COME È FINITA LA RICINA “SULLA TAVOLA” DI ANTONELLA DI IELSI E DELLA FIGLIA SARA? È UN GIALLO LA MORTE DELLA 50ENNE E DELLA 15ENNE, MORTE AVVELENATE DOPO AVER INGERITO LA SOSTANZA INODORE E INSAPORE NEI GIORNI DOPO NATALE: NEL PAESE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO NESSUNO SI SPIEGA COME SIA POTUTA ENTRARE IN QUELLA CASA, VISTO CHE SI TRATTA DI UNA TOSSINA CHE NON È FACILE DA REPERIRE SE NON DA SMANETTONI SUL DARK WEB – NEL MIRINO FINISCONO ANCHE I PACCHI REGALO, I CESTINI E I DOLCI FATTI IN CASA DAL MARITO DELLA DONNA CHE È STATO EX SINDACO: LA RICINA PUÒ ESSERE FINITA IN UNO DI QUEGLI ALIMENTI?
Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il “Corriere della Sera”
antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie
«No, non è possibile, non ci credo...». «Ma figurati, una coppia bella, sempre assieme da quando si fidanzarono alle Superiori. Ero loro cliente, era Antonella a prepararmi il 730 nello studio del marito». «Anche io mi rivolgevo a loro per le dichiarazioni dei redditi.
Lui, il nostro stimato ex sindaco, che usa quel veleno? Assurdo, impensabile. Un mistero».
Ore 14, dialogo tra due passeggere sulla corriera che da Campobasso sale a Pietracatella, il borgo di 1.192 anime sconvolto dalla svolta nel caso sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara, 15, rispettivamente lo scorso 27 e 28 dicembre. Si pensava a un’intossicazione alimentare, e invece no: siamo davanti a un «giallo» tutto da chiarire. Da qualche giorno gli inquirenti indagano per duplice omicidio premeditato.
L’ipotesi è un avvelenamento con la ricina, sostanza letale ricavata dalla pianta del ricino. La ingerirono chissà come, a cena la sera del 23 dicembre. Si sentirono male il 25, ma sulle prime al Cardarelli di Campobasso — dove sono indagati 5 medici per omicidio colposo — le liquidarono parlando di «gastroenterite».
Antonella era la moglie dell’ex sindaco Pd di Pietracatella, Gianni Di Vita (noto commercialista), e mamma di Alice, la primogenita 19enne. Entrambi scampati alle conseguenze di quella cena: lei perché in pizzeria con amici. Il padre invece si sentì male e fu ricoverato allo Spallanzani di Roma, l’istituto specializzato in malattie infettive, da cui poi fu dimesso dopo tre giorni. A differenza di Antonella e Sara, nel suo sangue non è stata trovata la ricina.
Ma nuove analisi sono state richieste al Centro antiveleni di Pavia, quello che ha dato «l’alert verbale — ribadisce al Corriere Elvira Antonelli, la procuratrice di Larino titolare dell’indagine — in cui ci avvertiva della sostanza potenzialmente pericolosa nei corpi delle due vittime».
I risultati arriveranno tra un mese [...]
antonella di ielsi e sara di vita
Proprio su quei pasti a Natale la Mobile, diretta da Marco Graziano, vuol saperne di più. Ieri sono stati ascoltati familiari e amici a tavola con i Di Vita durante le feste. L’ex sindaco — in carica dal 2006 al 2014, ex segretario amministrativo del Pd molisano — aveva ricevuto un’infinità di pacchi regalo, cestini, dolci fatti in casa. La ricina — nella Guerra fredda usata dagli «007» dell’Est per eliminare i dissidenti — può essere finita in uno di quegli alimenti? Chi ve l’ha messa? E perché? Domande per ora senza risposta.



