donald trump vladimir putin kirill dmitriev groenlandia

I RUSSI SANNO COME TRATTARE TRUMP: LO BLANDISCONO E GLI DANNO RAGIONE (PER POI RIFILARGLI IL CETRIOLONE) – KIRILL DMITRIEV, IL NEGOZIATORE DI PUTIN CON GLI USA, HA DEFINITO IL CANADA “IL 52ESIMO STATO AMERICANO, E LA GROENLANDIA IL 51ESIMO”. LA DICHIARAZIONE BEFFARDA ARRIVA MENTRE IL CANADA STA FIRMANDO UNA NUOVA “PARTNERSHIP STRATEGICA CON LA CINA”: “PUÒ IL 52ESIMO STATO AMERICANO FARE QUESTO?” – I VOLENTEROSI EUROPEI DA RIDERE: IL CONTINGENTE SPEDITO IN GROENLANDIA È COMPOSTO DA UNA TRENTINA TRA SOLDATI E “SPECIALISTI DI MONTAGNA”

kirill dmitriev 3

NEGOZIATORE RUSSO, 'IL CANADA 52° STATO DEGLI USA, LA GROENLANDIA IL 51°'

(ANSA) - Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti stranieri e tra i principali negoziatori con gli Stati Uniti, ha definito il Canada "il 52° Stato" degli Usa, con la Groenlandia "il 51°".

 

Dmitriev ha così commentato i piani del Canada per forgiare "una nuova partnership strategica" con la Cina, come detto dal premier Mark Carney oggi durante un incontro con il presidente Xi Jinping a Pechino."Il Canada annuncia la partnership strategica con la Cina - scrive il negoziatore russo su X -. Può il 52° Stato fare questo? (la Groenlandia sarebbe il 51°)".

 

GROENLANDIA: STRATEGIA DI SICUREZZA UE E TRUPPE DA SETTE PAESI EUROPEI

Estratto dell’articolo di Beda Romano per “il Sole 24 Ore”

 

MARK CARNEY - XI JINPING

Dinanzi alle mire americane sulla Groenlandia, la Commissione europea ha annunciato ieri la prossima pubblicazione di una nuova strategia di sicurezza europea. L’annuncio è giunto mentre numerosi Paesi europei hanno deciso di inviare una presenza (simbolica) di truppe nell’isola, sotto sovranità danese.

 

[…] Con l’occasione, il commissario Kubilius ha proposto anche la nascita di «una forza militare europea permanente composta da 100mila soldati». Il tema militare è sempre delicato a livello europeo. Al tempo stesso, cresce la consapevolezza tra i Ventisette di dover unire le forze in una fase storica turbolenta.

 

POLO NORD – BASI ARTICHE – LO SCACCHIERE DELLE POTENZE MONDIALE TRA I GHIACCI

[…]  Sul fronte groenlandese, la signora von der Leyen ha ribadito che l’isola «può contare su di noi, politicamente, economicamente e finanziariamente». Ha ricordato che la proposta di bilancio europeo 2028-2034 prevede «un raddoppio» degli investimenti nella regione. Ha poi notato come «la sicurezza dell’Artico sia una questione centrale della Nato».

 

Ha aggiunto: «Continueremo il nostro lavoro nel campo della sicurezza dell’Artico, con i nostri alleati, i nostri partner, inclusi gli Stati Uniti». Sottolineando la responsabilità della Nato nella regione artica, la signora von der Leyen ha optato per un atteggiamento ancora conciliante con Washington.

 

POST DELLA CASA BIANCA SUI GROENLANDESI

D’altro canto, per ora, anche Copenaghen sta tentando la carta del compromesso con gli Stati Uniti […]. Intanto, però, sette Paesi europei hanno annunciato l’invio di truppe in Groenlandia. La scelta è per lo più simbolica, ma rimane un chiaro segnalo contro le mire americane di annessione.

 

Le forze armate tedesche hanno schierato una squadra di ricognizione composta da 13 persone. La Svezia ha inviato tre ufficiali, la Norvegia due. La Francia ha mandato circa 15 specialisti di montagna, che nei prossimi giorni saranno rinforzati da risorse terrestri, aeree e navali, ha detto il presidente Emmanuel Macron. Un ufficiale britannico si è unito al gruppo di ricognizione. L’Olanda ha annunciato che invierà un ufficiale della marina, mentre la Finlandia invierà due ufficiali di collegamento.

 

I NUOVI VOLENTEROSI PER LA GROENLANDIA. SOLDATI E DETERRENZA

Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

groenlandia donald trump ursula von der leyen

[…] La presenza militare europea può apparire ridicola in termini numerici. La Germania invierà 13 soldati, la Svezia tre ufficiali, la Norvegia due, i Paesi Bassi e il Regno Unito solo uno. Ma il contingente è destinato a crescere. Il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha spiegato che l’obiettivo è “una presenza militare più permanente” in Groenlandia “con un contributo più grande” della Danimarca, ma anche la partecipazione di diversi paesi europei della Nato attraverso un sistema di rotazione.

 

jd vance e donald trump - groenlandia e canada - vignetta by osho

Ieri l’Estonia ha detto che è impegnata nella pianificazione e che è pronta a inviare boots on the ground se richiesto. La Finlandia manderà due soldati. Lund Poulsen ha confermato l’ordine di sparare in caso di invasione. Ma lui e i suoi colleghi sanno che un contingente europeo non sarebbe in grado di difendere la Groenlandia da un’aggressione di Trump.

 

“I soldati non riusciranno a impedire un’invasione da parte degli Stati Uniti. Ma se spareranno agli europei si metteranno contro l’opinione pubblica, il Congresso e lo stesso esercito americano”, spiega al Foglio una fonte europea:

 

proteste in groenlandia contro donald trump

“E’ deterrenza politica con una presenza militare minima”. Fonti della Difesa italiana negano al Foglio l’ipotesi di una discussione sulla partecipazione dell’Italia alla missione.

 

La Danimarca e i suoi alleati europei hanno avuto cura di evitare di presentare l’operazione come una risposta alle minacce di Trump, indicando di voler contribuire a rafforzare la sicurezza dell’Artico, uno degli obiettivi dichiarati del presidente americano.

 

Gli europei vogliono dimostrare che fanno sul serio per proteggere la Groenlandia da Russia e Cina, impegnando risorse sul terreno. Mosca e Pechino “stanno aumentando la loro presenza militare nell’Artico, mettendo a rischio la libertà delle rotte di trasporto, comunicazione e commercio. La Nato non lo permetterà”, ha detto il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius. […]

GIORGIA MELONI GROENLANDIA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA MARK CARNEY - XI JINPING

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...