tax credit cinema

CIAK, SI TAGLIA - È FINITA LA FESTA PER IL CINEMA: I FONDI PER IL TAX CREDIT VERRANNO DIMEZZATI. LE PRODUZIONI INTERNAZIONALI, A CUI FINORA SONO ANDATI OLTRE IL 40% DEI SOLDI, CON LE NUOVE REGOLE TROVERANNO MENO CONVENIENTE GIRARE IN ITALIA - LA INDUSTRY CINEMATOGRAFICA ITALIANA, CHE SI È APPROFITTATA DI UN SISTEMA DISTORTO, HA PRODOTTO UN NUMERO SPROPOSITATO DI FILM CHE IL MERCATO NON CHIEDEVA: SU 459 OPERE FINANZIATE TRA IL 2022 E IL 2023, APPENA 114, MENO DEL 25%, SONO USCITE IN SALA. LE ALTRE SONO FINITE NEL DIMENTICATOIO…

Estratto dell’articolo di Claudio Plazzotta per “Italia Oggi”

 

riprese film 9

[…] per il cinema, e più in generale per il settore dell’audiovisivo italiano, la festa è finita.

I fondi destinati a finanziare il tax credit verranno, anche giustamente, dimezzati; le produzioni internazionali (a cui finora è andato oltre il 40% di tutto il tax credit) con le nuove regole troveranno probabilmente meno conveniente venire a girare i loro film e le loro serie in Italia e a Cinecittà; infine, tutte le piattaforme di streaming, tranne in parte Netflix, hanno ormai deciso di tagliare la produzione di contenuti originali locali, e l’Italia non farà eccezione.

tax credit cinema

 

Insomma, il settore che per alcuni anni è vissuto con piena occupazione e incrementi dei costi sulla Penisola a botte del 30% all’anno perché ogni professionalità era introvabile, adesso deve fare i conti con una inevitabile recessione, troupe e case di produzione che non lavorano, nuove società di produzione che non sanno che fare. «Negli ultimi tre anni», commenta Giancarlo Leone, presidente dell’Osservatorio italiano audiovisivo ed ex presidente Apa-Associazione produttori audiovisivi, «sono nate tante società di produzione di cinema e di audiovisivo, in numero superiore alle esigenze del mercato. Contavano tutte sulle risorse da parte del tax credit e delle piattaforme. Ma ora le cose cambiano».

riprese film 8

 

[…] la industry cinematografica italiana che si è approfittata di un sistema distorto di distribuzione delle risorse pubbliche, producendo un numero spropositato di film che il mercato non chiedeva e che quindi non ha potuto assorbire: basti pensare che su 459 opere realizzate e finanziate tra il 2022 e il 2023, appena 114, ovvero meno del 25%, sono uscite in sala. Le altre sono finite nel dimenticatoio.

 

3 gennaro sangiuliano

Grandi aspettative, dicevamo, erano riposte nelle piattaforme di streaming. Le stime più autorevoli prevedevano che, entro il 2025, le piattaforme di streaming sarebbero arrivate a investire in Italia circa 250 milioni di euro all’anno in produzioni originali locali di film e serie tv. Ma ormai è chiaro che questo non accadrà: dalle piattaforme arriveranno circa 150 milioni di euro all’anno, con Paramount+ e Disney+ che si sono praticamente fermate, Prime Video che fa poche cose, e Netflix che invece sembra l’unica ancora in pista con convinzione. Il principale investitore in prodotti audiovisivi, allora, rimarrà la Rai, con i suoi complessivi 260 milioni di euro all’anno, di cui circa 180 milioni nella fiction e circa 80 milioni nel cinema.

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[…] con l’arretramento delle piattaforme in streaming, non sembra esserci nulla di nuovo che possa sostenere una ulteriore espansione. E ci si prepara, quindi, alla recessione. Quanto alle produzioni internazionali, che ancora adesso, come conferma Nicola Maccanico, a.d. di Cinecittà, «riempiono quasi tutti i teatri di posa», con la revisione del sistema del tax credit potrebbero anch’esse calare.

 

Proprio le produzioni internazionali, che pagano le maestranze almeno il 30% in più rispetto a quelle italiane, hanno determinato il caro prezzi e la piena occupazione di tutto il comparto. In previsione, sarà necessario mantenere livelli produttivi adeguati abbassando i prezzi, con il rischio di compromettere però la qualità dei prodotti. E la piena occupazione resterà, comunque, un dolce ricordo.

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Veniamo infine alla questione del tax credit. Andrea Occhipinti, fondatore e presidente della società di produzione e distribuzione Lucky Red, nella manifestazione tenutasi nei giorni scorsi al Cinema Adriano di Roma ha sottolineato come nel solo 2022 i produttori abbiano ricevuto oltre 700 milioni di euro di tax credit. Una cifra notevole, che arriva quasi a coprire l’intero importo del cosiddetto fondo cinema (746 milioni nel 2023, che scenderanno a 696 milioni nel 2024) che però comprende anche altre forme di finanziamento e di sostegno al comparto.

 

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Come è stato possibile? In teoria, alla fine di ogni anno il ministero della economia dovrebbe verificare quanti soldi sono stati erogati al sistema cinema dal ministero della cultura. Nel caso superino l’importo complessivo del fondo, allora le erogazioni del ministero della cultura per l’anno successivo dovrebbero essere ridotte in proporzione. Tutto ciò, finora, non è però avvenuto semplicemente perché il ministero della cultura anticipa alle produzioni solo il 40% di tax credit, mentre solo a opera finita arriverà l’altro 60%. Quindi, a livello di esborso di cassa, il momento della resa dei conti, anche causa Covid, è stato sempre stato spostato un po’ più in la.

GENNARO SANGIULIANO

 

Ora, però, il redde rationem si avvicina. Ovvero, significa che nel 2024, anche grazie alle nuove regole, i fondi tax credit erogati saranno molto inferiori rispetto al passato. E, come assicurano tanti operatori del settore, a regime scenderanno a circa 400 milioni di euro all’anno, che era poi la cifra iniziale da cui il settore partiva nel 2020.

 

riprese film 3

Infatti, spiegava proprio il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano rispondendo al question time alla Camera, «nel 2016 le risorse per il settore, tra finanziamenti diretti e tax credit, ammontavano a poco più di 250 milioni, nel 2017 a 400 milioni, nel 2021 si è arrivati a 636 milioni, aumentati a 746 milioni nei due anni successivi».

 

I rappresentanti del comparto audiovisivo […] chiedono però regole certe. Il governo Meloni […] sin da subito ha messo in chiaro che le regole del tax credit sarebbero cambiate. Ma sono passati quasi 18 mesi e non è successo ancora nulla di concreto.

 

Sangiuliano e Borgonzoni

[…] i fondi tax credit non vengono mai approvati a inizio anno, quando i produttori devono sapere come finanziare i loro progetti, ma sempre alla fine dell’anno, quando le produzioni sono già partite e a volte già concluse. Perciò i produttori potranno godere sì di un credito di imposta, ma solo per le produzioni successive, mentre per quelle in atto si devono quasi sempre arrangiare, trovare finanziatori, anticipare i soldi. E succederà la stessa cosa anche quest’anno: siamo ad aprile e sulle nuove regole del tax credit non c’è ancora nessun testo definitivo.

riprese film 1riprese film 5GENNARO SANGIULIANO COME NAPOLEONEgennaro sangiuliano foto di baccoriprese film 2

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