ius soli

IUS SOLI O IUS SOLA? CON IL VIA LIBERA ALLA RIFORMA SUBITO 800MILA NUOVI ITALIANI POI 60MILA IN PIÙ OGNI ANNO - LA RICERCA DELLA FONDAZIONE MORESSA: LA NORMATIVA ITALIANA SULLA CITTADINANZA È ATTUALMENTE UNA DELLE PIÙ RIGIDE D'EUROPA CON LA RIFORMA L’80% DEI RAGAZZI STRANIERI SI VEDREBBE RICONOSCIUTA LA CITTADINANZA

Vladimiro Polchi per “la Repubblica”

 

IUS SOLIIUS SOLI

C' è chi va all' asilo, chi alle elementari, qualcuno già all' università. La maggioranza è nata in Italia, gli altri sono arrivati qui da bambini. Tutti parlano italiano, qualcuno anche il dialetto locale. È la carica dei "nuovi italiani": oltre 800mila figli di immigrati pronti a stracciare il permesso di soggiorno e festeggiare il passaporto tricolore. Ma tutto dipende dai senatori, che si trovano tra le mani la riforma dello ius soli, ferma per mesi nei cassetti della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama.

 

IUS SOLI IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANI IUS SOLI IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANI

A fotografare i possibili beneficiari delle nuove norme è un recente studio della fondazione Leone Moressa su dati aggiornati al 2016: «La normativa italiana sulla cittadinanza - scrivono i ricercatori - è attualmente una delle più rigide d' Europa, riconoscendo lo status di cittadino ai figli degli emigranti italiani residenti all' estero, ma non ai figli degli immigrati nati in Italia.

 

ius soli cittadinanza italiana agli immigrati ius soli cittadinanza italiana agli immigrati

La riforma in discussione ribalterebbe questo principio, riconoscendo il diritto alla cittadinanza per i "nuovi italiani"». Secondo i dati Istat, al 1 gennaio 2016 i minori stranieri nel nostro Paese sono circa un milione, oltre un quinto della popolazione straniera complessiva. Si tratta in maggioranza di ragazzi nati in Italia, che frequentano le nostre scuole e chiedono il riconoscimento della propria identità italiana. La riforma della cittadinanza, ferma al Senato da quasi due anni, potrebbe cambiare la vita a molti di loro.

 

Due le vie percorribili per ottenere il passaporto tricolore: nascere in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno residente da cinque anni e in possesso del permesso Ue di lungo periodo (ius soli), oppure arrivare in Italia entro il dodicesimo anno di età e frequentare un ciclo scolastico per almeno cinque anni (ius culturae). In entrambi i casi, l' acquisto della cittadinanza italiana si realizza mediante una "dichiarazione di volontà", espressa all' ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore da parte di uno dei genitori.

ius soli cittadinanza italiana agli immigrati ius soli cittadinanza italiana agli immigrati

 

Ebbene, se passasse la riforma quanti sarebbero davvero i nuovi cittadini? I ricercatori della Moressa (in base al testo già approvato dalla Camera il 13 ottobre 2015) calcolano che «i nati stranieri negli ultimi 17 anni sono 976mila. Secondo una recente indagine Istat, circa il 65% delle loro madri risiede nel nostro Paese da più di cinque anni, dunque sarebbero 634.592 i ragazzi che potrebbero chiedere la nuova cittadinanza ». A questi andrebbero aggiunti i 166.008 studenti nati all' estero, che hanno già completato 5 anni di scuola in Italia. Insomma, oltre 800mila ragazzi sarebbero "investiti" subito dalla nuove norme. Non è tutto.

 

Ogni anno oltre 58mila nuovi cittadini potrebbero beneficiare della riforma: «È possibile calcolare una quota di 45-50mila potenziali nuovi italiani ogni anno per ius soli, cioè nati in Italia da genitori lungo-soggiornanti e di 10-12mila per ius culturae, cioè nati all' estero che abbiano studiato qui per cinque anni».

 

GENTILONIGENTILONI

Concludendo, stando allo studio della Moressa, «saranno oltre 800mila i potenziali beneficiari immediati della riforma della cittadinanza. L' introduzione dello ius soli temperato e dello ius culturae consentirà inoltre la naturalizzazione di quasi 60mila nuovi italiani ogni anno, sommando i figli di immigrati nati in Italia e i nati all' estero che completano un quinquennio di scuola. Una riforma che avrà dunque un forte impatto sulla popolazione italiana, riconoscendo la cittadinanza a circa l' 80% dei minori stranieri residenti».

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