agnes heller

AVANTI MARX! - LA FILOSOFA AGNES HELLER SUL CENTENARIO DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE: “MARX VIDE IL COMUNISMO COME EMANCIPAZIONE, I SOVIET FURONO SOLO TOTALITARISMO” - “MA LA VERA SVOLTA DEL XX SECOLO È LA PRIMA GUERRA MONDIALE, IL PECCATO ORIGINALE CHE GENERA BOLSCEVISMO, FASCISMO E NAZISMO"

Francesca Paci per la Stampa

 

AGNES HELLER

Agnes Heller, una delle maggiori filosofe del Novecento, arriva all' appuntamento al ghetto di Roma con le scarpe no logo appena acquistate, «perché a Budapest si trovano solo quelle fatte in Cina e tra gli ungheresi il 35 non ha molto mercato».

 

Minuta, vestita anonimamente, spartana fino a preferire la panchina al dehors del bar, l' ottantottenne erede di Hannah Arendt raccoglie il testimone del dialogo sulla rivoluzione d' ottobre con la verve con cui teneva testa al suo maestro, György Lukács.

 

Nel Palazzo della Cultura l' attende la festa della letteratura ebraica dove si parla dei suoi libri sulla politica e l' Europa editi da Castelvecchi. Il pubblico le passa accanto e non la nota.

 

lenin e la rivoluzione russa

Racconti la rivoluzione del '17.

«Fu un putsch. La rivoluzione del popolo durò da febbraio a ottobre, poi subentrò il partito. I leninisti erano una minoranza nell' assemblea costituente e Lenin la dissolse. Rosa Luxemburg gli scrisse d' indire nuove elezioni ma Lenin tirò dritto.

 

Se per rivoluzione s' intende la presa del potere da parte del popolo quella di ottobre non lo fu, se invece si allude al cambio di regime è diverso, il regime cambiò. Il vero turning point del XX secolo però, è la I guerra mondiale, il peccato originale che genera bolscevismo, fascismo e nazismo. Quella guerra preparò il terreno ai totalitarismi e agli altri orrori, compresa la Shoah che avvenne solo in Europa, in tutta l' Europa».

AGNES HELLER 2

 

Cosa resta dopo cento anni?

«Allora pochi capirono il peso della I guerra mondiale, che oggi è chiaro a tutti. Che lezione ha tratto l' Europa? Nessuna. Sennò non avremmo avuto il secolo breve, una serie di errori sin dalla pace ingiusta del '19 che umiliò la Germania.

 

È vero che poi l' Europa ha rifiutato la guerra, i totalitarismi, ha archiviato la massima causa di conflitti, i poteri opposti di Francia e Germania. Le nazioni europee, diversamente dalla Russia, hanno rinunciato alle loro ambizioni territoriali. Ma non è molto».

 

auschwitz

È sopravvissuta ad Auschwitz, ha visto i gulag: abbiamo esorcizzato tutto quell' odio?

«In parte sì. L' Europa è meno divisa. Fino a 50 anni fa destra e sinistra avevano narrative opposte, fascisti e comunisti s' imputavano a vicenda il male del 900. Oggi si ammettono anche i propri errori».

 

Nato per emancipare l' uomo, il comunismo ha finito per uccidere la speranza?

«Marx vide il comunismo come emancipazione, i soviet furono solo totalitarismo. All' inizio diversi intellettuali aderirono.

 

AGNES HELLER 3

Molti però, come Sweig, si ricredettero presto, altri finirono nei gulag. Il comunismo è stato ucciso dalla speranza nella redenzione, l' idea che la politica elevasse l' uomo. Dopo la politica toccò alla scienza. Oggi è in crisi l' illusione del progresso universale, se ci salveremo sarà con le relazioni sociali».

 

Caduto il muro, le due Europe si sono ricongiunte su questo?

«Dopo il 1945 sono nate in Europa alcune democrazie liberali, ma Grecia, Portogallo e Spagna sono rimaste ancora a lungo delle dittature.

 

hitler

Nell' 89, per ultimi, si sono liberati i Paesi dell' est e non hanno avuto il tempo d' imparare. Gli ungheresi, che non erano abituati ad agire da cittadini ma da soggetti per cui tutto era deciso dall' alto, mantengono il bisogno del leader».

 

Il comunismo frana a Budapest nel '56, a Praga nel '68, nell' 89?

«Fallì prima di partire perché l' impianto era sbagliato. L' esperimento produsse Stalin. Tutti ne erano consapevoli. Ma la II guerra mondiale rilanciò i sovietici, i soli capaci di fermare Hitler. Avevo 12 anni alla battaglia di Stalingrado, Parigi era caduta.

 

Fu lì che mio padre, anticomunista, si schierò con loro, quelli che avrebbero liberato Auschwitz. Si sapeva di Bucharin, Trotsky, ma l' antinazismo prevalse. Nel '56 a Budapest eravamo già oltre, lo avevo capito nel '53 quando era stato riabilitato Pálffy, un militare condannato come spia Usa. Dopo il caso Pálffy dissi a Lukács «compagno, è tutto finto».

 

orban viktor

L' Ungheria di Orban è una conseguenza di quel fallimento?

«Orban somiglia a Erdogan e copia Putin. Il j' accuse anti Soros è un' idea russa. Gli ungheresi odiano essere associati ai russi, il 70% vuole l' Europa anche se sostiene questo governo.

Orban è un leader senza ideologia: illiberale, non totalitario».

 

ERDOGAN 2

L' Europa è una risposta sufficiente per superare il 900?

«L' Europa non ha preso sul serio il suo compito, l' idea del salto nel futuro è falsa: non bisogna saltare ma affrontare il conflitto tra centro e periferia smettendola di pensarsi felici.

 

L' allargamento è stato positivo, ma non si sono capiti i problemi dell' est, le ferite del passato. Non basta difendere le democrazie liberali: l' occidente deve considerare anche quelle illiberali, la sua contraddizione».

 

VLADIMIR PUTIN

L' occidente ha capito cosa è stato il comunismo applicato?

«I paesi con forti partiti comunisti, l' Italia e la Francia, si sono tenuti a distanza, pur essendo pagati da Mosca. Il problema con il comunismo, anche con quello anti-totalitario alla Luxemburg, è la proprietà privata: quando inizi ad abolirla finisci al totalitarismo, perché possedere è un bisogno umano».

 

Quali altri sono i bisogni umani nel mondo post-ideologico?

«Iniziai questa querelle con Marcuse, quando lui parlò di bisogni buoni e cattivi. Chi definisce i bisogni veri o falsi? Tutti i bisogni vanno riconosciuti come degni anche se non devono essere per forza soddisfatti».

la rivoluzione russa la rivoluzione russa 100 anni della rivoluzione russala rivoluzione russa la rivoluzione russalenin e la rivoluzione russa la rivoluzione russa la rivoluzione russa la rivoluzione russa guardie rosse a cavalloPRIMA GUERRA MONDIALE VITA IN TRINCEA DEI SOLDATI TEDESCHI

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO