visti russi in europa

E CHI S'È VISTO S'È VISTO - I MINISTRI DEGLI ESTERI DELL'UE HANNO RAGGIUNTO UN ACCORDO SULLA SOSPENSIONE DELL'ACCORDO CON LA RUSSIA DEL 2007 PER LA FACILITAZIONE DEI VISTI - NON È UNO STOP TOTALE: SARÀ SOLAMENTE PIÙ COMPLICATO E COSTOSO OTTENERLI (QUINDI ARRIVERANNO SOLO I RICCONI IN EUROPA) -  MOSCA: "SE A BRUXELLES HANNO DECISO DI SPARARSI ANCORA UNA VOLTA A UN PIEDE È UNA LORO SCELTA…"

VISTI RUSSI IN EUROPA

1. MOSCA, SUI VISTI DECIDEREMO RISPOSTE CHE UE NON SI ASPETTA

(ANSA) - La decisione dell'Ue di sospendere il regime agevolato di rilascio dei visti con la Russia "non rimarrà senza conseguenze", in risposta Mosca "deciderà se le misure saranno simmetriche, asimmetriche o altre che in Ue non si aspettano. Se a Bruxelles hanno deciso di spararsi ancora una volta a un piede è una loro scelta". Lo ha detto a RIA Novosti il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko.

 

2. UCRAINA, INTESA UE SU STOP ACCORDO VISTI CON LA RUSSIA

Da www.adnkronos.com

VISTI RUSSI IN EUROPA

 

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno raggiunto un accordo sulla sospensione dell'accordo con la Russia del 2007 per la facilitazione dei visti. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Josep Borrell. La sospensione dell'accordo serve a prevenire lo "shopping dei visti" da parte di cittadini russi che cercano di entrare nell'Unione Europea attraverso Paesi membri con regole meno severe.

TURISTI RUSSI ALLA FRONTIERA UE

 

La decisione arriva dopo settimane di pressione da parte dei Paesi membri confinanti con la Russia per fermare l'arrivo di cittadini russi in possesso di visti Schengen. La sospensione dell'accordo rende la procedura di ottenimento del visto più complicata, costosa e burocratica, oltre ad allungarne i tempi.

 

3. ADDIO VISTI FACILI AI RUSSI, MA UE NON CHIUDE PORTA

Mattia Bernardo Bagnoli per l’ANSA

 

VISTI RUSSI IN EUROPA

L'Unione Europea sospenderà l'accordo di facilitazione per l'ottenimento dei visti firmato con la Russia nel 2007. La decisione - per ora solo politica, dunque tutta da innervare nel corpo giuridico dell'Ue - è stata presa dai 27 ministri degli Esteri nel corso del consiglio informale di Praga, confermando quel punto di caduta tra i falchi (ovvero i Paesi limitrofi, che avrebbero voluto di più) e le colombe (Francia e Germania in primis, ma anche Italia e Spagna) già trapelato alla vigilia del vertice.

 

TURISTI RUSSI ALLA FRONTIERA UE

 Il compromesso mantiene viva l'unità europea, giudicata un valore imprescindibile, ma viene visto dagli intransigenti solo come "un primo passo". "Non vogliamo separarci del tutto dalla società civile russa, soprattutto da coloro che sono contrari alla guerra in Ucraina", ha sottolineato l'alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell illustrando i risultati ottenuti dopo i negoziati. "Diversi Stati membri però credono che non si possa continuare col business as usual date le condizioni. Inoltre, da metà luglio, abbiamo osservato un aumento del traffico transfrontaliero dalla Russia e tutto ciò pone un rischio alla sicurezza di questi Paesi", ha notato Borrell.

 

TURISTI RUSSI ALLA FRONTIERA UE

Ecco perché i falchi - dunque i Baltici, la Polonia e la Finlandia - potranno varare "misure nazionali" per la restrizione degli ingressi alle frontiere, seppure "in conformità con il codice Schengen". Ed è un bel bazooka, dato che lo stop ai voli diretti verso l'Ue - i restanti lungo le rotte alternative sono carissimi - ha reso i valichi via terra l'unica opzione possibile per molti russi. La Finlandia, per esempio, ha annunciato che dal primo settembre ridurrà al 10% l'emissione dei visti. Estonia, Lettonia e Lituania già hanno interrotto.

 

turisti russi in italia

Ora è da vedere che misure restrittive prenderanno per chi già possiede visti Schengen. Qui si pare un capitolo separato. Perché i titoli di viaggio validi sono "milioni" e sul pregresso serve una decisione ulteriore, sempre comune. "Chiederemo alla Commissione di studiare la faccenda ed emettere delle linee guida", ha spiegato Borrell. Sia come sia, l'epoca dei visti facili, per i russi, è finita.

 

turisti russi

 Con la sospensione dell'accordo, nota la Germania, "i visti pluriennali saranno limitati, le procedure accelerate eliminate e le domande esaminate in modo ancora più approfondito". Naturalmente tutti i Paesi si dicono concordi nell'assicurare che i visti per ragioni umanitarie saranno sempre rilasciati (attivisti, giornalisti, oppositori).

 

Insomma, alla fine della fiera lo stop totale ai visti turistici per ora non ci sarà. Ma una forte revisione sì. D'altra parte Mosca non ha mai ricambiato le generose condizioni accordate dall'Europa: i visti turistici pluriennali, per chi voleva visitare la Russia, sono ad esempio sempre stati un miraggio.

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