.

 

A riaccedere i fari, al di là della retorica governativa pro-carceri seguita alla morte di Papa Francesco, sono due detenuti da Rebibbia, due profili (diversamente) noti: Gianni Alemanno, l’ex ministro ed ex sindaco di Roma per An, e Fabio Falbo, lo “scrivano” di Rebibbia, che si è laureato in Giurisprudenza, sette anni fa, a Tor Vergata. In Italia, oggi, sono oltre 62mila e 400 le persone detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 51mila e 280 posti.

 

giorgia meloni carlo nordio

Un tema che in queste ore viene affrontato anche dalla presidente Meloni in un’intervista all’AdnKronos, in cui ribadisce il punto fermo e il no ad amnistia e indulto. “Abbiamo ereditato una situazione pesante, la situazione certamente preoccupa – sottolinea la premier - Ma non ho mai creduto che la strada per ridurre il sovraffollamento siano indulti e svuotacarceri. Uno Stato giusto adegua la capienza alle necessità, non i reati al numero di posti disponibili”.

 

Alemanno e Falbo mettono nero su bianco un’articolata denuncia. Si lanciano proposte al ministro, e si punta il dito anche sui magistrati per “l’abuso della carcerazione preventiva”. Alemanno, una vita in politica nel Msi e poi in An, fino alla convergenza e poi allo strappo con Meloni, era stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10 mesi per traffico di influenza – uno dei filoni dell’inchiesta sul “Mondo di mezzo” – ma era finito in carcere il 31 dicembre scorso perché accusato di "gravissime e reiterate violazioni” delle prescrizioni legate al suo affidamento ai Servizi sociali.

 

sovraffollamento delle carceri

La lettera a doppia firma, in nove punti, inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, serve a “sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull'attuale situazione carceraria che a noi, e non solo a noi, appare insostenibile e contraria al dettato costituzionale”.

 

Un appello che punta, così come chiede la proposta di legge Giachetti-Bernardini, a ottenere almeno la “liberazione anticipata speciale”, che mira a modificare e ampliare il sistema di detrazione di pena.

 

gianni alemanno presenta il partito indipendenza 5

Tra i dati posti a fondamento dell’allarme: “Tutte le strutture penitenziarie italiane sono al collasso con tassi di sovraffollamento di oltre il 150 per cento – scrivono i due detenuti - senza considerare che, come lei stesso ministro ha rilevato, le persone detenute crescono circa 5 volte di più rispetto all'aumento dei posti in carcere”.

 

[...] Quindi, “devono essere utilizzate tutte le misure alternative al carcere, che possono alleggerire la pressione delle presenze negli istituti penitenziari non rese obbligatorie dalla legge”. Vengono innanzitutto citati i fardelli che gravano sulle vite dei detenuti, e anche sulla polizia penitenziaria: i suicidi in carcere e le morti derivanti dalla denegata assistenza sanitaria negli istituti.

 

sovraffollamento delle carceri

E non a caso vengono ricordate nella lettera le parole di Giuliano Amato, ex presidente della Consulta. “Non si deve morire in carcere perché non ci sono cure adeguate. Perbacco, questo è inammissibile: ci battiamo perché non accada in Africa e l’Africa ce l’abbiamo nelle nostre carceri?”.

 

[...] La lettera illumina casi specifici: “Le gravi inadempienze del Nucleo Traduzioni e piantonamenti” della polizia penitenziaria di Roma, “causate dall'esiguità del personale a disposizione, che non riesce a coprire le necessità di servizio”; i rischi per la salute legati alle inadeguate certificazioni che spesso definiscono “condizioni generali mediocri” ciò che invece “è una situazione appena sufficiente alla sopravvivenza, omettendo qualunque pronuncia in merito alla possibilità di un’effettiva guarigione”.

 

giorgia meloni carlo nordio.

E ancora: nonostante il grave sovraffollamento, “gli uffici di Sorveglianza continuano a rigettare i reclami per l’applicazione dello sconto della pena del 10 per cento”, che è conseguenza della violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle 1ibertà fondamentali, come risarcimento per le condizioni di detenzione contrarie al senso di umanità.

 

“Il ragionamento elementare da fare è questo: se i dati diffusi dal vostro ministero ci dicono che in tutti gli istituti di pena vi è un sovraffollamento dal 150 % al 200 %, con uno spazio nelle celle per ogni singola persona detenuta inferiore agli standard previsti dall’ordinamento, come mai nella maggior parte dei casi il magistrato di sorveglianza non concede il dovuto?”.

 

post facebook di gianni alemanno in carcere

La lettera lancia un’altra proposta: “Un intervento legislativo potrebbe rendere automatico questo sconto di pena per tutte le persone detenute recluse in carceiri dove si registra un sovraffollamento superiore al 100 per cento dei posti disponibili”.

 

Altro allarme, sulle persone detenute nonostante l’avanzata età. “Gli uffici di sorveglianza non tengono conto della sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito che i condannati che hanno più di 70 anni possono beneficiare della detenzione domiciliare. Qui a Rebibbia sono diversi gli ultraottantenni, anche non recidivi, che continuano a vedersi rigettare le loro richieste”.

 

Risultato: “Devono languire in situazione di sofferenza addizionale, si spera non morire, perché allocati anche in celle con altre 5 persone detenute”. Alemanno e Falbo citano, tra gli altri punti, anche quello dell’“abuso della carcerazione preventiva, con 1180 domande di risarcimento per ingiusta detenzione, abuso che non chiama in causa il suo dicastero”, è la frecciata che mira ai magistrati, “ma lei sa bene che contribuisce in modo rilevante ad aggravare il sovraffollamento”.

 

sovraffollamento delle carceri

[...] E si appellano al ministro Nordio perché valuti “la proposta di legge Giachetti” sulla liberazione anticipale speciale che amplierebbe il calcolo della detrazione, passando dagli attuali 45 giorni a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata. Concedere questa soluzione, sottolineano Alemanno e Falbo rivolgendosi a Nordio, non vuol dire “cedere a una tentazione permissiva” - leggi: perdere consenso – ma “significa compiere una necessaria conciliazione tra certezza della pena e finalità rieducativa”, come stabilisce la Costituzione.

gianni alemanno presenta il partito indipendenza

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