anna coliva francesco rutelli caltagirone chicco testa fabio rampelli

"LA GALLERIA BORGHESE E' INTOCCABILE'' – LA EX DIRETTRICE DEL PIU’ ANTICO E MERAVIGLIOSO MUSEO DEL MONDO, ANNA COLIVA, CALPESTA LA PROPOSTA DI AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA, CARA A CALTAGIRONE-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO” – “L’INTERA OPERAZIONE SORPRENDE PER LA FRETTA DI APPROVARE, SENZA UN PREVENTIVO DIBATTITO, UN PROGETTO TANTO CLAMOROSO - RIVELA UN BISOGNO DI SPENDERE GLI ENORMI FONDI PIOVUTI SULLA CITTÀ - COLPISCE IL SILENZIO DI TUTTI SU ALCUNE CONTRADDIZIONI CHE DOVREBBERO SALTARE ALL’OCCHIO - IL MINISTRO GIULI STA ZITTO, FORSE È IN ATTESA DI CAPIRE...''

Alessandra Mammì per Artribune - Estratti

 

anna coliva foto di bacco

È stata senza dubbio, tra le direttrici di museo più celebri e autorevoli di Italia, familiare persino ai non addetti ai lavori e seconda per fama solo alla mitica Palma Bucarelli della Galleria Nazionale. Ma Anna Coliva, per 22 anni (dal 1998 al 2020) a capo della Galleria Borghese, in questa bufera scatenata dalla proposta di edificare ampliamento del meraviglioso “teatro dell’universo” museo-capolavoro del Cardinal Scipione, non è voluta finora intervenire.

 

Pur sollecitata da molti media, ma restia a lasciare veloci e sporadici commenti, eccola ora invece disposta a ragionare su un tema delicato che ne solleva molti altri e che pone al centro del dibattere princípi storici ed etici come riuscire a conciliare la responsabilità della tutela e la crescita del patrimonio in armonia con il mondo che ci circonda.

 

L’arte contemporanea a Galleria Borghese

 

Cosa a lei talmente a cuore che le costò anche polemiche e ostilità, essendo stata la prima direttrice a far entrare l’arte contemporanea il quel tempio barocco e a chiedere persino agli artisti di immaginare progetti site-specific. Ma di fronte alla proposta avanzata dal Comune di Roma di concerto con lo sponsor Proger Spa disposto a finanziare con 875.750,19 euro il concorso di idee finalizzato alla “fornitura di un nuovo edificio in uno spazio contermine alla sede del museo”, ecco i pensieri e le motivazioni che la spingono a evidenziare i rischi, a suo parere, di tanta operazione.

francesco rutelli raffaele ranucci francesco gaetano caltagirone

 

In mezzo alla polemica che ha diviso il mondo dell’arte, quello accademico, politico e architettonico, lei, pur essendo tra le figure più “informate sui fatti”, si è tirata in disparte rifiutando di commentare questo progetto di ampliamento. Cosa la tratteneva? E ora finalmente, può dirci cosa ne pensa?

 

galleria borghese

Tralasciando le ovvie considerazioni sull’intoccabilità di un luogo prezioso e magnifico come la Villa Borghese, sottoposta a vincolo esattamente come l’edificio del Museo e pertanto intoccabile, è bene considerare ciò che è più sorprendente nella vicenda dell’ampliamento. Ed è il silenzio di tutti i commentatori -sia i favorevoli che i contrari- su alcune contraddizioni che dovrebbero saltare all’occhio.

 

Quali contraddizioni?

galleria borghese 12

La prima è proprio sulla questione chiave, quella che ha portato a richiedere un “progetto di fattibilità tecnico economica per realizzare “un nuovo volume” (edificio) “contermine” (accanto) al Museo Galleria Borghese “…” per accogliere simultaneamente un maggior numero di visitatori”: cioè la struttura stessa della Villa che richiede ingressi contingentati. Da qui la necessità di un nuovo edificio “perché l’attuale configurazione dell’immobile monumentale impone limiti strutturali all’accoglienza, alla sicurezza e accessibilità dei percorsi”, ribadiscono il contratto di sponsorizzazione e la Memoria di giunta del 24 maggio 2026.

chicco testa

 

Ma un edificio “contermine”, bello o brutto che sia, cosa risolverebbe rispetto alla capienza del Museo? Come potrebbe fare accogliere a quest’ultimo, “simultaneamente un maggior numero di visitatori “?

Il nuovo edificio potrebbe essere usato in tutti i modi possibili, quelli dichiarati e quelli no (nella Memoria di adesione al progetto della società Proger, molto stimata dal sindaco Gualtieri, ma che ha sentore di project financing, si parla di “successiva governance”) potrebbe essere usato per distrarre il pubblico con ogni tipo di intrattenimento digitale ma, a meno che non lo si sfinisca, prima o poi questo pubblico vorrà entrare nel vero museo.

ratto di proserpina di gian lorenzo bernini esposto alla galleria borghese

 

Dunque, cosa risolve un edificio nuovo?

È bizzarro che l’oggetto stesso del progetto non sia stato chiarito da chi si è prodigato in esempi dolorosi di accessi negati, di spazi angusti, di visitatori delusi e disperati di non poter vedere sino all’ultima opera dei depositi. Le quali peraltro sono tutte esposte e visibili sin dal 2002, quando un’importante sponsorizzazione rese la Galleria Borghese l’unico museo al mondo con i depositi allestiti con criteri museali e normalmente visitabili. Ma c’è un punto ancora più sensibile…

 

Che cosa intende?

Voglio dire che sorprende la scarsa conoscenza del luogo stesso di cui si dibatte, lo straordinario insieme urbanistico e architettonico costituito dal Museo, dalla Meridiana, dall’Uccelliera e dagli Uffizi. La villa e le sue collezioni appartengono allo Stato; gli altri tre edifici furono inspiegabilmente assegnati alla competenza del Comune nel 1903 e da questi mai restituiti, nonostante le richieste, le proposte anche di cogestione, le offerte di sostegno dei costi, avanzate dalla Galleria al Comune negli ultimi trent’anni. Precisamente dal giugno del 1997, quando fu sottoscritto, dall’allora sindaco Rutelli e dal ministro Veltroni, il progetto “Parco dei Musei”.

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galleria borghese

 

Ma forse non avrebbero consentito tutte le attività “altre” che oggi si richiedono. Attività che potrebbe invece essere accolte da un nuovo edificio….

Non sarebbe l’unico caso, perché non sarà mai possibile avere negli edifici storici le innumerevoli funzioni che sogneremmo noi tutti direttori di museo; ma questo vale per ogni grande monumento o scavo o tesoro paesaggistico d’Italia. O dovremmo prevedere, accanto ad ognuno di essi – alla Camera degli Sposi di Mantova o alla Cappella del Cristo Velato di Napoli – nuovi edifici funzionali?

paginata del messaggero su villa borghese

 

O una prolunga davanti alla vietatissima spiaggia di Budelli dove costruire un magnifico resort? Se la natura o l’architettura frappongono degli ostacoli all’intensivo sfruttamento di ogni spazio possibile, come dimostra di voler fare il progetto, tali ostacoli devono diventare occasione di inventiva e creatività, ma anche di umile adeguamento ad essi.

 

Lei era a conoscenza del progetto?

Assolutamente no. L’intera operazione sorprende per la fretta di approvare, senza un preventivo dibattito, un progetto tanto clamoroso. Rivela un bisogno, di spendere gli enormi fondi piovuti sulla città che impediscono seri approfondimenti.

 

 

L’unico rimasto in silenzio in questo clamore è il Ministro.

Forse è in attesa di capire. Dimostra in questo una innegabile onestà intellettuale perché al contrario, per Palazzo Labia a Venezia, ha indetto addirittura un’assemblea pubblica.

 

IL RATTO DI PROSERPINA ALLA GALLERIA BORGHESE

L’estemporanea iniziativa, quindi, sembra provenire tutta dalla giunta comunale. Ma che c’entra il Comune?

La mera attribuzione del suolo non gli conferisce la competenza né scientifica né patrimoniale. Stupisce soprattutto perché il Comune non ha mai dimostrato un interesse così smodato per la cultura, meno che mai per quella contemporanea, come espresso ora e per questa occasione nella citata Memoria.

 

Il progetto è difeso dai contemporaneisti contro i passatisti che difendono sempre l’esistente.

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI

Non credo di poter essere considerata una passatista. Ovviamente il dibattito su cui è stato dirottato il progetto – diatriba tra antico e moderno, le accuse di conservatorismo e passatismo contro chi si oppone – non c’entra nulla e sembra piuttosto essere usato come una porporina culturale sparsa per offuscare altre ragioni. Ma molti ci sono cascati e ne dibattono con fervore.

 

 

(…) Come vede nell’insieme Roma e la sua politica?

fabio rampelli

Tutta proiettata agli ‘eventi’, allo sfruttamento turistico e al sostegno di chi lo pratica, a intero discapito di chi non è coinvolto in esso. Il turismo è la via più facile per far cassa, si fa da solo, basta non ostacolare la speculazione. Al contrario un vero, solido sviluppo economico ha bisogno di alte competenze, di programmazione, di visione. È più impegnativo.

 

francesca cappelletti direttrice della galleria borghese foto di baccodamien hirst alla galleria borghese54galleria borghese anna colivadamien hirst alla galleria borghese42damien hirst alla galleria borghese18hitler e mussolini davanti a paolina bonaparte galleria borghese jill biden alla galleria borghese

 

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