vincenzo sevizie pianura

DOPO LE SEVIZIE, IL RAGAZZINO NAPOLETANO TORNA A CASA: “SONO PIÙ FORTE DI PRIMA” - L’AGGRESSORE, CHE GLI HA DANNEGGIATO L’INTESTINO CON UNA POMPA AD ARIA COMPRESSA, RESTA IN CARCERE PER TENTATO OMICIDIO E VIOLENZA SESSUALE

Cristina Zagaria per “la Repubblica - Napoli

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Esce dalla stanza numero 1 e attraversa il corridoio del reparto di chirurgia dell’ospedale San Paolo, come un eroe del basket o del baseball. Giubbotto blu stile college americano, cappellino con la visiera e pantaloni della tuta. Vincenzo stringe le mani a tutti. E tutti fanno il tifo per lui. "Vai". "Grande". "Sei tutti noi". Il quattordicenne di Pianura, seviziato con un compressore il 7 ottobre da un 24enne in un autolavaggio, torna a casa.

 

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Un passo dietro di lui, con una grande busta in mano, c’è mamma Stefania, che oggi ha trovato il tempo di colorare le labbra con un filo di rossetto. L’aggressore è in carcere per tentato omicidio e violenza sessuale. L’udienza al Riesame è fissata per giovedì prossimo. Vincenzo ha rischiato di morire e ha subito un’operazione delicatissima, ma ha reagito e ieri i medici lo hanno dimesso.

 

"Io non mollo mai. E oggi sono ancora più forte di prima. La forza me l’ha data questa storia e chi mi è stato vicino. Non sono mai stato solo. Ora vado avanti". Il primo obiettivo è vicino e molto semplice: la partita del Napoli con lo Young Boys per l’Europa League in serata. "Avevo chiesto ai dottori di poter vedere la partita a casa mia, ma non ci speravo", sorride abbassando lo sguardo.

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Cammina veloce Vincenzo. Testa alta, spalle dritte. Ha perso dieci chili, ma non la sua energia, quella che lo ha aiutato a riprendersi così velocemente. Il padre, Lello, gli porge il braccio, ma il ragazzino non si appoggia, esce da solo dall’ospedale: "Andiamo a casa o no?".

 

A Pianura lo attendono il cugino Andrea (inseparabile), il fratello più piccolo e gli zii. Hanno preparato uno striscione che hanno appeso tra i balconi: “Bentornato a casa Vincenzo”, con un piccolo cuore. Palloncini bianchi e azzurri (il colore del Napoli) davanti al portone di casa. Una piccola folla di curiosi si avvicina. Aspettano tutti il ragazzino. Lo chiamano "Vita mia" e si rallegrano per il ritorno a casa.

 

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Vincenzo arriva. La strada lo abbraccia. Parte l’applauso. Lui taglia i palloncini legati a un filo e li libera, guardando verso il cielo e saluta tutti. È la giornata della felicità, del ritorno, della speranza. "Il cammino è ancora lungo. Vincenzo dovrà essere ancora operato. Ma entro l’estate mi hanno promesso i dottori che torna come prima, anzi meglio", spiega Stefania ai vicini di casa. E la famiglia ringrazia «per il lavoro e l’affetto, tutta l’équipe del professor Troianiello». E anche "i carabinieri, sempre presenti".

 

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Lello, il papà, guarda il quartiere che si stringe attorno a suo figlio e si commuove. Ma di Pianura è anche l’aggressore, Vincenzo Iacolare. "Con Iacolare e la sua famiglia non abbiamo avuto rapporti — dice Lello, con lo sguardo che diventa cupo — noi abbiamo il nostro calvario. Lui avrà il suo". Gli altri due ragazzi presenti all’aggressione invece "sono venuti subito in ospedale e ci sono stati vicini. Ci hanno chiesto scusa e ci hanno spiegato che cosa era accaduto". Ma questo è il passato e nessuno ha molta voglia di parlarne.

 

Vincenzo entra nel palazzo. Deve affrontare quattro piani di scale a piedi. Cammina deciso. Ma il padre lo costringe a rallentare. "Non fare troppi sforzi. Rallenta". E poi aggiunge: "Non riesco a starti dietro io, fallo per me".

 

Una volta a casa il viso di Vincenzo si apre. Lui si toglie il cappellino — ha i capelli tagliati da poco — ed esce sul balcone. Vuole vedere il cielo, il suo quartiere, la sua vita. Il fratello lo segue, gli fa vedere un elicottero nuovo. I due cominciano a giocare. Andrea, il cugino più grande, è con loro. Stefania prepara un caffè per tutti. Le finestre sono aperte e nella grande cucina entrano freddo e sole.

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Stefania guarda suo figlio. "È forte", sussurra. Poi aggiunge. "La strada è tutta in salita. La prima difficoltà è questa casa. Quattro piani senza ascensore sono troppi. Il dottore ha detto che non deve fare sforzi". La casa costa 600 euro al mese di affitto. E Lello e Stefania sono indietro con i pagamenti. Due mesi. Stefania, l’unica in famiglia che lavorava, ha anche perso il posto.

 

«Aiutavo in casa una signora al Vomero per 400 euro al mese, ma da due settimane io sono rimasta accanto a mio figlio in ospedale e ho perso il lavoro. Dovrò stare con lui nei prossimi mesi. Non mi posso muovere», spiega. Il marito di Stefania, carrozziere, fa piccoli lavori occasionali. «Se almeno lui trovasse un lavoro. Ora più che mai ci aspettano momenti difficili. Vincenzo ha bisogno di cure».

 

la pompa dell aria compressa con cui e stato seviziato il ragazzino napoletanola pompa dell aria compressa con cui e stato seviziato il ragazzino napoletano

Stefania parla in famiglia. Senza mai chiedere o lamentarsi. Uno zio riflette: «Se le istituzioni ci aiutassero, almeno a trovare una casa adatta a Vincenzo. Se ci fosse un lavoro per Lello... Vincenzo ha bisogno della sua famiglia e la sua famiglia ha bisogno di aiuto». «Quando Vincenzo rischiava di morire tutti erano accanto a noi, per chiederci cosa pensavamo di questo e di quello e ora?» si domanda uno zio, Luigi Manna.

 

Stefania si rimette in movimento, rassetta la cucina e cerca di scacciare i cattivi pensieri. «Vedrai che troviamo una soluzione», l’abbraccia sua sorella.

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«Oggi è una buona giornata», dice Lello alla sua famiglia. Vincenzo si è seduto davanti alla televisione: «Funziona Sky?». Il ragazzino si è fatto registrare tutte le ultime partite del “suo” Napoli. «Sono felice», dice al cugino. «Stasera il Napoli vince», lo abbraccia Andrea.

 

«Oggi è un giorno buono, perché siamo di nuovo tutti insieme», ripete tra sé Stefania, non perdendo mai il contatto visivo con il suo «bambino».

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Twitter: @cristinazagaria

il padre del ragazzo di 14 anni seviziato con una pistola di aria compressa in un autolavaggio nel quartiere pianura, a napoli il padre del ragazzo di 14 anni seviziato con una pistola di aria compressa in un autolavaggio nel quartiere pianura, a napoli vincenzo il ragazzo di pianura torna a casa 1vincenzo il ragazzo di pianura torna a casa 1

 

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