“CI VEDIAMO DOMANI MATTINA SULLA DELIBERA, NON FATE TROPPA SCENA” – AL CENTRO DELL’INCHIESTA PER TURBATIVA D’ASTA SULLA COMPRAVENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO CI SONO DELLE CHAT TRA I REFERENTI DEL COMUNE E QUELLI DI INTER E MILAN – DALLE CONVERAZIONI EMERGE UN COINVOLGIMENTO DIRETTO DEI CLUB NELLA STESURA DELLE DELIBERE E MODIFICHE DEI TESTI PRIMA DELL’APPROVAZIONE UFFICIALE - GLI INQUIRENTI PARLANO DI MODALITÀ “PIÙ SIMILI A UNA TRATTATIVA PRIVATA CHE A UNA PROCEDURA PUBBICA E PUNTANO A CHIARIRE CHI ABBIA TRASMESSO LE BOZZE AI CONSULENTI PRIMA DELL’APPROVAZIONE IN GIUNTA - LA LAMENTELA STRACULT DI UNA DIRIGENTE COMUNALE: "VIA I DATI ECONOMICI, VIA I DATI URBANISTICI? E CHE CAZZO DETERMINO? ‘STO CAZZO?"
Luigi Ferrarella per www.corriere.it
Le delibere del Comune in questi sei anni di telenovela sullo stadio? «Concordate» con i consulenti di Inter e Milan, «aggiustate», «anticipate» in chat e a volte anche in incontri «senza fare troppo scena», tagliuzzate nel «lavoro sporco» di righe aggiunte o depennate. Molto diverso dalle «interlocuzioni fisiologiche» tra pubblico e privato che i pm ricordano previste dalla «legge Stadi».
«Ci vediamo domani mattina presto sulla delibera? 9 in centro? Non fate troppa scena», si raccomanda ad esempio alle 10 e mezza di sera del 4 novembre 2021 l’assessore all’Urbanistica Tancredi con l’avvocata De Cesaris consulente dell’Inter, fissando un incontro in un luogo diverso dal Comune con lei e la collega Marta Spaini (avvocata nello stesso studio di De Cesaris ma consulente del Milan), e De Cesaris lo tranquillizza, «ok saremo discretissime».
La mattina seguente il dirigente interista Van Huuksloot scrive a De Cesaris un whattsapp da cui si capisce che ha già visto la futura delibera dichiarativa dell’«interesse pubblico», e che l’ha pure sistemata: «Questa mattina ci hanno fatto vedere delibera… Abbiamo cercato di aggiustare alcune cose. In linea di massima ci sono le cose concordate».
A mezzogiorno e mezza il direttore generale del Comune, Malangone, informa De Cesaris che la delibera è stata approvata e De Cesaris lo dice a Van Huuksloot, il quale però ha già le foto della delibera (che verrà pubblicata soltanto l’8 novembre) e gliele manda. De Cesaris ringrazia Tancredi che le dice «andiamo avanti!», ricevendo da De Cesaris un «la buona volontà c’è».
Del resto incroci tra pubblico e privato affiorano spesso. Come il 14 novembre 2019, quando Malangone assicura a De Cesaris di aver mandato la richiesta di verifica sul temuto vincolo di interesse culturale sullo stadio: «Vuoi la lettera o ti fidi? (...) Ascolta, però tu ti devi fidare di me». E De Cesaris risponde: «Io mi fido e come vedi sto zitta».
O come il 27 ottobre 2021, giorno in cui De Cesaris (consulente Inter) manda alla collega Spaini (consulente Milan) una mail con i passaggi procedurali utili ad arrivare all’acquisto dell’area dello stadio, e nelle proprietà del file è normale che sia appunto De Cesaris a scrivere la mail: invece, quando il giorno seguente il direttore generale comunale Malangone invia all’assessore Tancredi un Whatsapp con quel testo quasi identico, nelle proprietà il file risulta scritto da Spaini.
La deduzione degli inquirenti è che «dunque un file elaborato dalla parte privata (De Cesaris-Spaini)», cioè dai consulenti di Inter e Milan, e «relativo alla procedura amministrativa in corso, è stato condiviso con rappresentanti della Pubblica Amministrazione» (Malangone e Tancredi) con «una modalità di interlocuzione che, almeno in questa fase, appare più simile a una trattativa privata che ad una procedura pubblicistica che avrebbe poi avuto come suo esito la pubblicazione di un Avviso Pubblico».
Quanto i desideri dei privati siano tenuti in conto dal Comune lo mostra anche la buffa irritazione della dirigente comunale Simona Collarini quando il 9 settembre 2022, dovendo pubblicare la determina dirigenziale n.7282 positiva sulla proposta di Inter e Milan di abbattere il Meazza e costruire un nuovo stadio, si lamenta in chat con un collega (Tonegutti, non indagato) del fatto che Tancredi le chieda di togliere alcuni numeri: «Via i dati economici, via i dati urbanistici? E che cazzo determino? ‘Sto cazzo?».
Tonegutti: «Propongo, seriamente, che il Comune gli riservi (a Tancredi, ndr) un seggiolino blu a San Siro! Almeno per la prossima stagione…». Poco dopo Tancredi manda la versione edulcorata della bozza («mi sembra bene») a un interlocutore che si felicita perché «sono spariti tutti i dettagli, bene», con Tancredi che tra il serio e il faceto rivendica: «Il mio lavoro sporco».
Una sorta di scrittura congiunta tra pubblico e privato appare la delibera del 19 gennaio 2023 sulle valutazioni finali a conclusione del Dibattito Pubblico indetto dal Comune il 22 settembre precedente, «decisioni – constatano i pm – che risultano essere state condizionate dagli interessi imprenditoriali delle squadre».
Già il 12 dicembre 2022, infatti, Tancredi manda al dirigente interista Van Huuksloot una bozza dell’ordine del giorno (che sarà approvato solo dieci giorni dopo) e una parte del contenuto da inserire in delibera: «Al punto degli oneri, dopo “stadio”, inserirei “contributo sul costo di costruzione»”, e il nerazzurro Van Huuksloot apprezza, «Bravi!». Pochi giorni prima dell’approvazione della delibera (che avverrà in Giunta il 19 gennaio 2023), Van Huuksloot domanda a Tancredi: «Riusciamo a condividere un testo prima?».
Dopo due giorni, il 17 gennaio, Van Huuksloot trasmette alla propria consulente De Cesaris (e dunque dimostra di possedere) la bozza che diventerà delibera comunale il 19 gennaio, dove per i pm «alcune differenze sembrano trovare piena corrispondenza nell’oggetto di alcune conversazioni tra gli indagati nei mesi precedenti».
Siccome ai pm risulta che il 17 gennaio fosse stato Tancredi a ricevere la bozza da un suo collaboratore, i pm argomentano oggi la necessità di prendere i telefoni di Van Huuksloot e De Cesaris per «confermare l’identità di colui che abbia ceduto a Van Huuksloot e De Cesaris la bozza di delibera prima che venisse sottoposta alla Giunta comunale, che allo stato risulterebbe essere stato proprio Tancredi».




