SIAMO FIGLI DI PITAGORA – L’UOMO HA INIZIATO A COMPRENDERE LE BASI DELLA GEOMETRIA 60MILA ANNI FA – LO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA SU ANTICHI FRAMMENTI DI UOVA DI STRUZZO: L’HOMO SAPIENS GIÀ ALLORA DECORAVA I GUSCI CON INCISIONI REGOLARI E SORPRENDENTEMENTE ORGANIZZATE. SONO UNA DELLE PIÙ ANTICHE TESTIMONIANZE DI RAPPRESENTAZIONI GEOMETRICHE ESEGUITE DALLA NOSTRA SPECIE…
Estratto dell’articolo di Simone Valesini per www.wired.it
frammenti di uova di struzzo incise 60mila anni fa
Quando abbiamo iniziato a comprendere le basi della geometria? A immaginare linee e segni che organizzavano lo spazio seguendo regole euclidee, e da cui un giorno avrebbero avuto origine il pensiero astratto, la geometria e la matematica come oggi le conosciamo?
Un nuovo studio dell’università di Bologna ci offre un indizio, scritto su antichi frammenti di guscio di struzzo: 60mila anni fa, Homo sapiens decorava infatti le uova di questi uccelli con incisioni regolari e sorprendentemente organizzate, che rappresentano una delle più antiche testimonianze di rappresentazioni geometriche eseguite dalla nostra specie.
FORME GEOMETRICHE DISEGNATE SU UOVA DI STRUZZO risalenti a 60mila anni fa
La ricerca, pubblicata su Plos One, ha analizzato 112 frammenti di uova provenienti da due siti archeologici sudafricani e da un sito in Namibia. Si tratta di pezzi di guscio di struzzo incisi da antiche mani umane, per decorare suppellettili che oltre 60mila anni fa venivano utilizzate con ogni probabilità per contenere e trasportare l’acqua.
L’interesse delle autrici della ricerca era capire quali regole avessero seguito i nostri antichi antenati nel disegnare questi decori: se si trattasse di forme e figure amorfe ed estemporanee, o di linee tracciate seguendo una qualche rappresentazione geometrica astratta dello spazio.
Il motivo di questo interesse ha a che fare con quella che gli esperti definiscono modernità comportamentale, l’insieme di trasformazioni e nuove capacità cognitive che hanno trasformato un antico ominide in quello che oggi conosciamo come Homo sapiens: un animale capace di pensiero simbolico, creatività, di trasmettere le scoperte da una generazione all’altra e creare una cultura, e ovviamente dotato di un linguaggio e un pensiero matematico.
FORME GEOMETRICHE DISEGNATE SU UOVA DI STRUZZO risalenti a 60mila anni fa
[…] Applicando metodi di analisi geometrica e statistica innovativi, lo studio ha permesso di ricostruire in dettaglio le linee, gli angoli e le traiettorie dei segni presenti sulle antiche uova di struzzo. I risultati mostrano che più dell’80% delle decorazioni analizzate presenta regolarità spaziali coerenti, con un uso ricorrente di angoli prossimi ai 90 gradi e di gruppi di linee parallele.
Le composizioni più complesse, come bande tratteggiate, reticoli e motivi a rombo, a detta delle ricercatrici rivelano l’esecuzione di operazioni cognitive di rotazione, traslazione, ripetizione ed “embedding”, cioè la capacità di costruire livelli gerarchici di segni all’interno di una stessa superficie.
“Questi segni rivelano un pensiero geometrico sorprendentemente strutturato”, spiega Silvia Ferrara, professoressa del dipartimento di filologia classica e italianistica dell’università di Bologna, che ha coordinato lo studio. “Parliamo di individui che non si limitavano a tracciare linee, ma le organizzavano seguendo principi ricorrenti, parallelismi, griglie, rotazioni, ripetizioni sistematiche: una grammatica visiva in nuce”.
Al momento, non è chiaro se i disegni incisi sulle uova di struzzo avessero o meno un significato. Se si trattasse di un sistema di etichettatura, disegni simbolici, o motivi prettamente decorativi. Ma non è questo il punto: le autrici sottolineano infatti che le implicazioni dell'indagine riguardano in particolare le basi cognitive che hanno permesso la realizzazione di queste decorazioni. La capacità di costruire configurazioni visive strutturate secondo regole specifiche può essere considerata come un indizio chiave della nascita del pensiero astratto: un passo cruciale nell’evoluzione del pensiero umano.
“La nostra analisi mostra che gli Homo sapiens di 60.000 anni fa possedevano già una sorprendente capacità di organizzare lo spazio visivo secondo principi astratti”, conclude Valentina Decembrini, dottoranda al dipartimento di filologia classica e italianistica dell'università di Bologna e prima autrice dello studio. “Trasformare forme semplici in sistemi complessi seguendo regole definite è un tratto profondamente umano che caratterizza nei millenni la nostra storia, dalla creazione di decorazioni, allo sviluppo dei sistemi simbolici, fino alla scrittura”.
