GALLINA VECCHIA FA ANCORA BUON SESSO – LA SERIE NETFLIX “INGANNO”, CON UNA SCATENATISSIMA E NUDISSIMA MONICA GUERRITORE, HA SCARDINATO IL PRECONCETTO CHE GLI UOMINI GIOVANI NON VOGLIANO TROMBARE DONNE MATURE: IN REALTÀ, SECONDO IL GINTUX REPORT 2024, CIRCA IL 48% DELLE DONNE SINGLE TRA I 40 E I 60 ANNI FREQUENTA UOMINI PIÙ GIOVANI. MA PERCHÉ TANTO STUPORE? IL PROBLEMA SONO I PREGIUDIZI SUL SESSO DOPO I 50 ANNI: SI PENSA CHE LE DONNE PERDANO IL DESIDERIO SESSUALE CON LA MENOPAUSA, MA…

 

Da www.adnkronos.com

 

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Chi in questi giorni ha avuto modo di vedere l’ultima serie Netflix ‘Inganno’ con Monica Guerritore come protagonista si sarà posto più o meno le stesse domande. Una proprietaria di un albergo di lusso in Costiera Amalfitana a Salerno, pur avendo 60 anni, può avere una relazione con un uomo più giovane senza che il suo potere economico giustifichi l’attrazione nei suoi confronti? E la menopausa? E le rughe? Possibile che tutto ciò non la freni?

 

Neanche il tempo di cercare le risposte, che ad amplificare questi dubbi arriva ‘Babygirl’, il prossimo film con Nicole Kidman (a cinema in Italia da gennaio) che, da amministratrice delegata di un’azienda di successo intrattiene una relazione sessuale con il suo giovane stagista

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La riflessione si amplia e arriva fino al più primordiale degli assunti: il sesso è ancora un gioco di potere e noi continuiamo a sorprenderci che chi manovra la giostra possa indossare i tacchi a spillo. Ma andiamo con ordine.

 

“Oltre le gambe c’è di più”

Il grande e piccolo schermo si è adattato al “progresso” sociale e ha man mano scardinato i tradizionali ruoli per fare spazio a figure completamente lontane da quelle alle quali per decenni siamo stati abituati. Sono sempre più le pellicole nelle quali si può assistere a donne che posseggono il ruolo di potere e che lo usano, e sfruttano, a proprio piacimento o vantaggio.

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Tra le ultime rappresentazioni in cui il vertice è occupato da quei tacchi a spillo e cervello colmo di sensibilità e intelligenza troviamo i due prodotti audiovisivi “Inganno”, miniserie Netflix con Monica Guerritore e Nicole Kidman in ‘Babygirl’.

 

Le due donne hanno poco in comune se non le qualifiche, le competenze e le capacità per occupare le proprie posizioni professionali. Ma, soprattutto, sono entrambe innamorate, affascinate, catturate o comunque ammaliate da uomini più giovani. Il problema? Il sesso dopo i 50 anni, rappresentano nella sua naturalezza, e “l’assurdo paradosso” che ne è derivato: non è normale poter essere desiderate dopo una certa età.

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Sia la serie Netflix ‘Inganno’ che il film ‘Baby Girl’ di A24 propongono uno stereotipo al contrario, ma pur sempre uno stereotipo: una relazione sbilanciata, considerata “fuori dalla norma”, della quale approfondire la psiche, le cause e le conseguenze, perché altrimenti completamente ingiustificata.

Tralasciando le critiche e gli apprezzamenti che i due prodotti artistici hanno raccolto dagli esperti del settore, proviamo a rispondere alle domande che hanno generato.

 

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Il potere giustifica l’attrazione?

A vedere i protagonisti maschili nella serie e nel film non ci sarebbe da meravigliarsi e neanche sarebbe necessario trovare giustificazioni al perché le due protagoniste siano attratte da loro… Eppure, si è reso naturale considerare assurdo il contrario.

Secondo il Gintux Report 2024 sulle relazioni eterosessuali con importanti differenze d’età è circa una su 4 che si classifica come “relazione cougar“. Il termine è comunemente usato per descrivere donne mature che escono con uomini più giovani. E dal report emerge che circa il 48% delle donne single tra i 40 e i 60 anni frequenta uomini più giovani. I partner maschi, nelle relazioni con donne più anziane, spesso apprezzano la maturità, l’intelligenza e l’indipendenza delle loro partner. E non tutte quelle che hanno partecipato al sondaggio sono protagoniste di successo in pellicole cinematografiche.

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Menopausa e desiderio sessuale: quale legame?

Dall’altro lato, poi, c’è il “problema” della menopausa. Abbiamo così chiesto a Monica Calcagni, dottoressa e ginecologa “pop” che sui social vanta centinaia di migliaia di follower e che dialoga ogni giorno con l’universo genitale e psicologico femminile, perché la fine delle mestruazioni sia considerata un peso sia fisico che sociale.

Nel suo ultimo libro “Più donna, meno pausa” la dottoressa affronta proprio la questione della “fine del flusso mestruale” e di come sia diventata una tappa che segna inesorabilmente il declino della femminilità, quando in realtà è esattamente il contrario. La fine del ciclo mestruale segna “un nuovo inizio, un capitolo che, se ben affrontato, ci permette di essere ancora più forti, sicure di noi stesse e pronte a fare la differenza”. Il problema è che la menopausa è ancora un argomento poco trattato, quasi sconosciuto alle donne stesse.

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Dottoressa, ma questa fase della vita segna davvero la fine dei desideri sessuali di una donna?

“In menopausa le donne possono avere un calo del desiderio – ci ha spiegato la dottoressa Calcagni –. Questo è dovuto al cambiamento ormonale con la riduzione degli estrogeni e del testosterone”. Ma, aggiunge la dottoressa, “c’è l’idea sbagliata che una donna in menopausa sia da batture, vecchia e con i capelli bianchi. Invece la donna in menopausa è attiva, ancora giovane e ha imparato a prendersi cura dei suoi genitali. In età adulta o no, l’attività sessuale comporta sempre dei benefici: aumenta l’autostima e rallenta l’invecchiamento. Inoltre, il sesso permette alla coppia di ritrovarsi e, in alcuni casi, anche di riscoprirsi. Ecco perché si possono fare nuove conoscenze e, perché no, anche con uomini più giovani”. E conclude, sorridendo: “Sapete che vi dico? Io dico sì al sesso a tutte le età. Ci mantiene in forma e si bruciano anche molte calorie!”.

 

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Perché se lo fa un uomo è normale?

Il motivo per il quale si considera anormale che una donna più grande stia con un uomo più giovane è un fattore principalmente culturale. Essendo abituati a considerare le relazioni, nella maggior parte dei casi, come una progettualità legata alla costruzione di una famiglia, lo stereotipo nasce da una questione di fertilità: la donna, intorno ai 35 anni, inizia a perdere la sua capacità di concepire, a differenza di un uomo, il cui funzionamento, a fini procreativi, dei propri organi genitali persiste anche negli anni successivi.

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“Nei primi dieci anni di matrimonio, le persone segnalano livelli più alti di soddisfazione coniugale quando il partner è più giovane“, ha spiegato Grace Lordan, professore associato di scienze comportamentali alla London School of Economics, in un’intervista alla Bbc. “Tuttavia, nel tempo, la soddisfazione delle coppie di età diverse diminuisce più di quella di coppie con partner di età simile. Come la probabilità che le coppie di età simile divorzino è inferiore”.

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Fare coppia con qualcuno della stessa età, quindi, rende la relazione potenzialmente valida a durare a lungo. Eppure, nel 1900, la differenza di età media tra le coppie era circa il doppio di quella del 2000 e poteva variare tra i 20 e 10 anni.

 

Storicamente le persone (in particolare quelle delle classi economiche medio-alte) avrebbero avuto molte più probabilità di sposare qualcuno molto più giovane di loro, soprattutto se il più grande era di genere maschile. Le ragioni di questo fenomeno potevano essere sia biologiche che economiche. Se un uomo di 50 anni avesse voluto avere figli, non sarebbe stato nel suo interesse legarsi affettivamente ad una donna della sua stessa. E finché nella società erano gli uomini a governare il potere economico nella maggior parte dei settori, la scelta di legarsi con una donna molto più giovane restava quella più opportuna.

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Potremmo giustificare così la normalità del vedere una donna giovane con un uomo più grande e l’anormalità di vedere il contrario: il gioco di potere era nelle mani degli uomini e si è finito con il dare per scontato che fossero gli unici titolati a giocarci.

Tuttavia, un legame di coppia non si può basare solo sulla genitorialità, sulla fertilità, su chi possiede il potere economico e culturale di una società. Fare coppia con qualcuno significa anche condivisione, bene, stima e rispetto reciproci, indipendentemente dall’età. E oggi, rispetto al passato, è ancora possibile sperare che ciò valga per tutti.

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