desiree mariottini

“C’ERA UN AFRICANO CHE SECONDO ME AVEVA PIANIFICATO LO STUPRO DI DESIREE” - LO RACCONTA ANTONELLA, UN'AMICA SUDAFRICANA DELLA 16ENNE UCCISA A SAN LORENZO E TESTIMONE CHIAVE DELL’INCHIESTA: “ALLE 18 DESIRÉE ERA SUL LETTO NELLA STANZETTA A DESTRA, CON LO STESSO RAGAZZO CHE LE AVEVA DATO LA DOSE E CON UN ALTRO SOGGETTO CON LA FELPA GIALLA (CHIMA ALINNO), UN VISCIDO, UN ANIMALE CHE SI APPROFITTA DI TUTTE LE RAGAZZE..." - IL TENTATO STUPRO, DA PARTE DI UN RAGAZZO ITALIANO, IL GIORNO PRIMA DI MORIRE... 

1 - DESIRÉE SEDATA E ABUSATA «LO STUPRO ERA PIANIFICATO»

Michela Allegri e Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

 

Un piano studiato nei dettagli: sedare e drogare Desirée Mariottini per poterla stuprare, come era probabilmente successo in passato ad altre ragazze. Una morte «deliberata e volontaria». E una delle donne presenti mentre la sedicenne stava morendo per il cocktail letale di farmaci e stupefacenti, si sarebbe lasciata convincere dal branco a non chiamare l' ambulanza, «in cambio di alcuni tiri».

DESIREE MARIOTTINI E LA MADRE

 

Lo racconta Antonella, un'amica di Desirée. «C'era un africano che secondo me ha pianificato tutto», dice agli agenti della Squadra Mobile. È una delle testimoni chiave dell'inchiesta sulla morte della ragazza. Il suo verbale è tra gli atti depositati in vista del Riesame di domani. La notte tra il 18 e il 19 ottobre, quando Desirée è stata violentata e lasciata morire in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, Antonella c' era. «Alle 18 Desirée era sul letto nella stanzetta a destra, con lo stesso ragazzo che le aveva dato la dose e con un altro soggetto con la felpa gialla (che per lei sarebbe Chima Alinno ndr), un viscido, un animale che si approfitta di tutte le ragazze che vanno lì, chiede prestazioni sessuali in cambio di coca». Racconta che la violenza su Desirée non era la prima: «È accaduto ad una mia conoscente: ha abusato di lei».

 

PREDATORI

DESIREE MARIOTTINI

Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e per il pm Stefano Pizza, i quattro componenti del branco finiti in carcere Mamadou Gara, Chima Alinno, Brian Minteh e Yusif Salia avevano pianificato ogni cosa. «Si sono mossi come predatori a caccia di vittime indifese come Desirée scrivono i pm nell' integrazione alla richiesta di convalida del fermo avendole somministrato droga, metadone e psicofarmaci per stordirla ed avendola quindi abusata sessualmente, fino a farla morire dopo ore ed ore di agonia».

 

DESIREE MARIOTTINI

Gli inquirenti sottolineano che «il fatto che non abbiano avuto remore a lasciare morire la giovane in quei luoghi abbandonati è indicativo di mancanza di pietà e di disprezzo per la vita». Gli indagati sono accusati di violenza sessuale di gruppo e omicidio volontario. «La situazione che si stava creando era strana racconta ancora Antonella si stavano radunando troppi uomini nella stanza, uno con i dread continuava a offrirle droga, cosa singolare in quanto nessuno te la offre gratuitamente, la incitavano a bere vino da una bottiglia».

 

La stessa bottiglia in cui è la tesi dell' accusa avrebbero sciolto il mix di sostanze letali. La morte di Desirée, secondo i pm, è stata «deliberata e volontaria»: gli indagati hanno impedito ai presenti di chiamare i soccorsi e «l'hanno deliberatamente lasciata agonizzare e morire». A confermarlo, per la procura, le testimonianze raccolte.

 

Anche se i pm sottolineano che «taluni soggetti escussi possono aver alleggerito la loro posizione e quella di loro amici». Anche Antonella, in un passaggio dell'interrogatorio l'ha fatto: quando le hanno chiesto di fornire dettagli per identificare Marco, il pusher italiano che avrebbe fornito al branco gli psicofarmaci usati per sedare Desirée, ha risposto: «Conosco una persona di nome Marco, ma non lo posso descrivere perché è un mio amichetto». Parla anche di un ragazzo «che si fa chiamare Davide, era ossessionato da Desirée, l' ha portata lui per la prima volta in via dei Lucani».

gianluca zuccheddu padre di desiree mariottini

 

IL TABLET

Antonella comunque non ha dubbi: «Sono degli animali, l'hanno stuprata, l'hanno drogata, senza che lei lo sapesse». È sempre lei a raccontare che un amico le avrebbe detto che Muriel, la giovane che aveva rivestito il corpo nudo della ragazzina, si sarebbe fatta convincere a non chiamare subito l'ambulanza «in cambio di qualche tiro...poi mi ha telefonato, mi ha detto: Sta stirando, cosa devo fare?. Io le ho detto di chiamare i soccorsi».

 

A suo dire, Muriel avrebbe anche rubato un tablet a Desirée, vantandosene: «Diceva di aver svoltato, perché aveva fregato un tablet a una ragazzina, e lo avrebbe potuto rivendere a Tor Bella Monaca.

Desirée le aveva chiesto di restituirglielo e lei rispondeva che era una ragazzina di m... e che prima o poi l'avrebbero sco...». Muriel, interrogata, ha smentito.

 

DESIREE MARIOTTINI

Un'altra testimonianza chiave è quella di Narcisa. Per i pm «è una teste credibile, che conosce bene l'ambiente». A colpire gli inquirenti, è l' incipit del suo interrogatorio: «Sono qui per riferire dell'omicidio di Desirée», dice senza mezzi termini. Giovanna, invece, racconta che anche un quinto uomo avrebbe avuto rapporti con Desirée: Samir, marocchino. Ascoltato dalla Squadra Mobile, lui ha raccontato una versione diversa: «Desirée è stata rimproverata da Sisco (l'indagato Alinno, ndr) per avere assunto troppo metadone...le chiedevano informazioni sul suo stato di salute».

 

2 - DESIRÉE, "IL GIORNO PRIMA UN ITALIANO TENTÒ DI VIOLENTARLA"

Vincenzo Bisbiglia e Valeria Pacelli per il “Fatto quotidiano”

 

funerali desiree mariottini 8

Il giorno prima di morire a soli 16 anni dopo esser stata drogata e abusata, Desirée Mariottini potrebbe aver subito un altro tentativo di violenza sessuale. Il condizionale in questa terribile storia è d' obbligo, ma a raccontare questa circostanza è Antonella, 20enne sudafricana. Che dice di essere diventata un punto di riferimento per la ragazza di Cisterna di Latina negli ultimi due giorni della sua vita. A partire dal pomeriggio del 17 ottobre, quando in uno stabile di via dei Lucani, la incontra la prima volta.

funerali desiree mariottini 1

 

"Era disperata e piangeva: voleva acquistare eroina ma non aveva i soldi", racconta Antonella agli agenti della Squadra mobile, guidata da Luigi Silipo, che conduce le indagini con i pm Maria Monteleone e Stefano Pizza. Quel giorno, Antonella le dà 10 euro e "lei ha acquistato la dose di eroina da un africano di cui non conosco il nome". "Sono diventata da quel momento - continua la sudafricana - il suo punto di riferimento. Mi ha poi detto che era preoccupata di tornare a casa in quanto le avevano rubato il tablet". Circostanza, questa del furto, non riscontrata dalla Procura.

A questo punto Antonella dice di esser andata via e di aver lasciato nello stabile abbandonato Desirée. Lì "c'era un africano che secondo me ha pianificato tutto".

 

desiree

Il giorno dopo - e siamo al 18 ottobre scorso - verso mezzogiorno riceve una telefonata da Desirée, che le chiede di tornare in via dei Lucani: "Aveva passato la notte - continua Antonella - con un ragazzo che aveva avuto intenzione di stuprarla".

 

"Uno normalissimo, fuori dai giri di quartiere" Insomma prima dei quattro che, secondo le accuse, hanno abusato della minorenne, ci sarebbe già stato un altro tentativo di violenza. Sentita dal Fatto però Antonella aggiunge anche un particolare: "Quella sera non sapeva dove andare a dormire e si è fatta ospitare da un ragazzo italiano. Un tipo normalissimo, che non c' entra con il giro di via dei Lucani". Insomma, Desirée cercava ospitalità, non rapporti sessuali. La circostanza è al vaglio degli investigatori che stanno cercando riscontri, per poi, eventualmente, identificare il giovane.

 

desiree mariottini 2

Il 18 ottobre, Antonella vede Desirée due volte, all' ora di pranzo e verso le 18. Qui, nello stabile abbandonato, c' era un africano, uno "che si approfitta di tutte le ragazze che vanno lì, poiché chiede costantemente prestazioni sessuali". Quando Antonella decide di andare via, pensa di chiedere a Desirée - che declina l' invito - di andare con lei: "La situazione che si stava creando era 'strana', nel senso che si stavano radunando troppi uomini nella stanza dove fumavano, mentre l' uomo con i dread continuava a offrirle droga".

 

La telefonata: "Dicevano: 'Sta stirando'" Quando arriva a casa, però, il telefono di Antonella squilla.

È Muriel, una congolese. "Mi diceva testualmente: 'Sta stirando, cosa devo fare?'. Io le dicevo di chiamare l' ambulanza (). Mi assicurava che lo avrebbe fatto".

 

Promesse non mantenute: Desirée poteva salvarsi ma nessuno quella notte chiama il 118. Agli agenti, Antonella racconta un altro dettaglio: "Venivo a conoscenza tramite 'Pi' di aver ascoltato Muriel dire che voleva chiamare l' ambulanza per soccorrere Desirée, ma non lo faceva perché aveva paura di chiamare e perché, come mi riferiva 'Pi', le venivano offerti dei tiri". Al Fatto, Antonella, spiega di averlo saputo solo de relato.

desiree mariottini 1

 

"Su Marco non dico nulla, è amichetto mio" Conosce invece direttamente Marco, l' italiano che, secondo una testimonianza, avrebbe fornito al gruppo gli psicofarmaci il cui mix avrebbe ucciso Desirée. Gli agenti stanno cercando ancora di identificarlo, e in questo Antonella non è stata d' aiuto: "Non posso descrivere lo stesso poiché è mio amichetto. Penso che quel giorno fosse lì perché ci va tutti i giorni, è una persona che io ritengo brava". E si barrica dietro il silenzio.

 

Marco viene citato anche da Brian Minteh, uno dei quattro africani arrestati, l' unico a non essersi avvalso della facoltà di non rispondere. "Marco - dice al giudice - ha quelle medicine personali () Ha lasciato le medicine, un cartone di medicine". Agli atti c' è un altro episodio finora inedito, rivelato da Kais, marocchino senza fissa dimora, anche lui quella sera nel quartiere romano di San Lorenzo. Ascoltato il 23 ottobre, l' uomo ha raccontato che la sera successiva alla morte di Desirée, ha chiesto ad alcune persone di accompagnarlo dalla Polizia: "Mi volevo presentare per raccontare quello che sapevo. Nessuno è voluto venire".

CHIMA ALINNO

 

Quindi "sono rimasto lì, e durante la notte sono stato aggredito da un africano e credo tre italiani, mi hanno sbattuto con un sasso sull' orecchio", ma "poi mi hanno chiesto scusa perché si sono resi conto che io non avrei mai fatto una cosa del genere". Ossia, aiutare gli investigatori a scoprire chi ha violentato una minorenne, drogandola fino alla morte.

 

Per domani è attesa la decisione del Tribunale del Riesame sulle istanze di scarcerazione presentate dai legali del senegalese Gara Mamadou, del connazionale Brian Minteh e del nigeriano Chima Alinno. Sono accusati di violenza sessuale e omicidio volontario aggravato.

DESIREE MARIOTTINI

Reato che il Tribunale di Foggia ha fatto decadere nei confronti di un quarto fermato, il ghanese Yusuf Salia. Per il legale di Alinno, l' avvocato Giuseppina Tenga, "non vi è prova che abbia violentato, ucciso o fatto sesso con Desirée. Se l' esame del Dna dovesse dimostrare il contrario, lascio l' incarico: non difendo gli stupratori".

OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - BRIAN MINTEH UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI la morte di desiree mariottini via dei lucani la morte di desiree mariottini via dei lucanila morte di desiree mariottini via dei lucani OMICIDIO DI DESIREE MARIOTTINI - MAMADOU GARA UNO DEI SENEGALESI ARRESTATI

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”