venezia crociera battello incidente

CHE CE FAMO CO' STE MEGA NAVI A VENEZIA? DENTRO O FUORI LA LAGUNA? - AMBIENTALISTI E TECNICI SI DIVIDONO SUL PASSAGGIO DELLE IMBARCAZIONI DA CROCIERA - RIMBALZANO STUDI, ANALISI, PREVISIONI, ALGORITMI E POLEMICHE: MA FINORA NESSUNA ISPEZIONE DA PARTE DEL MINISTRO TONINELLI (CHE NON HA MAI VISTO IL MOSE)  

Francesco Bottazzo e Gian Antonio Stella per il “Corriere della sera”

 

DANILO TONINELLI

Sempre dopo, i mea culpa. Dopo. La «Lirica», identica all'«Opera», ha disceso ieri il canal della Giudecca con tre mega-rimorchiatori che «tiravano» il quadruplo dei due sconfitti dalla sbandata di domenica. Meglio tardi che mai. Erano le cinque del pomeriggio. Davanti alla «Msc Lirica» (stessa lunghezza, stessa larghezza, stessa stazza della nave di domenica) c' erano due bestioni da tiro di 9.000 cavalli l'uno. Dietro, un altro.

Totale 27.000 cavalli: quattro volte più possenti dei due rimorchiatori (totale 7.000) che non ce la fecero domenica scorsa a evitare l' incidente navale e la catastrofe mediatica della nave Msc.

 

Come uscirne? Ecco cosa si stanno chiedendo tutti. Come salvare il business delle crociere con navi sempre più spropositate che hanno nelle vedute dall' alto di San Marco, delle calli e dei campielli uno dei punti di forza e insieme la stessa integrità di Venezia? Le ipotesi finite sul tavolo di Danilo Toninelli sono state tredici. Ridotte poi a una rosa di tre.

cnr i disastri delle grandi navi sui fondali di venezia 3

 

Con studi, analisi, previsioni, algoritmi così profondissimi ed esaurientissimi che il ministro non ha mai sentito il bisogno, in un anno, di farsi un giro in laguna (a parte un veloce saluto al sindaco Luigi Brugnaro) per vedere di persona quali fossero le alternative e magari, già che c'era, dare un' occhiata al Mose e cioè all' infrastruttura più costosa costruita in Italia nell' ultimo mezzo secolo: 5,5 miliardi più 2,5 per le opere di salvaguardia. Senza avere ancora visto l' inaugurazione. Vedrà tutto, se avrà un po' di tempo, la prossima volta.

 

Cercando di riassumere lo stato delle cose, i progetti ruotano, per dirla alla veneziana, intorno a due «bricole»: dentro la laguna o fuori dalla laguna. Per questa seconda ipotesi si battono gli ambientalisti, le associazioni come Italia nostra o il Fai e il comitato «No Grandi Navi» che, come spiega Tommaso Cacciari tra i promotori della protesta di oggi, «hanno sensibilità diverse e più o meno radicali, tanto che quelli di Fridays For Future immaginano le crociere fuori non solo da Venezia ma dall' universo intero ma su un punto sono d' accordo: mai più quelle navi dentro la laguna.

cnr i disastri delle grandi navi sui fondali di venezia 1

 

Non meno divisi sono quanti teorizzano lo spostamento delle navi «fuori». Come quelli del progetto «Venis Cruise» della «Duferco Italia holding» e dell' ex viceministro veneziano Cesare De Piccoli che immagina un nuovo terminal alla sponda del Cavallino davanti alle opere del Mose dove fare scendere i viaggiatori per smistarli verso la Marittima «con sei motonavi ecocompatibili di nuova generazione» in grado di trasportare una gran quantità di gente senza sollevare moto ondoso.

 

Le opere sarebbero «completamente rimovibili, in moduli prefabbricati di calcestruzzo» (testuale) e rispetto ad alternative in qualche modo simili (a Malamocco invece il terminal utilizzerebbe la piattaforma del Mose) ha un vantaggio: è l' unico progetto (nonostante robuste inimicizie) ad aver avuto già l' ok della valutazione impatto ambientale. Per non dire dell' idea avveniristica proposta Fernando De Simone a nome dei norvegesi di Norconsult specialisti in tunnel (il più lungo a Seikan in Giappone, sotto il mare, misura 53,8 chilometri): per un miliardo e 200 milioni di euro suggerisce una galleria che colleghi un immenso porto offshore a 15 chilometri dalla costa («l' unico modo per far vivere ancora Venezia come porto») a Marghera, alle ferrovie, all' aeroporto.

adriano celentano e le grandi navi a venezia

 

Ancora «fuori» dalle acque serenissime sono le tre proposte (già ridotte a due col taglio dell' ipotesi di un porto a Malamocco) avanzate da Toninelli. Una alla bocca del Lido dalla parte di San Nicolò (che il ministro chiama San Nicola), l' altra a Chioggia. Dove però c' è un problema: il contestatissimo deposito Gpl.

 

Impossibile già prima abbinarlo alle navi da crociera, figuratevi dopo il disastro di domenica. Il sindaco, per quanto grillino, non ha avuto scampo: mai. Come finirà?

Boh Certo non sarà facile spuntarla per chi si batte per il porto «fuori». Negli studi di fattibilità consegnati al ministero, il Porto scrive: «Il terminal presenta forti problematiche connesse all' esposizione meteomarina che pregiudicano frequentemente l' accessibilità alla sicurezza delle banchine che impediscono lo svolgimento delle operazione di imbarco/sbarco».

cnr i disastri delle grandi navi sui fondali di venezia 2

 

Traduzione: in caso di burrasca le navi non potrebbero attraccare. Infatti, dicono gli esperti, sono in grado di mantenere l' ormeggio col vento fino a 20-25 nodi, ma se arriva a 40 come è successo in questi anni? Gran parte dei progetti finora discussi, comunque, sono centrati sulla scelta di consentire alle navi da crociera di restare «dentro» la laguna.

 

Anzi, con l' ormeggio il più possibile vicino alla Marittima, a San Marco, ai tragitti di oggi. Certo, spiega Francesco Galletti, direttore della Clia (Cruising Lines International Association) che difende gli interessi degli armatori, «è pacifico che le navi più grandi non possono più passare per il canale della Giudecca. Ci va bene però la soluzione prospettata quando era ministro Graziano Delrio: le navi fino a 40.000 tonnellate dovrebbero seguire il percorso di oggi attraverso la Giudecca, le più grandi entrare lungo il Canale dei Petroli e fermarsi a Marghera. Le medie proseguire da lì fino a Venezia e alla Marittima lungo il canale Vittorio Emanuele III».

episodio di adrian sulle grandi navi a venezia 4

 

Tutto facile, tutto veloce, tutto scontato, come ha sbuffato Matteo Salvini. Il ministro dell' Agricoltura e del turismo, Gian Marco Centinaio, concorda: «La soluzione c' è e si tratta del canale Vittorio Emanuele». «Non se ne parla», è tornato a mettersi di traverso il ministro delle Infrastrutture: «Non c' è nessun progetto su Marghera, solo due paginette». «Ma se il progetto doveva farlo lui!», ha ribattuto Luigi Brugnaro. Punto fermo: il «quasi ok» dell' ultimo Comitatone del 7 novembre 2017.

 

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello i turisti cercano di scappare

Certo è che quello che i più favorevoli chiamano «il ripristino» del canale Vittorio Emanuele come se si trattasse solo di riaprire un passaggio chiuso, si trovano alle prese con problemi seri. Perché magari non sarà vero che l' obiettivo è allargare il canale fino a oltre 200 metri causando uno sconquasso e portando grandi quantità di acqua diritta dal mare al cuore storico di Venezia.

 

Ma certo quel canale costruito nel 1925 con una larghezza di 28 metri, oggi è sull' ottantina e stando alle prescrizioni delle autorità marittime dovrebbe essere ampliato quanto basta per far passare imbarcazioni larghe un terzo. Il conto è presto fatto: 29 metri di larghezza una nave da crociera come l' Opera, almeno 90 metri la larghezza del canale. Per ora. Perché le nuove navi sono larghe anche oltre i 42. Moltiplicate per tre Quanto alla profondità, oggi è tra i 4 e i 7 metri: dovrebbe arrivare almeno a dieci e mezzo. Con tutti i rischi paventati dagli studiosi di ingegneria idraulica: senza opere obbligatorie di contenimento degli effetti, rifacendo gli errori fatti col Canale dei Petroli la laguna rischia di essere nuovamente «devastata».

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello i turisti cercano di scappare 2

 

E se queste opere non venissero fatte dando la precedenza assoluta all' apertura subito subito del canale? «Questo è un problema che non può essere a carico nostro», risponde il rappresentante delle società di crociera. In sostanza: chi deve studiare studi, chi deve agire agisca (lo Stato, ovvio) ma «noi non accettiamo alcuna proposta di porti offshore».

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 4

 

Quanto siano scivolose oggi certe rassicurazioni, dopo l'«impossibile» successo a San Basilio, lo dice ad esempio una relazione tecnica della stessa Autorità Portuale del luglio 2014: «Le lavorazioni industriali e chimiche presenti a Porto di Marghera pongono limiti vincolanti, in alcuni casi addirittura inconciliabili, con il transito e la presenza di passeggeri».

 

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 7

Di più: «Per consentire un passaggio costante e continuato delle navi da crociera in totale sicurezza, sarebbe necessario dismettere tutte le quindici attività "a rischio di incidente rilevante" presenti nell' area». Con «la perdita di 2.020 addetti e l' interruzione di qualsiasi piano di sviluppo». Il tutto dopo avere speso per il porto commerciale/industriale «226 milioni di euro in escavi e 184,5 milioni in opere ed infrastrutture». Certo, c' era allora un altro presidente del porto. Ma basta politicamente cambiare cavallo con un altro perché di colpo i rischi gravissimi diventino polemichette da ballatoio? E noi dovremmo fidarci?

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO