stasi

LE PRIGIONI DI STASI - IL RAGAZZO, CONDANNATO PER AVER UCCISO LA SUA FIDANZATA, IN CELLA CHIEDE DI SPEGNERE LA TV: “NON VOGLIO SAPERE COSA DICONO DI ME” - ''NON ME LO ASPETTAVO, IO NON HO UCCISO CHIARA, ERO TRANQUILLO”

Giuseppe Fasano e Pierpaolo Lio per il "Corriere della Sera"

 

STASISTASI

In piedi, occhi bassi e mani in tasca. Alberto Stasi comincia dal suo ultimo momento di speranza, il punto esatto in cui la parola «innocente» sembrava ancora possibile. «Non me l' aspettavo. Giuro che proprio non me l' aspettavo. Anche il procuratore generale aveva chiesto l' assoluzione. Io non ho ucciso Chiara, ero tranquillo...».

 

Poi il mondo che si capovolge: «Quando mi hanno detto della condanna ero dall' avvocato. Non sono nemmeno passato da casa a prendere il necessario. Mi sono immaginato la ressa di giornalisti davanti al cancello, il muro di telecamere, il solito clamore. E allora ho preferito venire qui direttamente».
 

Qui. Nel carcere di Bollate, cella 315 del reparto I, terzo piano, luogo di partenza dei suoi 16 anni di condanna per aver ucciso Chiara Poggi (la sua fidanzata) la mattina del 13 agosto 2007.
 

Davanti al consigliere regionale che alle undici passa a trovarlo c' è un ragazzo «abbattuto e dimesso». Faccia stanca di chi ha dormito poco o nulla.
 

GARLASCO STASI POGGIGARLASCO STASI POGGI

«Com' è andata la prima notte?» chiede il suo interlocutore. E lui: «Veramente non è la prima volta, in carcere c' ero già stato ma non mi ricordavo com' era, sono passati più di otto anni... però anche allora mi avevano rilasciato al quinto giorno, avevano analizzato il sangue (era il Dna di Chiara trovato sul pedale della sua bicicletta, ndr ) e alla fine avevano capito di avere davanti un innocente». Il chiodo batte sempre sullo stesso punto: sono innocente, questa sentenza è ingiusta.
 

Nel penitenziario-modello di Bollate le celle non sono piccole. Stasi condivide la sua con altri tre detenuti, un italiano e due montenegrini. Quand' è arrivato, sabato, ha chiesto a tutti un unico favore: «Vorrei non guardare in televisione i programmi che parlano di me.
Non voglio vederne nessuno. Si può?». Quasi una preghiera.
 

alberto stasialberto stasi

Alberto non vuole sapere che cosa dicono di lui oltre le barriere del carcere, non ha più importanza, non vale più neanche la pena di arrabbiarsi per le interpretazioni fuori luogo, per un titolo sbagliato, per il saccente di turno che parla di lui e del processo senza aver mai letto nessuna carta. «Ve lo chiedo per favore» ha implorato i nuovi compagni delle sue giornate. E loro hanno capito, hanno evitato qualunque notizia o trasmissione sul caso Garlasco.
 

«Tua mamma?» chiede il consigliere cambiando argomento. «L' ho chiamata, la vedrò domani (oggi, ndr )». Pausa. Nodo in gola e poche altre parole, «la mamma ora è sola...». Il politico regionale lo vede in difficoltà, così emozionato da essere sul punto di piangere. E allora cambia di nuovo la direzione del discorso.

CHIARA POGGI GARLASCOCHIARA POGGI GARLASCO

 

Gli chiede del futuro, di come immagina tutto quel tempo dietro le sbarre. «Devo ancora capire, non riesco a credere di essere qui» dice. «Ero convinto che sarebbe finita bene e non ho avuto il tempo di pensarci né di preparare niente, domani la mamma mi porterà un po' di cose, magari vado in biblioteca a prendere un libro, vedrò come devo organizzarmi, cosa fare...».
 

GENITORI DI CHIARA POGGIGENITORI DI CHIARA POGGI

La vita in carcere è una sequenza di azioni che si ripetono identiche ogni santo giorno, di orari sempre uguali per fare questo o quello. Si pranza alle 11, si cena alle 17, le celle sono aperte dalle otto del mattino alle otto di sera. Si può passeggiare nei corridoi, andare in palestra, in biblioteca, appunto. Ma ieri mattina era troppo presto per fare qualsiasi cosa che non fosse parlare, raccontare, sfogarsi. Consegnare a qualunque sconosciuto fosse arrivato quella parola che Alberto ripete da sempre: innocente, io sono innocente.
 

CHIARA POGGI CHIARA POGGI

Prima di costituirsi, sabato, aveva affidato all' avvocatessa Giada Bocellari (che lo aveva accompagnato fino al portone del carcere) un saluto a «tutti quelli che si sono occupati umanamente e professionalmente di questa triste vicenda». «Grazie, vi voglio bene» aveva chiesto di far sapere. Poi lei aveva seguito la sagoma di quel ragazzo fino a vederla sparire dietro il portone. Per i prossimi 16 anni.

CHIARA POGGI CHIARA POGGI delitto garlasco04 alberto stasidelitto garlasco04 alberto stasi

 

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…