pistola eagles of death metal pistola bataclan

TRE MESI DOPO LA STRAGE DEL BATACLAN, GLI “EAGLES OF DEATH METAL” TORNANO A SUONARE A PARIGI E PORTANO UN MESSAGGIO DISTENSIVO: “TUTTI DEVONO AVERE UN’ARMA” - IL LEADER DELLA BAND, JESSE HUGHES: “LIMITARE LE ARMI HA FORSE FERMATO LA MORTE DI UNA SOLA FOTTUTA PERSONA AL BATACLAN?"

1 - UN AMERICANO E I CATTIVI AL BATACLAN

Da “il Foglio”

 

jesse hughes degli eagles of death metaljesse hughes degli eagles of death metal

Qualche anno fa, per spiegare, e un po’ giustificare, la ritrosia degli americani nel rinunciare alle armi e al secondo emendamento, il grande scrittore Tom Wolfe disse: “Le armi hanno un’importanza essenziale nella loro visione del mondo. Amano la caccia e le loro armi, e credono, forse a ragione, che il solo modo per insegnare a un ragazzo come uccidere homines loquaces in battaglia è quello di portarlo a cacciare gli animali”.

 

E’ quello che ha detto, in maniera meno poetica ma con la stessa efficacia, con la voce rotta dal pianto, Jesse Hughes, il leader degli Eagles of Death Metal, la band californiana che suonava al Bataclan al momento dell’attacco dell’Isis il 13 novembre. “Non posso permettere che i cattivi l’abbiano vinta”, dice Hughes, alla tv francese iTélé.

eagles of death metal al bataclan poco prima degli attacchieagles of death metal al bataclan poco prima degli attacchi

 

“La legge francese che limita le armi ha forse fermato la morte di una sola f… a persona al Bataclan? Se qualcuno può affermarlo lo ascolterò, ma io non ci credo”, ha spiegato Hughes. “So che molte persone non saranno d’accordo con me ma le armi possono rendere le persone uguali, o almeno così avrebbe potuto essere quella notte. Finché più nessuno avrà una pistola, tutti dovrebbero averne una. Perché non ho mai visto morire una persona che aveva una pistola, e voglio che tutti possano averne una. Ho visto morire persone che forse avrebbero potuto vivere”.

 

eagles of death metal tornano al bataclaneagles of death metal tornano al bataclan

E ancora: “Credo che l’unica cosa che sarebbe servita sarebbero state delle persone coraggiosissime che si fossero buttate verso la morte con delle armi in pugno”. Il volto della giornalista di iTélé diceva tutto dello smarrimento europeo di fronte a questa cultura americana impersonata anche dal compianto Antonin Scalia, il magistrato che alla Corte suprema difese sempre il diritto di portare armi. Perché in America il possesso di un fucile non è il prodotto di una cultura bullista, piuttosto è collegato al principio intangibile della libertà personale garantito dalla Costituzione in vigore da tre secoli.

 

EAGLES OF DEATH METAL EAGLES OF DEATH METAL

Ci parla dello stato dal quale i cittadini non si abbeverano per cercare protezione e felicità, di un senso del sacro che affiora in tutto il suo tragico e insolubile paradosso, del terrore che è una spia della fragile umanità, del male che esiste e che fa parte di noi, dello studente che a Columbine fece strage di angeli come dei jihadisti dell’Isis che hanno sterminato altri angeli in un teatro parigino in nome del Profeta.

 

Il fatto che in Europa la gente comune fosse “disarmata” era visto da molti Padri fondatori americani, tra cui Benjamin Franklin, come un “segno di sottomissione”. Al Bataclan, lo Stato islamico ha celebrato la sua di soumission. E il cantante degli Eagles of Death Metal, con la sua barba folta, la voce arrochita e una cultura da middle America, ci ricorda che il male o lo combatti o ti distrugge.

bataclanbataclan

 

 

2 - «TUTTI DEVONO AVERE UN' ARMA» MA IN EUROPA È ANCORA TABÙ

Paolo Guzzanti per “il Giornale”

 

«Ormai negli Usa giro sempre armato» dichiara il cantante Jesse Hughes arrivato a Parigi per «finire questo spettacolo». Si riferiva allo spettacolo interrotto la sera del 13 novembre al Bataclan, quando più di cento esseri umani furono macellati come tonni nelle tonnare. Nessuno di loro aveva un' arma. Gli «Eagles of Death Metal» sono tornati ieri sera dalla California per finire all' Olympia di Parigi quel che erano stati costretti ad interrompere nell' inferno senza fine di quella notte. Ieri, coloro che si erano salvati sono potuti entrare gratuitamente per chiudere un ciclo, fermare le lancette dell' inferno.

ARMI USA 2ARMI USA 2

 

L' affermazione di Jesse Hughes scopre il nervo sensibile della differente mentalità degli americani e degli europei rispetto alle armi. Dopo la strage di San Bernardino in California il 3 dicembre scorso, quando Syed Farook (cittadino americano) e la sua moglie pachistana Tashfeen Malik uccisero quattordici innocenti in un campus, il presidente Barack Obama, cui seccava ammettere la natura islamica dell' attacco, puntò il dito sulla scandalosa diffusione delle armi negli Stati Uniti d'America. Tutto il mondo europeo applaudì e fece eco: gli americani, gridarono in coro, sono dei veri pazzi, comprano le armi al supermercato e vanno a fare il picnic con la mitragliatrice, finché un adolescente che ha preso brutti voti sale sul campanile e fa una strage.

 

ARMI USAARMI USA

Obama non è stato affatto ascoltato dagli americani. La strage di San Bernardino aveva purtroppo dimostrato che una o più persone armate possono uccidere esseri inermi senza alcun contrasto. Risultato, milioni di americani corsero a comprare un' arma, colpiti dalla sindrome dell' agnello: questa volta non permetterò al lupo di scannarmi impunemente.

 

In Europa la questione del porto delle armi si è ideologizzata: chi ama le armi è di destra, chi è contro di sinistra. Quella della divisione manichea fra bontà e cattiveria non è una buona strada. Esiste certamente il tipico delitto del pazzo sul campanile ma esiste anche questa terribile eventualità: che vi troviate in un teatro, su un treno, in un parco, al mercato e qualcuno decida di considerarvi bestiame da macello.

 

armi facili in Usaarmi facili in Usa

Per spargere il terrore in una campagna che è ideologica (l'odio fondamentalista per noi occidentali come siamo e come viviamo) e anche militare. L'Isis occupa uno Stato geografico al quale molte nazioni hanno dichiarato guerra e noi tutti siamo potenzialmente un bersaglio militare, come i parigini che erano andati al Bataclan. Che fare? Alfano ha schierato divisioni di fanteria fra giornalai e farmacie, scuole e cinematografi, ma abbiamo qualche dubbio sul fatto che questa esibizione costituisca un deterrente antiterroristico.

 

Torniamo per un attimo negli Stati Uniti d' America. Che cosa c' è nel Dna di quel Paese per quanto riguarda le armi? Chi ama il cinema americano già lo sa: la frontiera, la sopravvivenza, la necessità di proteggersi, persino il femminismo delle donne singole con una Colt Cobra nella borsa.

 

ARMI IN THE USA ARMI IN THE USA

Ma c'è anche un motivo costituzionale e patriottico, per noi difficile da capire: la Costituzione americana, con il suo Secondo Emendamento, dichiara che i cittadini sono tutti «partigiani in armi» contro ogni possibile colpo di Stato, invasione, tirannia. Le serie televisive americane abbondano su questo soggetto: gli Stati Uniti sono invasi da forze esterne (aliene o terrestri poco importa) e organizzano una resistenza come quella europea contro i nazisti.

 

L' arma personale è cioè vissuta prima di tutto come un diritto politico. Negli Stati Uniti è poi sempre vivissima una fronda antistatale, partigiana e montagnarda delle varie militiasche vivono fra i monti insieme ai trappers che predano castori e lontre e grandi e saggi indiani alti due metri immersi in inesplicabili sogni.

 

OBAMA ARMI USAOBAMA ARMI USA

L' Europa ha faticato a disarmarsi. L'Unione Europea è stata, si può dire, inventata per impedire che francesi e tedeschi tornassero a darsele sulla Marna o sulla frontiera belga come hanno fatto dal 1870 al 1945. La Spagna è stata devastata negli anni Trenta da una guerra civile che non conosceva pietà né riconosceva innocenti. La guerra civile in Italia ha lasciato lunghe strie di sangue sulle quali ancora riverberano odio e rimozione.

 

La Francia ha avuto la sua losca avventura a fianco del nazismo con il super-collaborazionista regime di Vichy e poi le durezze patriottiche del maquis. L'Europa dunque ha svenato e si è svenata molto, cosa di cui ormai pochi hanno memoria. Da noi Mussolini aveva assegnato ad ogni bambino un libro e un moschetto per farne un fascista perfetto e ancora molto tempo dopo la fine della guerra le armi continuavano a crepitare come nel triangolo della morte dell' Emilia.

 

EDITORIALE DEL NEW YORK TIMES CONTRO LA DIFFUSIONE DELLE ARMI NEGLI USAEDITORIALE DEL NEW YORK TIMES CONTRO LA DIFFUSIONE DELLE ARMI NEGLI USA

La questione dell'\autodifesa di fronte ad attacco come quello del Bataclan resta irrisolta. Tutti pensano, ragionevolmente, che se almeno uno degli spettatori del Bataclan, meglio se venti, avesse avuto in tasca una Beretta, i morti ci sarebbero stati comunque, ma il bilancio sarebbe diverso.

E allora? Dare ragione a Jesse Hughes e passare in armeria dopo aver ottenuto una regolare licenza?

 

O fare assegnamento sulle forze dell' ordine? Sulle ceneri di Auschwitz gli ebrei francesi vergarono col carbone un cartello che diceva «Jamais plus ça», non accadrà mai più, la mattanza non ricomincerà. Molti pensano oggi che se gli ebrei avessero avuto le armi avrebbero potuto vender cara la loro pelle come fecero gli ebrei di Varsavia. Non lo sappiamo. Non lo sapremo mai perché riguarda il passato.

 

Ma oggi abbiamo davanti presente e futuro da affrontare senza verità precostituite. Quando vidi a dicembre le file di persone miti e deboli davanti alle armerie americane, vedendo i loro volti capii il messaggio: forse mi ucciderai comunque, ma non senza pagarne il prezzo.

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE! OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE) – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE  - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...