nicolo zanon marilisa d amico

TOGA NON MANGIA TOGA - DOPO IL CASO ZANON, IL MAGISTRATO CHE HA CEDUTO L’USO DELL’AUTO BLU A MOGLIE E PARENTI, LA CONSULTA CORRE AI RIPARI: ARRIVA UN NUOVO REGOLAMENTO CHE IMPONE UNA STRETTA SULL’UTILIZZO - E ZANON? TUTTO PERDONATO: LE SUE DIMISSIONI SONO STATE RESPINTE E LA PROCURA ARCHIVIA IL FASCICOLO (“FINORA POTEVA FARLO”)

Valentina Errante per “il Messaggero”

 

NICOLO ZANON

Il nuovo regolamento sull' uso delle auto assegnate ai giudici della Corte Costituzionale arriva a una settimana dalle dimissioni (respinte) e dall'autosospensione di Nicolò Zanon. Il giudice, nominato dall' ex presidente Giorgio Napolitano nell' ottobre 2014, era finito sul registro degli indagati per peculato per avere destinato auto e autista a moglie, figlia e cognata, per le più svariate attività personali: dallo shopping alle vacanze, fino alle trasferte per gli esami universitari.

 

Il 21 marzo la Consulta ha stabilito «che l'auto è assegnata in via esclusiva per uso personale» a ciascun giudice in carica. E così la procura di Roma ha deciso che il fascicolo Zanon vada archiviato. Ma il regolamento del 79, vigente fino all' altro ieri, in base al quale erano state mosse le contestazioni, si soffermava già sui limiti d' impiego delle auto, specificando che erano previste le stesse modalità d' uso riconosciute ai ministri.

 

NICOLO ZANON

Il nome di Zanon era finito sul registro degli indagati dopo che la stessa Corte aveva inviato in procura la relazione del suo ex autista. Al carabiniere, che guidava l' auto, era stato contestato un eccesso di straordinari a partire dall' insediamento del giudice (nel novembre 2014) nei giorni in cui Zanon si trovava a Milano, sua città di residenza.

 

E così il militare, a maggio 2016, si era difeso, spiegando che quando il giudice era a Milano gli toccava spesso accompagnare la moglie di lui. Ha detto di averla portata anche in vacanza: due volte a Forte dei Marmi e uno a Siena. Ha raccontato anche di avere accompagnato in altre trasferte la cognata e la figlia del giudice. Il conducente tra l' altro, allontanato dalla Corte dopo questa vicenda, avrebbe avuto problemi di salute tanto pesanti da costringerlo al congedo.

 

NICOLO ZANON

Davanti ai pubblici ministeri e alle contestazioni dettagliate, nate dalla relazione sottoscritta nel 2017 dal militare, Zanon, interrogato, aveva riconosciuto di avere usato l'auto come un bene proprio. Poi, in una memoria, aveva specificato che, nella sua ottica, essendo un benefit, l' impiego di auto e autista rientrava nella sua totale disposizione. Adesso, il nuovo regolamento, approvato con una delibera della Corte, ha spinto la procura a chiedere l' archiviazione dell' inchiesta.

Marilisa D Amico

 

IL REGOLAMENTO

Nella richiesta trasmessa al gip, i pm fanno riferimento al regolamento appena votato. Venticinque articoli per normare «l' uso delle autovetture» e specificare che le macchine sono riservate ai giudici «per uso personale, anche in relazione ad esigenze di sicurezza».

 

Si modificano così i 21 articoli del regolamento precedente, già ritoccati altre volte (l' ultima nel 2014), che inizialmente consentivano ai giudici costituzionali di poter affidare la guida dell' auto, «oltre che agli autisti posti a loro disposizione, anche a persona di loro fiducia», e di potere guidare personalmente.

 

Marilisa D Amico

Con l' ultima modifica, però, il regolamento lasciava già pochi dubbi sull' impiego esclusivo dell' auto: «A ciascun giudice costituzionale in carica - si leggeva nel documento al quale Zanon avrebbe dovuto attenersi - è assegnata un' autovettura della Corte costituzionale con diritto di avvalersi di essa nello stesso ambito e con le stese modalità riconosciute ai ministri».

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)