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DITE ADDIO ALLE RECENSIONI FAKE (SI SPERA) – STRETTA DEL GOVERNO SUI COMMENTI FALSI A LOCALI, RISTORANTI E ALBERGHI: SECONDO IL TESTO DI LEGGE CHE DEVE ESSERE APPROVATO DALLA CAMERA, POTREMO FARE RECENSIONI ONLINE SOLO ENTRO TRENTA GIORNI DALLA FRUIZIONE DEL SERVIZIO E SOLO POTENDO FORNIRE PROVA D’ACQUISTO CON SCONTRINO O FATTURA – C’È CHI PARLA DI “CENSURA”, MA LE RECENSIONI FALSE SONO UN UNA PIAGA: SECONDO LA COMMISSIONE UE, IL 55% È POTENZIALMENTE INGANNEVOLE. MENTRE IL 70% DEI CONSUMATORI SI AFFIDA ALLE RECENSIONI PRIMA DI UNA SCELTA…

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Estratto dell'articolo di Alessandro Longo per www.repubblica.it

 

La maggioranza procede con la stretta sulle recensioni online, che cambierà tutto forse già quest’anno, nonostante le proteste dei consumatori.

 

È passato mercoledì sera al Senato il testo del disegno di legge sulle Pmi, che converte un decreto del Governo. Ora attende solo il passaggio alla Camera per entrare in vigore. Il Senato ha ammorbidito un po’ la linea durissima che il Governo aveva adottato su spinta di albergatori e ristoratori, ma la stretta resta.

 

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Secondo l’attuale testo, potremo fare recensioni online solo entro trenta giorni (contro i quindici del decreto) dalla fruizione del servizio o l’acquisto del prodotto. Entro due anni, inoltre, scadono. Si chiede poi all’utente di fornire prova d’acquisto, con “documentazione fiscale” (si legge), quindi scontrino o fattura; anche se sul punto il testo ha una qualche ambiguità.

 

Le recensioni qui sono quelle “turistiche”, “relative a prodotti, prestazioni e servizi offerti dalle imprese della ristorazione e dalle strutture del settore turistico situate in Italia, incluse quelle di tipo ricettivo e termale, nonché relative a qualunque forma di attrazione turistica offerta sul territorio italiano”, si legge nel testo. Non certo quindi le recensioni di libri o film; una norma in materia del resto scivolerebbe nella censura. Ma il rischio di sopprimere la libertà di espressione degli utenti c’è comunque con questa norma, secondo Adiconsum e Netcomm (associazione commercio elettronico).

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Di contro, il decreto vuole sanare la piaga delle recensioni false, positive o negative, comprate dalla struttura in questione o dai suoi concorrenti. Secondo uno studio della Commissione europea (del 2022), il 55 per cento delle recensioni è potenzialmente ingannevole e il 70 per cento dei consumatori si affida alle recensioni prima di una scelta. […]

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Come identificarle? Ci sono i criteri temporali: oltre 30 giorni dalla fruizione e i due anni dalla pubblicazione. Illecita anche quella fatta da chi non ha fruito del servizio; quella che non “risponde alla tipologia del prodotto utilizzato o alle caratteristiche della struttura che lo offre” o quella frutto “della dazione o della promessa di sconti, benefici o altra utilità da parte del fornitore o dei suoi intermediari” […]

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Il decreto chiedeva la prova documentale in senso assoluto, per le recensioni; adesso invece secondo i giuristi sembra esserci quest’obbligo solo per le recensioni che sulla piattaforma sono indicate come “verificate”.  […]

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