“DOPO IL 2008 JEFFREY EPSTEIN NON CERCAVA PIÙ MINORENNI, MA MAGGIORENNI CON L’ASPETTO INFANTILE” – PARLA SVETLANA POZHIDAEVA, UNA DELLE “ASSISTENTI” DEL FINANZIERE PEDOFILO TRA IL 2008 E IL 2019, CHE È STATA “PERSEGUITATA” DOPO CHE IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA HA OMESSO DI CANCELLARE LA SUA IDENTITÀ DAGLI “EPSTEIN FILES”: “LA MIA VITA È STATA ROVINATA DUE VOLTE. ALL’EPOCA AVEVO PAURA. PENSAVO: SE PERDO I FAVORI DI EPSTEIN, LA MIA FAMIGLIA AVRÀ NEMICI POTENTI” – ALL'EPOCA, INSIEME ALLE ALTRE “ASSISTENTI”, CERCAVA RAGAZZE PER IL FINANZIERE “PER NON DOVER ESSERE SEMPRE LEI A SODDISFARLO” – DOPO CHE IL SUO NOME È STATO RESO PUBBLICO, È STATA RAGGIUNTA DA MINACCE DI SVELARE LA SUA NUOVA IDENTITÀ. E C'E' CHI IPOTIZZA UN SUO PRESUNTO RUOLO DI SPIA PER IL CREMLINO – ORA SI È UNITA ALLE ALTRE DONNE ABUSATE DAL FINANZIERE PER RICEVERE UN RISARCIMENTO...
Estratto dell’articolo dal “Corriere della Sera”
Dopo la morte di Jeffrey Epstein, la modella russa Svetlana Pozhidaeva — studi da diplomatica, una carriera sulle passerelle, una famiglia che in Russia era stata anche contigua alle periferie del potere — ha cambiato nome, professione, città e ha creduto di poter avviare una nuova vita. Non è stato così. Pozhidaeva ha deciso così di raccontare la sua storia al Wall Street Journal.
Il suo è tra i molti nomi di vittime del finanziere che il Department of Justice [...] ha omesso di cancellare. Pozhidaeva è così stata raggiunta da minacce di svelare il suo nuovo nome e anche un suo presunto ruolo di spia per il Cremlino.
«La mia vita», dice cioè lei, «è stata rovinata due volte». La prima tra il 2008 e il 2019: Epstein la assume come «assistente» e come per tutte le ragazze che gravitano attorno a lui inizia un iter di abusi.
Svetlana Pozhidaeva jeffrey epstein
«Non ero minorenne», racconta al Wall Street Journal. «Potevo quindi solo dire di essermela cercata». Le persone «vedono il tuo nome in una mail e pensano di capire tutto». Per l’accusa nel processo Pozhidaeva, nonostante l’età, è tra le parti lese. Dopo il 2008, spiega, Epstein — già condannato per reati su minori — cerca maggiorenni ma dall’aspetto infantile. Le attrae promettendo lavori prestigiosi, su tutti sfilate per Victoria’s Secret. Presta loro molti soldi e controlla i loro visti, facendoglieli ottenere con l’aiuto di «amicizie» influenti.
Per lei intercede persino un ex ministro russo, Sergej Belyakov. Questo, racconta lei, non fa che rafforzare le sue paure: «Se perdo i favori di Epstein, la mia famiglia avrà nemici potenti». Epstein le chiede di trovargli altre ragazze, e come molte altre «assistenti» Pozhidaeva accetta anche per non dover essere sempre lei a soddisfarlo. Partecipa così agli abusi.
«Mi vergogno [...] ». Dopo la morte di Epstein ha fatto denuncia [...] un risarcimento.




