boris johnson

BORIS LIBERA TUTTI – IL PREMIER BRITANNICO, SMANIOSO DI DISTOGLIERE L'ATTENZIONE DAL "PARTYGATE", ANNUNCIA CHE DA MERCOLEDÌ PROSSIMO, 26 GENNAIO, NON SARANNO PIÙ IN VIGORE LE RESTRIZIONI ANTI-COVID - VIA LE MASCHERINE, VIA ANCHE IL SUPER GREEN PASS, SI TORNA ALLA NORMALITÀ (FINO ALLA PROSSIMA EMERGENZA" - QUESTA VOLTA PERÒ POTREBBE AVERE RAGIONE: LA VARIANTE OMICRON POTREBBE FAR DIVENTARE FINALENTE ENDEMICO IL COVID

 

1 - NEL REGNO UNITO STOP A TUTTE LE RESTRIZIONI ANTI COVID, L’ANNUNCIO DI JOHNSON: NIENTE PIÙ MASCHERINE E GREEN PASS

Da www.open.online

boris johnson

 

Da mercoledì 26 gennaio nel Regno Unito non saranno più in vigore tutte le misure anti Covid che erano state introdotto per contrastare la variante Omicron. Nel pieno della bufera per le polemiche sul partygate, il premier Boris Johnson ha annunciato la decisione ai parlamentare della Camera dei Comuni questa mattina 19 gennaio.

 

Il piano B introdotto a dicembre secondo il premier britannico si sarebbe ormai esaurito. Dalla prossima settimana, quindi, non sarà più obbligatorio indossare la mascherina sui mezzi pubblici e nei negozi. Viene meno anche la raccomandazione alle aziende di incentivare lo smart working, mentre non sarà più necessario il Green pass rafforzato, quello che anche nel Regno Unito certifica l’avvenuta vaccinazione.

 

omicron in gran bretagna

Come aveva anticipato il Times, Johnson sta predisponendo un piano di ridimensionamento della rete di centri di test, dopo che il Tesoro ha chiesto di risparmiare 10 miliardi di sterline. I centri dovrebbero essere chiusi in primavera. BoJo dovrebbe tenere una riunione del governo dopo la promessa di una riduzione sostanziale arrivata ieri dal suo ministro della Salute Sajid Javid.

 

Secondo una portavoce del governo «gli ultimi dati sono incoraggianti, i casi iniziano a diminuire anche se la pandemia non è finita». Ieri la Gran Bretagna ha registrato 94.432 casi, scendendo sotto i 100.000 contagi giornalieri per la prima volta dal 23 dicembre. E sempre ieri il professor Robert Dingwall, già membro della Commissione governativa inglese per le vaccinazioni e le immunizzazioni (Jcvi) e tra i maggiori esperti di sociologia medica e politiche sanitarie, ha spiegato che «il piano è quello di rimuovere tutte le restrizioni, compresi i pass vaccinali, salvo due eccezioni. Potrebbe comunque rimanere il tampone negativo per alcuni casi particolari, così come l’uso delle mascherine: una raccomandazione, non obbligo. Inoltre, è in corso un dibattito sull’obbligo vaccinale imposto agli operatori sanitari».

boris johnson

 

2 - L'OMS, LONDRA E IL CROLLO DEI CASI «VEDONO LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL»

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

La Gran Bretagna potrebbe essere avviata verso la fine della pandemia: lo sostiene anche l'Organizzazione mondiale della sanità, alla luce degli ultimi dati che vedono i contagi scendere in picchiata. «Guardando dal punto di vista del Regno Unito - ha detto David Nabarro, responsabile per il Covid all'Oms - sembra che ci sia la luce alla fine del tunnel». Dunque «è possibile immaginare che la fine della pandemia non sia troppo lontana», ha aggiunto Nabarro, anche se ha messo in guardia che sarà ancora un percorso «accidentato».

 

covid in gran bretagna 1

 È un ottimismo sostenuto in primo luogo dal governo britannico: «Ci sono segnali incoraggianti che i contagi stiano scendendo in tutto il Paese», ha detto il portavoce di Downing Street, aggiungendo che pure i ricoveri e le presenze in ospedale stanno calando o quanto meno si sono stabilizzati. I nuovi casi di Covid sono crollati di oltre il 40 per cento in una settimana: ieri sono stati 94 mila, rispetto a un picco di 190 mila a Capodanno. 

 

covid in gran bretagna 6

Anche i ricoveri giornalieri sono scesi del 6 per cento rispetto all'inizio dell'anno e ormai ci sono solo 623 persone in terapia intensiva per Covid in tutta la Gran Bretagna. I decessi sono tuttavia in aumento (ieri sono stati 434), probabilmente una coda del picco di contagi appena trascorso: e comunque molto lontani dai 1200 al giorno registrati nel gennaio del 2021. È per questo che già in settimana Boris Johnson potrebbe annunciare la fine delle restrizioni introdotte con l'arrivo della variante Omicron alla fine dell'anno scorso. 

 

covid in gran bretagna 8

In particolare, verrebbe abolito il green pass (che qui vale solo per discoteche e grandi eventi) e sospesa la raccomandazione a lavorare da casa. Come unica misura, rimarrebbero le mascherine nei negozi e sui mezzi pubblici: ma già adesso diversi esponenti del partito conservatore reclamano che anche quest' ultima limitazione sia soppressa, in modo da tornare a fine gennaio alla piena normalità. 

 

covid in gran bretagna 4

A marzo sarebbero revocate anche le disposizioni sulla quarantena. Gli scienziati inglesi ritengono che nel corso di quest' anno il Covid potrà essere trattato come un'influenza: «Presto sarà solo una delle cause del raffreddore comune - ha detto il professor Paul Hunter dell'università dell'East Anglia -. Avremo bisogno di richiami di vaccino per i più vulnerabili, ma non vedo la necessità di un uso generalizzato delle mascherine o dei tamponi. Alla fine, vivremo in una società in cui questo virus circola ampiamente, ma non uccide più le persone». 

 

covid in gran bretagna 5

È l'effetto della campagna di vaccinazione, che qui ha visto oltre il 60 per cento degli ultra-dodicenni ricevere già la terza dose, ma anche della scelta di far circolare il virus nella società, in modo da raggiungere in breve tempo un certo livello di immunità di gregge: si stima che oggi il 95 per cento della popolazione britannica abbia anticorpi al Covid. Una strategia che non si è tradotta in un bilancio drammatico di morti: dall'inizio della pandemia, la Gran Bretagna ha registrato meno decessi dell'Italia in rapporto alla popolazione.

 

2. LA PANDEMIA STA FINENDO?

Paolo Russo per "la Stampa"

 

COVID VARIANTE OMICRON

Intravedere segnali di speranza quando da noi si registra il record di contagi da inizio pandemia e si devono contare 434 morti sembra quasi voler fare un esercizio di ottimismo. Ma gettare uno sguardo a quello che sta avvenendo nel resto del mondo occidentale può aiutarci a non cadere troppo in depressione. Eccezioni Germania e Israele Ieri l'Oms ha voluto rassicurare i sudditi di sua Maestà britannica affermando per bocca del suo «emissario speciale», David Navarro, che oltremanica «sembra ci sia luce in fondo al tunnel». 

covid in gran bretagna 7

 

Dopo essere stato travolto per primo da Omicron, nel Regno Unito i contagi hanno iniziato a scendere: meno 42% l'ultima settimana. Anche se ieri di morti se ne contavano 438, ma sul dato pesano i ricalcoli del weekend. Se Londra vede la luce altrettanto si può dire di New York, dove la media settimanale dei casi è scesa da 40 mila a 28 mila, ma in tutti gli Usa le cose vanno meglio, con un calo del 12% dei nuovi positivi. 

 

Sintomi Omicron

In Francia, con più 10% dei casi negli ultimi sette giorni e in Spagna, più 22%, la curva ancora sale, ma la crescita si è sensibilmente raffreddata. In controtendenza sono Germania e Israele, dove nel primo caso i contagi sono risaliti del 42% e nel secondo del 57%. Eppure i tedeschi erano stati i primi ad essere travolti dalla quarta ondata e Israele la prima a vaccinare tutti con la terza dose. Ora persino con la quarta, destinata a sanitari e iperfragili. 

VARIANTE OMICRON 19

 

L'ANOMALIA DEI TANTI DECESSI 

Numeri inattesi, che hanno però una spiegazione. A fornircela è Walter Ricciardi, presidente della Federazione mondiale delle società di sanità pubblica e consulente del ministro Speranza: «In Germania l'onda è arrivata prima, quando prevalentemente circolava ancora la Delta, per cui dopo le chiusure i contagi sono scesi, ma ora risalgono per l'impatto ritardato di Omicron. Israele è sì il Paese che per primo ha somministrato il booster, ma pochi ricordano che ha anche quasi il 40% di popolazione che non si vaccina, soprattutto tra gli ultraortodossi». 

 

LABORATORIO DI ANALISI COVID

Una spiegazione che dovrebbe rassicurarci circa il pericolo di nuovi ritorni di fiamma del virus, passata questa tempesta. Ma Ricciardi la fine del tunnel la vede anche da noi. «Entro fine gennaio in Italia toccheremo il picco e la discesa sarà più rapida di quanto si è visto con le vecchie varanti, perché se Alfa impiegava due mesi a tornare sui livelli di partenza, a Omicron ne basta meno di uno. Poi si potrà ragionare di convivenza con il virus». Resta l'anomalia italiana dei morti, che ci vede in testa nella triste classifica tra i Paesi occidentali. 

 

VARIANTE OMICRON

«Questo per quattro motivi», continua Ricciardi. «Abbiamo la popolazione più anziana del mondo dopo il Giappone; i nostri anziani vivono più a lungo ma in peggiori condizioni di salute; abbiamo una potenza di fuoco sanitaria nettamente inferiore a Paesi come la Germania, che ha 53 mila infermieri più di noi e il doppio dei posti in terapia intensiva; altri Paesi non conteggiano come decessi Covid quelli dei positivi morti per altre cause». 

 

LA CONVIVENZA CON IL VIRUS 

Vede la luce anche l'epidemiologo Pierluigi Lopalco. «L'Italia ha una popolazione ampiamente vaccinata, in più quattro ondate epidemiche hanno immunizzato con la malattia un'altra fetta importante del Paese. E anche se Omicron è in grado di reinfettare, una protezione rispetto alle forme gravi di malattia resta». 

vaccino

 

«Per questo - è la conclusione ottimistica di Lopalco - anche noi ne usciremo presto ed entro febbraio potremo iniziare a convivere con il virus, perché con i livelli di immunizzazione acquisita una nuova ondata non sarà mai né come le precedenti ma nemmeno come questa». 

 

Resta l'incognita delle nuove varianti. Perché la teoria che il virus si modifichi via via sempre in meglio, non è che per virologi e immunologi abbia poi basi scientifiche così solide. E nel mondo di sotto, sempre a corto di vaccini, il Covid sta tornando a far male. In Brasile i contagi sono aumentati del 107% in una settimana, in India del 90%, in entrambi i casi con una dolorosa scia di morti e ricoveri. 

hub vaccinale 4

 

E con questi livelli di circolazione del virus, avverte l'Oms, potremmo tornare alla casella di partenza per colpa di qualche nuova variante. Un pericolo che il mondo di sopra potrebbe scongiurare pensando un po' meno alle quarte dosi e un po' più a una ridistribuzione più equa dei vaccini.

 

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