fabrizio miccoli

“HO COMMESSO UN GRANDE ERRORE, MA DOPO L’INCONTRO CON MARIA FALCONE HO TROVATO LA PACE” – FABRIZIO MICCOLI, L'EX BOMBER DEL PALERMO, RACCONTA I TRE ANNI IN CARCERE PER ESTORSIONE E SI PENTE DI AVER DATO DEL “FANGO” A GIOVANNI FALCONE: “HO PROVATO VERGOGNA, IN CARCERE UN GIORNO DURAVA INFINITO, NE SONO VENUTO FUORI GRAZIE ALLA MIA FAMIGLIA. AMICI? SONO SCOMPARSI, NE SONO RIMASTI TRE. SOLDI? UNA VOLTA COMPRAI 20MILA EURO DI ABBIGLIAMENTO DI “DOLCE & GABBANA” PER REGALARLO AI COMPAGNI DI SQUADRA. HO SPESO TANTISSIMO. NE HO FATTE DI STRONZATE. MACCHINE, OROLOGI E…”

Estratto dell’articolo di Monica Scozzafava per www.corriere.it

 

fabrizio miccoli 1

Miccoli, quanto è lungo un giorno in carcere?

«È infinito».

Quante volte ci ripensa in una settimana?

«[…]Sto cercando di riprendermi la vita. Cerco di non pensarci più, di allontanare il ricordo che comunque riaffiora. Difficile, ma ci provo».

 

Se guarda indietro cosa vede?

«Un grande errore commesso, la forza di reagire e affrontare il peggio con dignità, serietà e a testa alta. Vedo una parentesi amara che finalmente si è chiusa. Oggi faccio fatica a parlarne, vorrei mettermela definitivamente alle spalle […]».

maria falcone

Il suo orizzonte?

«La famiglia, la voglia di riconquistare il mio calcio. C’è la pace interiore che finalmente è possibile dopo l’incontro con Maria Falcone».

 

Fabrizio Miccoli, leccese, ex calciatore di grande talento, fra le altre di Palermo e Juventus, oggi è un uomo di 48 anni […] Nel 2011, in una conversazione intercettata con Mauro Lauricella, il figlio del boss palermitano Salvatore, aveva oltraggiato la memoria di Giovanni Falcone, chiamandolo «quel fango». L’ex fantasista rosanero, condannato col rito abbreviato a tre anni e tre mesi per estorsione aggravata, ha scontato la sua pena (dopo sei mesi di carcere ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali) e ha incontrato di recente la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, Maria Falcone.

 

Cosa le ha detto?

fabrizio miccoli 3

«Non c’è stato bisogno di tantissime parole, ho incontrato una donna straordinaria che mi ha accolto con il sorriso. Ero emozionato e anche un po’ intimidito, ma vederla era un desiderio forte per spiegarle ancora una volta il significato di quelle parole. Dirle quanto mi fossi pentito. Quella vicenda ha fatto male a me ma soprattutto ai miei genitori, che ci sono sempre stati. Per tanto tempo ho provato un grande senso di colpa nei loro confronti. Vergogna, quasi. Se ne sono uscito è grazie a loro, a mia moglie Flaviana e ai nostri figli Diego e Swami. Il loro sostegno è stato vitale. Questo ho raccontato alla dottoressa Falcone, lei ha compreso il mio dolore. Non smetterò mai di ringraziarla».

giovanni falcone

 

Cosa ha fatto oggi?

«Sono stato nel mio mondo, con i ragazzi della scuola calcio a San Donato di Lecce: la crescita di questi talenti mi fa star bene […] ».

Ieri e oggi, come sono cambiati i ragazzi che sognano il pallone?

«Sono diversi, hanno meno fame, meno voglia di emergere. Loro hanno tutto, spesso giocano a calcio per divertimento e non perché hanno realmente un obiettivo da perseguire. Poi, certo, quando c’è il talento lo si coltiva e chi ce l’ha comincia a crederci e si impegna al cento per cento».

fabrizio miccoli 2

 

Lei sì che ne aveva di talento...

«Così pare! Ero il Maradona del Palermo, giusto? Quella città è stata tutto per me: casa, famiglia, amici. Vita. Mi hanno adorato e io li ho amati: tifosi, compagni di squadra, allenatori, presidenti. Sono stati veramente una famiglia […] Con la mia vicenda non c’entra niente il calcio e non c’entra niente Palermo. Ho fatto io un errore enorme».

Quale?

«Dire sempre di sì a tutti. Sono stato molto ingenuo, troppo disponibile, ma questo è il mio carattere che sto cercando di modificare. Ho sbagliato, ho pagato, ho chiesto scusa e ho messo un punto definitivo incontrando Maria Falcone con la quale faremo anche iniziative di solidarietà insieme per Palermo. Se mi faccio un esame di coscienza mi dico che ero e resto una brava persona. La porta di casa mia era sempre aperta».

fabrizio miccoli 6

 

A chi?

«A tutti quelli che bussavano perché avevano bisogno di aiuto. Pagavo le bollette a chi non aveva soldi, facevo la spesa a chi non riusciva a mettere il piatto a tavola. Dio solo sa quante aste di beneficenza ho organizzato per i bisognosi, per comprare attrezzature da donare all’ospedale pediatrico. Cose che mi hanno riempito la vita, anche oggi faccio aste».

E cosa mette all’asta?

«Alcune mie magliette da calcio, le più importanti, le scarpette della tripletta a San Siro…».

 

Ha ancora tanti amici?

fabrizio miccoli 7

«Guardi, ai tempi ne avevo diecimila. Oggi sono tre, ma va bene così. Bastano loro, sono fratelli».

Quanti le hanno voltato le spalle?

«Molti sono scomparsi ma forse era naturale che accadesse. Nel calcio poi ci sono conoscenze non amicizie, quindi me lo aspettavo. Devo dire però che quattro, cinque persone mi chiamavano quasi tutti i giorni. C’erano, li sentivo accanto».

 

I nomi?

«Roberto D’Aversa, Serse Cosmi, Francesco Moriero per esempio: persone che continuo a sentire tuttora anche per lavoro, uomini speciali».

FABRIZIO MICCOLI

In genere gli ex calciatori poi provano la carriera di allenatore. Non ci ha pensato?

«Certo, ho preso il patentino e ho anche allenato con Moriero la Dinamo Tirana. Ho capito però molto presto che non è un mestiere che fa per me. Per fare l’allenatore a livelli accettabili devi stare sul pezzo 24 ore al giorno, devi stare concentrato, mollare tutto il resto. Ecco, io non sono tagliato per questo. Lei ricorda com’ero io da calciatore?».

 

Lo ricordi lei...

«A volte non mi allenavo, ero poco attento all’alimentazione. Poi però tutti mi perdonavano perché in campo facevo gol, ed eravamo tutti felici».

fabrizio miccoli 5

Aveva un buon rapporto con i compagni di squadra?

«Ho voluto bene a tanti, quasi a tutti. Ed ero ricambiato. Portavo gioia nello spogliatoio. Una volta a Palermo avevo fatto shopping in un negozio di “Dolce&Gabbana”: comprai abbigliamento per circa 20 mila euro. Portai tutte le buste con i vestiti al campo, ci fu un assalto e regalai a ciascuno una cosa. Chi prese una maglia, chi una cintura. Insomma era stato uno shopping per tutti».

 

Ha guadagnato molto?

«Sì, abbastanza. Ma ho speso anche tantissimo. Ne ho fatte di stronz…».

Tipo?

«Macchine e orologi principalmente, non si contano. E poi vestiti, sempre cose all’ultima moda»

 

Ha conservato, ha investito?

«Certo che l’ho fatto. Oggi sono anche un imprenditore del turismo. Con mia moglie Flaviana gestiamo strutture alberghiere. Sono io che a volte vado a fare i check in ai clienti, mi capita di andarli a prendere in aeroporto, consegno le colazioni. Mi do da fare, altrimenti mia moglie chi la sente...».

fabrizio miccoli 4

Che donna è Flaviana?

«Seria, serena, semplice. La risposerei mille volte, donna straordinaria. Senza di lei non ce l’avrei fatta. Mi ha sempre rassicurato. “Vedrai, ne usciremo più forti di prima” diceva. E così è stato. E poi i bambini…».

 

[…] l’idolo Maradona, conserva sempre l’orecchino che ha acquistò all’asta per 25 mila euro?

«Certo, nessuno lo tocca. Se avessi potuto glielo avrei restituito, è un mio grande rammarico. Un giorno lo regalerò a mio figlio».

Il momento più brutto della sua vita calcistica.

fabrizio miccoli 3

«Quando mi sono rotto il crociato in Palermo-Sampdoria: non volevo uscire dal campo e tirai anche un rigore col ginocchio rotto, poi però dovetti lasciare. Brutto due volte, per me e per il Palermo: avrei voluto fare altri gol in quella stagione e portare la squadra in Champions».

 

Il più bello?

«La tripletta a San Siro, l’esordio in Nazionale col Portogallo».

Chi l’accompagnò in carcere?

«I tre fratelli di cui parlavo prima, loro con me all’andata, loro con me all’uscita: Giovanni Fasano, Pierpaolo Mengoli e Antonio Savoia.

fabrizio miccoli 8

 

Aveva paura?

«È stato un momento difficilissimo, quello è un posto dove mai immagini di stare, non lo auguro a nessuno. […] Il mondo mi era già crollato addosso, quando sono andato lì era già la fase successiva. Prima cominciavo e prima finivo. Ho sofferto tutti i giorni, ma ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno capito chi ero e che non c’entravo con quel luogo. E mi hanno aiutato ad essere meno a disagio».

 […]

FABRIZIO MICCOLI fabrizio miccoli al casaranofabrizio miccoli 1fabrizio miccoli 5

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO