domenico quirico israele hamas gaza

“ISRAELE HA PERSO LA GUERRA. PER LA PRIMA VOLTA IN 74 ANNI” – DOMENICO QUIRICO: “HAMAS AVRÀ TEMPO DI RIORGANIZZARSI, MENTRE LA RETE DELLE PRESSIONI INTERNAZIONALI SI AVVILUPPERÀ SULLE INTENZIONI ISRAELIANE DI RIPRENDERE GLI ATTACCHI. CHE LA PORREBBERO DALLA PARTE DEL TORTO ANCHE CON LA TENTENNANTE SOLIDARIETÀ DEGLI STATI UNITI” – “L'ERRORE DI TRATTARE CON HAMAS È STATO SOLTANTO L'ULTIMO E NON IL PIÙ GRAVE. NON POTEVA FAR ALTRO. È IL 7 OTTOBRE CHE ISRAELE È STATO SCONFITTO” – “HAMAS NON HA IL PROBLEMA DI PREOCCUPARSI DELL'OPINIONE PUBBLICA MONDIALE. DOPO UN MESE DI GUERRA TOTALE LE IMMAGINI DEI MASSACRI DEL 7 OTTOBRE SONO SFUMATI NEL PASSATO..."

 

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “La Stampa”

 

domenico quirico

Israele ha perso la guerra. Per la prima volta in settantaquattro anni. Ora i cannoni tacciono, per quattro giorni si spera, «prorogabili» […]. Ma il meccanismo del cessate il fuoco è avviato, seppure a puntate, Hamas distillerà la sua macabra contabilità, dieci oggi, dieci tra una settimana, nella liberazione degli ostaggi costringendo a prolungarlo, e avrà tempo di riorganizzarsi, mentre la rete delle pressioni internazionali si avvilupperà sulle intenzioni israeliane di riprendere gli attacchi.

 

netanyahu biden

Che, a questo punto, la porrebbero dalla parte del torto anche con la tentennante solidarietà degli Stati Uniti. Il cui scopo fin dall'inizio è stato quello di acclimatarsi di nuovo sulla «normalità» degli ultimi decenni, fatta da un equilibrio di chiacchiere inutili sulla «necessità di risolvere finalmente il problema dei rapporti tra Israele e l'entità palestinese» e la realtà di crucci e orrori di una guerra di attentati, intifade e rappresaglie che non disturbavano troppo la normalità del nostro mondo. Si torna dunque alla routine. […]

 

liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di hamas 1

Lo Stato ebraico e i suoi generali hanno perso così l'iniziativa strategica. Ora restano sospesi in un nulla, tengono in mano una parte della Striscia di Gaza senza aver chiaro che fare: creare (ma glielo permetteranno?) uno spazio vuoto di uomini, un cumulo di sabbia e di rovine da presidiare a caro prezzo per evitare nuove incursioni? O ritirarsi lasciando mano libera al ritorno di Hamas [...]?

 

truppe israeliane a gaza 4

E poi ci sono le decine di migliaia di israeliani della frontiera Sud e di quella Nord con Hezbollah, sfollati interni da sostenere. Il fatto che non possano tornare a casa è la prova che la vittoria e la sicurezza promessa da Nethanyau sono una bugia. E per quanto tempo un Paese sviluppato come lo Stato ebraico reggerà una popolazione sotto le armi e una economia di guerra che allontana investimenti e progetti? […]

 

esodo palestinese da gaza 7

L'errore di trattare con Hamas, con cui aveva dichiarato il 7 di ottobre l'unico rapporto possibile sarebbe stato l'annientamento, è stato soltanto l'ultimo e non il più grave. Non poteva far altro. Salvare le vite degli ostaggi è una buona causa. [...] Lo slogan «nessun surrogato della vittoria» è pericoloso, ma deriva dalla esperienza di una nazione che fin dal 1948 data della sua nascita travagliata non ha mai conosciuto sconfitta.

 

gaza distrutta dai bombardamenti israeliani

È il sette ottobre […] che Israele è stato sconfitto: senza rimedio. Un mese e più di forsennata invasione di Gaza non ha posto rimedio a quel fatto, anzi l'ha semplicemente reso evidente. […] Israele ha perso la corazza della sua invincibilità, la certezza, dei suoi cittadini ma anche dei suoi nemici, che poteva esser scalfito da attentati anche sanguinosi; ma che Israele aveva nella sua esistenza radici invincibili.

 

liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di hamas

Israele è condannata ad esistere con le proprie azioni, con la manifestazione della sua forza superiore. È la certezza di questa realtà che crea le condizioni della sua sopravvivenza. Questo essere vivi, ma lavorati dagli enigmi di un destino, comporta il rischio di diventare uno stato bellicista, spinge a una tendenza all'isolamento, a una visione semplicistica del mondo diviso in due campi, quello della oscurità, i nemici, e quello della luce, noi stessi. Un rischio che anche gli Stati Uniti stanno scontando con la loro ingloriosa decadenza nel controllo del mondo.

 

attacco hamas in israele 3

Gli Stati arabi e il nazionalismo palestinese non erano mai riusciti a infrangere questo paradigma, ci voleva un soggetto mosso da una fanatica distinzione tra luce e tenebre per riuscirci, qualcuno capace di organizzare, con gli odi e le intransigenze, un ciclopico sistema di chiuse e di dighe a funzionamento meccanico. Ed è quanto Hamas ha realizzato sanguinosamente il 7 di ottobre.

 

attacco hamas in israele 2

Il problema insolubile di Israele, dopo aver perso la propria inviolabilità, era l'assenza di strategie praticabili, sperimentate: il nemico aveva pensato e realizzato l'impensabile. Dove andare da lì? L'antico bivio tra risposta flessibile, una escalation graduale di raid e bombardamenti mirati, e il suo contrario, la rappresaglia massiccia, non aveva più senso. Soprattutto di fronte alla propria opinione pubblica.

 

SOLDATI ISRAELIANI A GAZA

Non restava che trasformare Gaza in un solco di rovine di qualche centinaio di chilometri. Troppo e troppo poco. Non c'era alternativa al distruggere, semmai la obiezione dovrebbe essere nel fatto che dopo 70 anni le cose stiano come stanno. Lo scopo proclamato, eliminare Hamas fino all'ultimo miliziano, era una condizione di vittoria irraggiungibile visto che il nemico era diluito tra una popolazione di due milioni di persone, nascosto sotto terra, deciso a pagare anche qualche prezzo per attirare Tzahal sempre più a fondo nella trappola di Gaza.

 

sinwar hamas gaza

E poi c'è l'opinione pubblica mondiale. Hamas non ha il problema di preoccuparsene, può usare i mezzi che vuole, poiché si proclama forza rivoluzionaria. Sa che questo è un incubo di Israele. L'opinione pubblica è qualcosa di immateriale e astratto, non ha diplomazia né eserciti, ma può essere più forte di entrambi, soprattutto in un Occidente stanco ed egoista che vuole impietrire il mondo in un senso di benessere, in un ordine apparente.

vittime attacchi di hamas 1

 

E dopo un mese di guerra totale a Gaza le immagini dei massacri del 7 di ottobre sono sfumati nel passato, coperti da quelli delle rovine di Gaza che vomitano sulla strada tutto il loro fango di detriti, rottami, polvere, di altri bambini uccisi e del pigia pigia dei fuggiaschi che a mano a mano che errano sono cacciati attraverso i millenni.

distruzione a gaza dopo gli attacchi israeliani 1soldati israeliani che smantellano i tunnel di hamas 2attacco hamas in israele 1soldati israeliani che smantellano i tunnel di hamas gazasoldati israeliani che smantellano i tunnel di hamas soldati israeliani a gaza 4soldati israeliani che smantellano i tunnel di hamas 1bombardamenti israeliani su gaza

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