susanna schlein

“L'ALTRA AUTO ERA SOTTO IL PORTICATO, VICINO AL TUBO DEL GAS. POTEVA FINIRE IN TRAGEDIA” - SUSANNA SCHLEIN, NUMERO DUE DELL'AMBASCIATA ITALIANA AD ATENE, RIPERCORRE LA NOTTE DELL’ATTENTATO: “IL PENSIERO CHE MI ASSILLA È SUL RISCHIO CHE HO FATTO CORRERE AI MIEI FIGLI. L’ANOMALIA È CHE NON HANNO RIVENDICATO. PERCHÉ MI HANNO PUNTATA? ERO UN OBIETTIVO FACILE VISTO CHE…”

Alessandra Muglia per il "Corriere della Sera"

susanna schlein antonio tajani

 

«Molti amici, tra cui l'ambasciatrice stessa, ci avevano invitato a passare la notte da loro. Ci abbiamo pensato ma alla fine abbiamo deciso di restare a casa. E questa mattina siamo andati come previsto al bazar internazionale natalizio, un mercatino di beneficenza con prodotti di vari Paesi, i bambini non volevano perderlo e non ci siamo tirati indietro. Vogliamo che la vita prosegua il più possibile con normalità».

 

Susanna Schlein, numero due dell'ambasciata italiana ad Atene, racconta con voce pacata al Corriere il suo day after .

auto attentato Susanna Schlein

«La vita deve andare avanti senza paura, soprattutto per i figli: hanno 6 e 8 anni, non voglio destabilizzarli» dice dopo l'attacco con le molotov dentro il giardino di casa che ha sorpreso nel sonno lei e suo marito prima dell'alba di venerdì. Schlein ha sostenuto che è difficile essere una diplomatica e contemporaneamente madre e moglie. E forse non è un caso che delle tre donne che guidano la sede di Atene soltanto Schlein abbia famiglia al seguito. A portare al personale dell'ambasciata sotto choc la solidarietà del governo italiano è arrivato, il giorno stesso dell'attentato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Susanna Schlein

 

Che notte è stata quella appena passata?

«Sono preoccupata. Dopo il primo impatto in cui cerchi di reagire ed essere forte, emergono i pensieri. Non tanto perché temi che possano esserci altri attacchi, non credo succederà nell'immediato, ma rifletti sul rischio che hai fatto correre ai tuoi figli. E non è facile»

 

Il pensiero della tragedia sfiorata non è solo sollievo .

manifesti davanti all ambasciata italiana di atene

«Se anche il secondo ordigno fosse esploso poteva finire in tragedia: l'altra auto era sotto il porticato, vicino al tubo del gas. È questo pensiero ad assillarmi. Ieri (venerdì per chi legge, ndr) è stato mio marito ad accorgersi dell'incendio appiccato all'auto nel box, io ho chiamato i pompieri, poi abbiamo svegliato i bambini e siamo scappati via. È stato impressionante vedere quelle fiamme alte».

 

Che idea si è fatta dell'accaduto? Lei ha detto che non se l'aspettava.

«Ci aspettavamo qualche tipo di azione da parte del movimento anarchico, dopo le scritte all'Istituto di cultura italiano e alla nostra ambasciata. E dopo i muri imbrattati di rosso alla Camera di commercio. Ma non ci aspettavamo un attacco così cruento e non nella sfera privata: a nostra memoria questi gruppi non agiscono dentro le proprietà private e mettendo a rischio anche la vita delle persone. Di solito prendono di mira i beni, le auto».

Susanna Schlein

 

L'altra anomalia: non c'è ancora una rivendicazione.

«Nelle ultime occasioni a cui ho assistito io qui, di solito rivendicano dopo 12-24ore».

 

Lei considera soltanto la pista della frangia anarchica o anche altre ipotesi?

«È il primo sospetto che viene, vista la coincidenza dei tempi. Avevano scritto che la manifestazione davanti alla nostra ambasciata era indetta per il 30 novembre, alla vigilia dell'udienza sul caso Cospito (i giudici devono decidere sul suo ricorso contro il regime carcerario 41 bis, domani a Torino la Procura generale dovrebbe chiedere l'ergastolo, ndr ). Invece l'1 dicembre sono entrati a casa mia per lanciare un attacco. Una coincidenza che ha fatto pensare a loro. Vedremo se il movimento anarchico farà una rivendicazione e seguiamo gli sviluppi delle indagini, speriamo che riescano ad arrivare presto a delle conclusioni».

alfredo cospito anarchico al 41 bis

 

Crede che ci sia un piano contro l'Italia al di là di questo caso?

«Non saprei. Le ultime loro azioni sono tutte legate alla mobilitazione internazionale in solidarietà allo sciopero della fame dell'anarchico Alfredo Cospito. Poi se al di là di questo specifico fatto ci siano altri elementi non sono in grado di valutarlo».

 

A ottobre c'è stata una grande mobilitazione contro la nuova linea del metrò che dovrebbe attraversare Exarchia, il cuore anarchico di Atene. Un progetto gestito da un consorzio che include l'italiana Ghella. Può essere questo un fattore che ha acceso la rabbia degli anarchici contro l'Italia?

SUSANNA SCHLEIN

«Non credo, quando sono venuti da noi, sia in Istituto di cultura, sia in ambasciata, sia alla Camera di commercio hanno sempre fatto riferimento al caso Cospito. Con messaggi del tipo "Alfredo libero", "41bis uguale tortura". La vicenda della metropolitana nelle mobilitazioni che hanno toccato le istituzioni italiane in Grecia non è mai comparsa. Queste si sono verificate dopo la richiesta di supporto degli anarchici italiani ai gruppi di altri Paesi. A quel punto abbiamo avvertito le sedi che potevano essere considerate dei target. In queste sedi sono state rinforzate le misure di sicurezza».

PATRIZIA FALCINELLI - AMBASCIATRICE ITALIANA AD ATENE

 

Invece hanno attaccato in casa. Perché proprio la sua?

«Mirare all'ambasciatrice è complicato visto che abita in un compound super protetto. Quindi hanno spostato l'obiettivo al numero due: un target più facile, vivo in un quartiere residenziale, senza particolare protezione. Ma da venerdì c'è una pattuglia davanti a casa».

AMBASCIATA ITALIANA ATENE AMBASCIATA ITALIANA ATENE

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