coronavirus parigi

PARIGI FLAMBE' - LE GRANDI CITTÀ RISCHIANO DI VEDER LIEVITARE IL LORO DEBITO A CAUSA DELLA PANDEMIA. ALLA CAPITALE FRANCESE LA CRISI POTREBBE COSTARE FINO A 450 MILIONI DI EURO – E LE AGENZIE DI RATING CONSIDERANO LA “VILLE LUMIERE” UN DEBITORE AFFIDABILE. PENSATE CHE SUCCEDERÀ A ROMA! CROLLO DELLE ENTRATE FISCALI, MERCATO IMMOBILIARE FERMO E ZERO TURISMO: TUTTI I GUAI DELLE METROPOLI

 

 

Da “le Monde” – articolo dalla rassegna stampa estera di Epr comunicazione

 

parigi, gente in giro nonostante l'emergenza coronavirus 5

Non solo gli Stati, anche le grandi città rischiano di vedere il loro debito lievitare a causa della pandemia e del connesso lockdown, leggiamo su Le Monde.  E’ il caso di Parigi, come racconta in un articolo dal titolo inequivocabile: “L’epidemia colpisce le finanze di Parigi”. Come ammette il primo “aggiunto” della sindaca Anne Hidalgo, Emmanuel Grégoire, la crisi attuale potrebbe costare alla città fino a 450 milioni di euro.

anne hidalgo

 

Le grandi agenzie di rating hanno tutte rivisto al ribasso le prospettive finanziarie della capitale francese, sebbene continuino a considerare Parigi un debitore “affidabile”. Il tema del debito parigino era già stato al centro della recente campagna elettorale, che ha visto la Hidalgo prevalere al primo turno (il ballottaggio è poi stato rinviato a data da destinarsi). La sindaca aveva ripetuto più volte che la città avrebbe azzerato il proprio debito in meno di dieci anni, oggi le previsioni indicano un tempo di rientro più che doppio.

coronavirus fuga da parigi 8parigi deserta per la quarantena da coronavirus 20

 

 Del resto le entrate nelle casse comunali sono precipitate: niente più risorse dalle piscine pubbliche, dagli asili, dai parchimetri per residenti sospesi all’inizio del lockdown. Con il mercato immobiliare sostanzialmente fermo si sono inoltre quasi azzerati anche gli introiti derivanti dalle imposte comunali sulle vendite di appartamenti. Per Standard & Poor’s Parigi resta una città sicura dal punto di vista delle finanze pubbliche, ma nel prossimo futuro è probabile che l’amministrazione dovrà “fare cassa” vendendo un po’ dei suoi beni di proprietà: “Dovremo riesaminare il carattere più o meno strategico dei ‘pezzi’ che compongono il nostro patrimonio – dichiara Grégoire -. Certamente saremo più pronti di prima a cedere beni immobiliari di valore che non utilizziamo direttamente”.

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