minacce ferrara ebreo

“EBREO, DA GRANDI RIAPRIREMO AUSCHWITZ E VI FICCHEREMO NEI FORNI" - GLI INSULTI DI UN UNDICENNE A UN COMPAGNO SCUOTONO FERRARA, LA MADRE “ANTIFASCISTA DA SEMPRE” INCREDULA: “SONO FRASI CHE A CASA NOSTRA NON PUO’ AVER SENTITO” - POI LE SCUSE - IL MINISTRO BUSSETTI: “INACCETTABILE” - IL SINDACO TIZIANO TAGLIANI PARLA DI BAMBINI DI 11 ANNI “CHE HANNO QUALCHE PROBLEMA DI FRAGILITÀ”…

Rosario Di Raimondo per "la Repubblica"

 

 

ferrara minacce al compagno di classe

Scoppia a piangere, uno dei bambini del gruppo, appena capisce la gravità delle parole che ha detto: « Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di...» .

 

Chiede scusa al compagno di classe, vittima degli insulti. Sua mamma, mortificata, giura alla preside: « Sono frasi che a casa nostra non può aver sentito, che nessuno di noi hai mai detto in famiglia » . Guarda il figlio incredula, questa madre conosciuta per essere «antifascista da sempre». Incredula è un' intera scuola, un' intera città, Ferrara, casa dello scrittore Giorgio Bassani, che raccontò le persecuzioni degli ebrei, dove ha messo radici il Museo nazionale dell' ebraismo e della Shoah.

 

Il 10 aprile, due settimane prima della Festa della Liberazione, tre bambini fra gli 11 e i 12 anni afferrano per il collo un coetaneo. Non è un bisticcio come tanti.

 

auschwitz birkenau

Uno di loro gli urla addosso insulti antisemiti, nello spogliatoio della palestra di una tranquilla scuola media di provincia, dove i bimbi giocano in cortile nelle giornate di sole, le risate si sentono dalla strada, tutti si conoscono per nome. Soltanto sette classi, mai un problema. Mai così grande. Il bimbo insultato corre a casa e racconta tutto alla mamma, che chiede spiegazioni alle insegnanti. Le docenti interrogano la classe: chi è stato? Uno dei bulletti si fa coraggio e alza la mano. Le prof reagiscono nel modo che conoscono meglio: insegnano. Spiegano in aula l' orrore di quelle espressioni, che si fatica a immaginare nella testa di un bambino. Letture, disegni, chiacchierate. Ma non finisce così, è una pietra che rotola.

 

ferrara minacce al compagno di classe

Due giorni fa la mamma di una bambina che frequenta quella classe, rappresentante dei genitori, denuncia su Facebook «un grave caso di antisemitismo e bullismo. Non è una ragazzata come molti vogliono farla passare». Il caso diventa pubblico, esplode e solo in quel momento arriva sul tavolo della preside dell' istituto comprensivo di cui fa parte la scuola.

 

Ieri mattina la dirigente lascia l' ufficio di corsa, poche ore dopo viene sentita dai carabinieri che indagano sul caso e che informano la procura dei minori di Bologna.

Tra le domande senza risposta, il perché una vicenda del genere sia stata taciuta per giorni.

La preside fa da scudo: « I bambini hanno capito, si sono scusati.

 

marco bussetti

Ora devono comprendere che per ogni comportamento c' è una conseguenza. Quale? Lo decideremo nel prossimo consiglio di classe straordinario. Non bisogna minimizzare ma contestualizzare. La madre della vittima è rassicurata e soddisfatta del comportamento della scuola. Anche i genitori dei ragazzi che hanno aggredito il compagno si sono scusati. I loro figli hanno ammesso e capito la gravità della cosa. La situazione era già stata presa in mano». Come dire: una vicenda chiusa.

 

Auschwitz forno crematorio

Infatti Ferrara è sospesa tra la voglia di chiuderla davvero e quella di capire. Il sindaco Tiziano Tagliani parla di bambini di 11 anni « che hanno qualche problema di fragilità», e che la vicenda, per come è stata affrontata, resta « un esempio di integrazione » . L' ufficio scolastico regionale assolve la scuola e valuta provvedimenti disciplinari. Il mondo della politica si schiera e l' eco della notizia arriva fino a Roma: il ministro dell' Interno Matteo Salvini vuole incontrare il bimbo vittima di bullismo, quello dell' Istruzione Marco Bussetti parla di episodi «non tollerabili », il governatore dell' Emilia-Romagna Stefano Bonaccini li considera un campanello d' allarme.

auschwitz

 

Soprattutto, c' è chi lavora in silenzio per ricucire le ferite. E ne chiede altrettanto. Resta, appunto, la voglia di capire la banalità del male. Un tarlo che Andrea Pesaro, presidente della comunità ebraica estense, non riesce a togliersi dalla testa: «Non è l' aggressione in sé, il punto. Mi preoccupa come un ragazzino possa aver trovato quelle parole. Quale retroterra nascondono, quale ambiente può fornire una nozione così specifica, chiara, violenta? Parlare addirittura della riapertura dei forni è tanto, bisogna capire da quali canali è arrivato qualcosa di simile a un bambino delle medie» .

 

tiziano tagliani

Il rabbino capo della città, Luciano Meir Caro, andrà a scuola a raccontare cos' è la Shoah. Anna Quarzi, presidente dell' Istituto di storia contemporanea di Ferrara, cita Primo Levi: « Comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Da sempre collaboriamo con le scuole e organizziamo i viaggi della memoria. Da quei viaggi i ragazzi tornano cambiati. Oggi sono abituati a slogan malati, a non riflettere sulle parole. Sono certa che gli insegnanti abbiano fatto un bel lavoro sulla convivenza, sullo stare insieme agli altri, sull' importanza delle parole. Serve ai bambini. Servirebbe anche agli adulti».

AUSCHWITZAuschwitz selezione detenutiauschwitz birkenau

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