donald trump ius soli

LA DANZA DELLA CITTADINANZA - OGGI LA CORTE SUPREMA AMERICANA DECIDERÀ SUL TENTATIVO DI TRUMP DI ABOLIRE LO IUS SOLI NEGLI STATI UNITI - I TRIBUNALI DI GRADO INFERIORE HANNO GIÀ BLOCCATO L’ORDINANZA, INTRODOTTA NEL GENNAIO 2025, DEFINENDOLA INCOSTITUZIONALE E PERSINO IL GIUDICE REPUBBLICANO DELLA CORTE BRETT KAVANAUGH (NOMINATO DA “THE DONALD”) AVEVA SOLLEVATO DUBBI SULL’INTERRUZIONE DELLA CONCESSIONE AUTOMATICA DELLA CITTADINANZA AI BAMBINI NATI NEGLI STATI UNITI: “COSA FARANNO GLI OSPEDALI CON UN NEONATO? LE INFERMIERE DOVRANNO CHIEDERE I DOCUMENTI AI GENITORI?”

Estratto dell’articolo di Matteo Persivale per il "Corriere della Sera"

 

ius soli - stati uniti

Lo ius soli, in America, è un dato di fatto da prima ancora dell’indipendenza. […] Anche quando gli Stati Uniti sono diventati una nazione, il principio è rimasto: chi nasce sul suolo americano è americano, punto.

 

[…] Ma uno dei cardini delle politiche anti-immigrazione di Trump è anche la revoca di questo principio. […] L’immigrazione fuori controllo degli ultimi anni (nel 2023-24 sono arrivati negli Usa 2,4 milioni di immigrati) ha esacerbato il problema dei cosiddetti «anchor babies», termine brutale che indica i bambini figli di illegali che però sono cittadini americani grazie alla nascita.

 

DONALD TRUMP

Arriva oggi alla Corte suprema la causa con la quale Trump spera di scardinare il principio sancito anche da un emendamento della Costituzione: «Trump et al. contro Barbara» (Barbara è uno pseudonimo, per tutelare la privacy della madre che ha fatto causa a nome del suo bambino), che costringerà i nove giudici a pronunciarsi (in estate) sulla cittadinanza per diritto di nascita.

 

Il conflitto centrale: decidere se il presidente ha l’autorità legale per porre fine alla cittadinanza per diritto di nascita tramite un ordine esecutivo. Nel gennaio 2025, Trump aveva emesso l’ordine esecutivo 14160 che ordinava alle agenzie federali di interrompere la concessione automatica della cittadinanza ai bambini nati negli Stati Uniti se i loro genitori sono nel Paese illegalmente, o se hanno visti temporanei.

IUS SOLI STATI UNITI

 

Il caso si basa su tre parole del XIV emendamento (1868): «soggetto alla giurisdizione». Il governo sostiene che «giurisdizione» non significa solo «essere soggetti alle leggi» (cosa che vale per tutti), ma che significhi «fedeltà politica». Se i genitori, è la tesi, sono in America temporaneamente o illegalmente, devono comunque fedeltà a un Paese straniero, quindi i loro figli non sono «completamente soggetti» alla giurisdizione degli Stati Uniti alla nascita.

 

donald trump in conferenza stampa.

La tesi di chi sostiene lo ius soli: 150 anni di precedenti legali costringono a passare dal Congresso per un emendamento costituzionale, non basta una firma presidenziale su un foglio di carta.

 

Se la Corte suprema si pronuncerà a favore dell’amministrazione creerà una nuova inedita categoria di residenti «non cittadini» nati negli Stati Uniti. Se si pronuncerà contro, la protezione del XIV emendamento verrà confermata come assoluta, e un presidente non potrà modificarla motu proprio .

 

IUS SOLI STATI UNITI

I tribunali di grado inferiore hanno già bloccato l’ordinanza, definendola incostituzionale. E, cosa allarmante per Trump, quando l’anno scorso arrivarono ingiunzioni da varie corti per bloccare lil suo ordine esecutivo, uno dei giudici repubblicani della Corte, Brett Kavanaugh, aveva sollevato delle obiezioni al Solicitor General, l’avvocato del governo: da oltre un secolo gli ospedali registrano la nascita, e il certificato di nascita fa ottenere un numero di previdenza sociale e un passaporto, cioè la cittadinanza. Kavanaugh ha chiesto: «Cosa faranno gli ospedali con un neonato? Le infermiere dovranno chiedere i documenti ai genitori?». […]

DONALD TRUMPIUS SOLI STATI UNITI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)