profumo chanel n 5

E COCO CREÒ CHANEL N°5 – 100 ANNI DEL PROFUMO CHE HA ATTRAVERSATO UN SECOLO SENZA MAI PERDERE UN AFFLATO DELLA SUA ALLURE – UNA FRAGRANZA CONSEGNATA AL MITO DALLE PAROLE DI MARILYN MONROE CHE NE INDOSSAVA “SOLO DUE GOCCE PER DORMIRE” E DIVENTATO EMBLEMA DELLA FEMMINILITÀ SECONDO COCO: “UN PROFUMO DA DONNA CHE SAPPIA DI DONNA. NESSUN OLEZZO DI ROSA O MUGHETTO” – L’IDEA DI CREARLO, LA STORIA DELLA BOCCETTA E IL RIVOLUZIONARIO USO DELLE… - VIDEO

Daniela Giammusso per “Ansa”

 

coco chanel per chanel n 5

"Un profumo da donna che sappia di donna". "Nessun olezzo di rosa o mughetto".

Ma qualcosa di "elaborato, che resti addosso". Era il 1920 e in vacanza in Costa Azzurra Coco Chanel descriveva così quella che voleva diventasse la "sua" essenza. Davanti a lei, Ernest Beaux, ometto dal "grande naso", di professione chimico, cresciuto a San Pietroburgo, dove il padre lavorava per gli zar. Due perfezionisti assoluti, che di lì a qualche mese avrebbero creato il profumo icona per eccellenza.

 

Chanel N° 5, la fragranza 'astratta' lanciata da mademoiselle Coco il 5 maggio 1921, compie 100 anni ed è ancora oggi tra i profumi più venduti al mondo, l'unico ad aver attraversato il secolo senza mai perdere un afflato della sua allure e anzi restando sempre moderno, attuale. Per l'occasione, due volumi ne ricostruiscono nascita e successo: "Coco Chanel. Unica e insostituibile", biografia ricca di approfondimenti della giornalista Roberta Damiata (ed. Diarkos, pp. 104 - 18,00 euro) e "Chanel N° 5. Il profumo del secolo", con fotografie e illustrazioni, in uscita il 5 maggio in quattro edizioni internazionali (italiano, inglese, francese e tedesco) firmato da Chiara Pasqualetti Johnson (ed. White Star, pp.64 - 14,90).

 

marilyn monroe per chanel n 5

Una boccetta consegnata al mito dalle parole di Marilyn Monroe, quando in un'intervista del 1952 candidamente rispose: "Cosa indosso a letto? Che domande, Chanel N° 5, ovviamente". Ma che in realtà è stata sin da subito molto di più, emblema di quella nuova femminilità che Coco Chanel ha saputo costruire a colpi di eleganza, tubini essenziali e uso di tessuti comodi come il jersey, che rendessero la donna libera. Anche la sua essenza doveva essere così: senza fronzoli, ne inclinazioni dolciastre (come era invece in voga nelle fragranze e nell'idea di donna di quegli anni), ma volitiva, indipendente, per nulla fragile.

 

La prima a suggerirle l'idea di un profumo, ricostruisce la Damiata, potrebbe essere stata Misia Sert, regina dei salotti parigini, alla quale Gabrielle doveva molto e alla quale fu molto legata. Ma è nell'estate del 1920, quando il granduca Dimitri Pavlovich le presenta Beaux, uno dei primi chimici a utilizzare aldeidi e profumi di sintesi, che il progetto può realizzarsi.

catherine deneuve

 

Coco vuole qualcosa di assolutamente diverso, folgorante. L'ispirazione di partenza pare fosse "l'odore della pelle delle mani di sua madre, lavandaia della Provenza". Il chimico lavorò per lei realizzando due serie di campioni numerati da uno a cinque e da venti e ventiquattro. Nel profumo c'è un bouquet floreale che lascia intravedere le note di rosa di maggio e di gelsomino di Grasse, amplificate dalle aldeidi. Un flacone di Chanel N.5 da 30 ml contiene: 1000 fiori di Gelsomino di Grasse e 12 Rose di Maggio di Grasse .

 

 

Anche questa una piccola rivoluzione, perché fino a quel momento si erano lanciati solo profumi a un'unica essenza. E fu anche tra i primi profumi ad usare le aldeidi (additivi privi di odore, ma capaci di esaltare gli altri, chiave dell’unicità del suo aroma inconfondibile).

 

chanel n 5 7

La scelta di Mademoiselle cadde sulla boccetta numero cinque, casualmente il suo numero fortunato. E a cavalcare sorte e scaramanzia, decise di lanciarlo proprio il 5 del quinto mese dell'anno nel corso della sua nuova collezione, chiamandolo semplicemente Chanel N° 5: il primo profumo nella storia a portare il nome della sua creatrice.

 

La piramide olfattiva di Chanel N°5:

Famiglia Fiorita-Aldeidata

Note olfattive

Testa Aldeidi, Bergamotto, Limone, Neroli

Cuore Gelsomino, Rosa, Mughetto, Iris

Fondo Vetiver, Sandalo, Vaniglia, Ambra

 

coco chanel

Genio del marketing prima ancora che il marketing esistesse, riuscì poi a farne subito un oggetto del desiderio. Studiò una boccetta in vetro o cristallo quasi minimalista (come la sua idea di eleganza fatta molto più del togliere che aggiungere), geometrica e razionale (come le correnti artistiche del tempo).  Il tappo ricorda la forma di Place Vendôme a Parigi.

 

E non la mise in vendita. Era un omaggio per le clienti più facoltose. "Quasi un dono personale che elevava a una posizione privilegiata", scrive la Damiata.

 

 Risultato, prima ancora di debuttate nella boutique al 31 di rue Cambon, le signore più chic dell'alta società parigina facevano a gara per averlo. E con quella boccetta, arrivò anche l'esigenza di un marchio: la celebre doppia C che da quel momento rese iconico tutta ciò che Cocò firmava.

 

gisele bundchen per chanel n 5

Il resto è storia, dalla nascita nel 1924 della nuova Societé des parfums Chanel alle foto dei soldati americani in fila per ore a Parigi pur di riportare a casa almeno un flaconcino dell'eleganza e del lusso europeo. E poi le serigrafie di Andy Warhol, Ads: Chanel, ispirate alle pubblicità del profumo. Ma soprattutto le molte bellissime dive che, fotografate o dirette da grandi maestri da Ridley Scott a Baz Luhrmann, in un secolo hanno prestato il loro volto a quella fragranza unica e senza tempo. Dalla stessa Coco ritratta su Harper's Bazaar a Nicole Kidman e Catherine Deneuve e poi negli anni Marion Cotillard, Carole Bouquet, Audrey Tautou, Lily-Rose Depp. E, primato nei primati, c'è anche un uomo, Brad Pitt. 

gisele bundchen per coco chanelaudrey tautounicole kidmanmarilyn monroemarion cotillard carole bouquet per chanel n 5chanel n 5chanel n 5 1carole bouquet lauren hutton per chanel n 5chanel n 5 4chanel n 5

Coco ChanelCoco ChanelCoco Chanel

 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO