casamonica

CASAMONICA, CASA BELLA  – I BAGNI D’ORO, LE TIGRI, I LEOPARDI: L’ESTETICA DEL CLAN SINTI È SOLO L’ULTIMO ESEMPIO DELLA PASSIONE DEI BOSS PER L'ULTRA KITSCH - I RUBINETTI D’ORO DI TONY ACCARDO, LE BELVE VERE DI PABLO ESCOBAR E LA VILLA DA “MILLE E UNA NOTTE” DI AMADO FUENTES – ALFREDO “EL NEGRO” DURAGO SI ERA FATTO FARE ADDIRITTURA UNA REPLICA DEL PARTENONE DA 20MILA METRI QUADRATI (ALTRO CHE LE VILLE DEL QUADRARO)

Maurizio Stefanini per “Libero Quotidiano”

 

interni delle ville dei casamonica 3

Sono i rubinetti d' oro la cosa che ha più colpito, delle immagini passate in tv sulle otto villette sequestrate ai Casamonica al Quadraro. Nei lavandini e negli idromassaggi. L' oro nei sanitari lo amava anche Pablo Escobar, specie nelle docce.

 

Rubinetti d' oro stavano nella famosa villa di 22 stanze di Tony Accardo, il boss di Chicago che aveva incominciato con Al Capone. Cinque bagni con rubinetti d' oro luccicavano a nella villa sequestrata al clan Mazzaferro a Bardonecchia nel 2009. Più in generale, lo storico John Dickie nel suo libro sulla storia della mafia siciliana ha scritto che negli anni '70 «l' afflusso dei proventi della droga dagli Stati Uniti installò rubinetti d' oro in minuscole case contadine».

 

salvini sulla ruspa alla demolizione della villa dei casamonica 3

Insomma, si tratta di una icona abbastanza diffusa di quello che potremmo definire "gusto mafioso". Di oro, peraltro, i Casamonica avevano anche una culla in stile Luigi XVI, un trono, un cavallo rampante, specchiere, candelabri.

 

Però, forse più che dal versante della materia prima, ancora più importante nel "gusto mafioso" rimbalza la preziosità dell' impianto idrico in sé. E un altro elemento in comune sono le belve: anche se le tigri e i leopardi dei Casamonica erano simbolici, solo in ceramica. Pablo Escobar li aveva invece veri, anche se un po' tutto nella vicenda dello "Zar della Cocaina" del Cartello di Medellín è su una scala molto più grande, rispetto al clan sinti della periferia romana.

IL TRONO DEI CASAMONICA

 

LE PROPRIETÀ

Erano infatti oltre 500 le proprietà a lui attribuite: sparse tra Colombia, Messico, Panama e Stati Uniti, e per lo più intestate a una quantità di prestanome, e soggette dunque a sorti diversissime. La Hacienda Nápoles di Medellín, ad esempio, è diventata uno Zoo Safari. Quella di Tulum, in Messico, un hotel di lusso dove si può dormire al prezzo di 500 dollari a notte. L' Edificio Mónaco di Medellín e la Finca La Manuela sono invece in abbandono dopo essere stati entrambi semidistrutti da attentati all' esplosivo del Cartello di Cali: come la villa di Isla Grande, anche senza attentati.

 

Quella di Miami è stata invece acquistata da privati che l' hanno poi distrutta per verificare se davvero nelle fondamenta fosse nascosto un tesoro. Ma la più emblematica era "La Catedral": il carcere di superlusso che lui stesso si era fatto costruire per esservi recluso, dopo aver trattato la resa con le autorità colombiane.

 

pablo escobar 3

Rimase un anno in quella sorta di residence dotato di discoteca, sauna, sala biliardo, centro fitness, angoli bar di classe, camere comode e spaziose, arredamento di design, un campo da calcio, un ufficio personale. Ma anche lì una cosa a cui Escobar teneva particolarmente erano le Jacuzzi e una cascata naturale.

 

D' altra parte nei 3000 ettari della Hacienda Nópoles c' erano ben 27 laghi artificiali e 3 zoo con 1500 animali, oltre a due piste di atterraggio per elicotteri e alla pista di motocross più grande di tutta l' America Latina. Le riproduzioni le aveva di dinosauri: in una sorta di Jurassic Park, a grandezza naturale.

gli interni delle ville dei casamonica 11

 

Insomma, un megalomane di notevole levatura, capace di prendere un aereo personale per andare a gustare una specialità gastronomica nel suo Paese di origine. Ma, in fondo, non un buzzurro. Tra i Casamonica quella profusione di vasi, soffitti stuccati o dipinti a grottesche, scale di marmo, colonne rivela un gusto tra il rococò e il liberty pesantemente dozzinale.

 

Escobar per la Catedral si fece mandare invece mobili e piastrelle sì dall' Italia: ma del nostro miglior design nazionale, e non certo commissionato ai fornitori dei Casamonica. Per i bar prediligeva uno stile futurista, ai divani stile Impero dei Casamonica preferiva le pelli di zebra, e poi aveva cura che le sue abitazioni fossero sempre rifornite di fiori freschi: essendo dopo tutto il suo Cartello associato a una città che ne produce tra i migliori del mondo. Nota di cultura: aveva anche una collezione di lettere di Manuela Sáenz, l' amante di Simón Bolívar, al Libertador. E alle pareti voleva quadri di Dalí, Picasso e Botero.

 

gli interni delle ville dei casamonica 13

Dalla Colombia al Messico, anche il famoso "Capo dei Capi" Marcos Arturo Beltrán-Leyva aveva in casa due leoni veri, due tigri e due pantere, oltre a un ippopotamo; e anche lui aveva nel mezzo della villa una piscina e una sauna a forma di grotta cui si accedeva attraverso un ponte sospeso. Una impressione da Indiana Jones, ulteriormente accresciuta da una ricchissima collezione di reperti di varie culture da fare la gioia di un antropologo. Ma all' oro preferiva raffinate rifiniture in pietra e legno.

 

LA PISCINA

gli interni delle ville dei casamonica 12

Jacuzzi, piscina per adulti e piscina per bambini stavano anche nella villa di Joaquín Archivaldo Guzmán Loera: "El Chapo Guzmán" ora sotto processo a New York, il narco che era riuscito a entrare nella classifica Forbes dei miliardari. E anche lui aveva uno zoo privato con pantere, coccodrilli, tigri e orsi: tra l' altro disegnato dal suo architetto di fiducia, specialista anche in tunnel, con cui aveva messo in comunicazione ben sei differenti abitazioni.

 

Il suo gusto di arredamento però era moderno: mobili molto raffinati ma essenziali, stile resort. E aveva persino una collezione di arte, di cui però non è filtrato molto: quel po', fa intendere che in quadri aveva invece un gusto alla Casamonica.

il tesoro di el chapo 4

 

Ancora in Messico Amado Carrillo Fuentes, "il Signore dei Cieli". Famoso per l' idea di contrabbandare cocaina con una flotta da 720 aerei da turismo, si era fatto fare una villa con cupole a cipolla stile Aladino, che infatti era stata ribattezzata "Mille e una notte". Gusti e metodi insomma estrosi, come fu estrosa la sua morte: durante un intervento di chirurgia plastica per farsi cambiare la faccia in modo che la Legge non potesse più riconoscerlo.

 

gli interni delle ville dei casamonica 8

Alfredo "el Negro" Durazo: lui si era fatto fare addirittura una replica del Partenone da 20.000 metri quadrati, oltre a una copia pure personale della famosa discoteca newyorkese Studio 54 e a un cinodromo. Tutto sommato, la villa di Al Capone a Miami Beach era più sobria, nel suo stile coloniale. Però pure lui aveva voluto concedersi una "chicca" idraulica: una piscina di acqua salata collegata direttamente al mare, che si alzava e scendeva con le maree.

gli interni delle ville dei casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 4il tesoro di el chapo 2ARRESTO DI CHAPO GUZMANel chapo 1il tesoro di el chapo 1gli interni delle ville dei casamonica 19il tesoro di el chapo 3il tesoro di el chapola culla d'oro del piccolo casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 7gli interni delle ville dei casamonica 10pablo escobar 2interni delle ville dei casamonica 2Sebastián Marroquín e il padre pablo escobargli interni delle ville dei casamonica 6gli interni delle ville dei casamonica 5la culla d'oro del piccolo casamonicablitz contro i casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 2gli interni delle ville dei casamonica 3

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!