plastic milano

È CROLLATO UN ALTRO MITO DI MILANO: CHIUDE IL “PLASTIC”, PER 45 ANNI PUNTO DI RIFERIMENTO MONDIALE DEI CLUB – APERTO NEL 1980, NELLA CITTÀ “PRE-RIFLUSSO” CHE SI APPRESTAVA A DIVENTARE “DA BERE”, IL NIGHT CLUB MENEGHINO FECE IL BOTTO IN POCHI ANNI: DA GRACE JONES A ANDY WARHOL, DA MICKEY ROURKE A MARADONA, TUTTI SONO PASSATI DA LÌ – I NOVANTA E I DUEMILA PROSEGUONO GLORIOSI, FINO ALL’ERA DEL DECLINO DELLE DISCOTECHE E AL COVID, CHE HA DATO L AMAZZATA FINALE…

 

Estratto dell’articolo di Albi Scotti per https://d.repubblica.it/

 

plastic milano 4

“Il 28 giugno 2025 è stata l’ultima serata del Plastic”. Con questo incipit laconico e secco, la squadra del leggendario locale milanese annuncia su Instagram la chiusura di quello che è stato per 45 anni uno dei club più importanti della storia e della cultura mondiale.

 

Se non siete mai stati al Plastic, penserete che stia esagerando. Vi sbagliate. Il Plastic apre nel 1980, in una Milano pre-riflusso che già si apprestava a diventare “da bere” ma ancora portava i lividi delle bombe e delle pistole degli anni 70.

 

Lucio Nisi e Nicola Guiducci mettono in piedi una specie di club con poche luci, un impianto audio, una consolle, e la voglia di fare festa come si fa a New York in quegli anni.

 

andy warhol keith haring

[…] Il Plastic non assomiglia a nessun posto della Milano dell’epoca (e nessuno ci assomiglierà nemmeno dopo), i suoi pari si trovano appunto nella New York sotterranea, nella Londra del melting pot, nella Parigi più godereccia.

 

È il botto: negli ’80 al Plastic ci vanno gli outsider milanesi più stilosi, quelli della moda e i personaggi famosi, ma famosi per davvero: Grace Jones come Andy Warhol, Mickey Rourke come Diego Armando Maradona. Le star internazionali di passaggio a Milano volevano andare al Plastic. E non è detto che riuscissero a entrare. Il posto diventa subito quello to be. Una calamita della stravaganza.

 

lucio nisi plastic

Nei ’90 Milano cambia, i club aumentano e anche il mondo “alternativo” conosce una stagione felicissima; c’è un primo ricambio generazionale che porta il Plastic a uno status ancora più mitologico, dove le star della musica, i dj più cool, le modelle, gli studenti di design e i club kids trovano lo spazio ideale per costruire le proprie vite.

 

Il Plastic è un laboratorio di futuro, un assaggio del mondo che sarà. Per la musica ma ancor più per l’atteggiamento che c’è tra quelle mura. […]

 

Il post 2000 è segnato da stagioni dove la musica è la forza di gravità che tiene insieme un ulteriore ricambio generazionale, con i resident che spingono anche su un certo revivalismo kitsch (assolutamente perfetto nel contesto) e grandi nomi ospiti anche al di fuori del weekend.

plastic 2

 

[…] Ecco, questo è il Plastic (mi rifiuto di usare il passato, devo superare il trauma). Dopo il trasloco dallo storico indirizzo di viale Umbria 120 alla sede di via Gargano, le cose erano cambiate. Le ultime stagioni sono state stanche, l’aria era diversa, com’è diversa una Milano che per guardare al futuro si sta un po’ troppo spesso dimenticando chi è.

 

Forse la scelta di abbassare la saracinesca e di spegnere per sempre la mitica insegna “KILLER PLASTIC O” ha senso, anche se ci dà un colpo al cuore. Perlomeno, qui non ci sono stati sgomberi.

plastic milano 2

 

Ma la leggenda del Plastic vivrà per sempre. Nicola Guiducci, Tommaso Nisi, Sergio Tavelli, Mariangela Pinky Rossi sono dei miti, degli eroi che hanno il loro nome scolpito nei cuori di migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi che hanno vissuto, appieno o sfiorandolo, il mito del Plastic. Grazie. Di cuore.

plastic 21plastic milanoplastic 39plastic 22plastic 33plastic milano 3grace jonesmadonnaplastic milano 1plastic milano 7plastic milano 5plastic milano 6plastic milano 8

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)